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SPECIALE SVIZZERA

La bionda e la rossa della Valle Maggia

Da un anno in Valle Maggia si produce birra con un moderno impianto gestito da un giovane birrario, Ruben Berta, sostenuto da un gruppo di soci che fin dall’inizio ha creduto in questa avventura.

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Sandro mahler
20 luglio 2020
Il mastro birraio Ruben Berta  nel birrificio Valle Maggia di Avegno.

Il mastro birraio Ruben Berta nel birrificio Valle Maggia di Avegno.

Tre ricette, trenta soci, trentatré centilitri, trecentomila bottiglie. Sembra che il tre accompagni la produzione del birrificio Valle Maggia, impiantato al centro Valle di Avegno-Gordevio. Ma è un caso, perché il mastro birraio è uno, gli artefici due e gli appassionati molti, ma molti di più.

«La gestione di meno birre – esordisce il giovane mastro birraio Ruben Berta – è più facile e come inizio siamo partiti con una classica bionda, una rossa ambrata e una molto luppolata; in questo modo possiamo garantire la produzione nel tempo e farci conoscere da un pubblico più ampio».

Le tre birre si distinguono per la loro composizione rigorosamente artigianale: «usiamo l’acqua della valle, che è molto dolce, povera di sali minerali, di qualità costante e che ha il vantaggio di poterla adattare alle mie esigenze e alla tipologia della ricetta» precisa Ruben Berta.

Il mastro birraio Ruben Berta nel birrificio Valle Maggia di Avegno.

Se è vero che ogni birra ha i suoi parametri da rispettare, all’interno di questi “paletti” il birrario può “giocare” e dare un tocco personale al prodotto finale: «abbiamo la Ciao.Ticino, una birra bionda, molto piacevole da bere ed equilibrata, da abbinare alla classica pizza; poi c’è Ciao.Ambra, una rossa irlandese, dal gusto caramellato e dal sapore di malto». A queste si aggiunge una più amara, stile Ipa, e in autunno si proverà con una qualità alle castagne. Prodotti tutti rigorosamente locali, dove è possibile: «beh, l’acqua è qui a due passi, mentre il luppolo che usiamo è statunitense, tedesco oppure britannico» precisa Michele Gilardi, fondatore della start up e amministratore del birrificio. Il mastro birraio Ruben aggiunge: «abbiamo già il luppolo dai Terreni alla Maggia, mentre per l’orzo, alcuni contadini del piano di Magadino si stanno adoperando per produrlo…».

Per finire, racconta degli inizî: «nel giugno 2019, abbiamo prodotto ufficialmente la prima cotta ed è stato emozionante. Abbiamo fatto alcuni calcoli e ci siamo detti che potevamo farcela con una produzione di mille ettolitri l’anno» che corrispondono a 300mila bottiglie da 33 cl. Sempre il tre… 

 >> Leggete le domande e i falsi miti sulla birra.


Tre birre…

…in attesa della quarta

Tra le etichette proposte dal birrificio Valle Maggia di Avegno troviamo la Ciao.Ticino, una “blonde ale”, la classica bionda leggera da bere in ogni occasione, la Ciao.Ambra, una birra rossa in stile irlandese, più dolce rispetto alla bionda, e la Ciao.luppolo, che come dice il nome ha un sapore e aroma più intenso di luppolo. Le due qualità si trovano in ben 27 negozi sparsi per il Ticino. In autunno dovrebbe anche arrivare una birra alla castagna, con le castagne di Moghegno e il luppolo dei Terreni alla Maggia.

Maggiori info: www.ciao.beer