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Cibo e amore

Gli afrodisiaci tra miti e realtà. O, in altre parole: tra illusioni e scoperte, con l’aiuto di Afrodita Poenar, consulente in sessuologia.

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ALAIN INTRAINA, ALAMY, SHUTTERSHOCK
08 febbraio 2021
Anche la cena può  essere un'oasi d'intimità, ieri come oggi.

Anche la cena può essere un'oasi d'intimità, ieri come oggi.

Afrodita… un nome, un programma! «… e pensare che da giovane la dea della bellezza e dell’amore mi metteva a disagio! Solo dopo i 35 anni mi sono riconciliata e ho completato i miei studi in psicologia con quelli in sessuologia».

L'INTERVISTATA

Afrodita Poenar

Afrodita Poenar è consulente in sessuologia.

Perché, ancora oggi, alcuni cibi sono ritenuti afrodisiaci e come sono nate queste convinzioni?

L’eros e il piacere del buon cibo sono stati strettamente collegati fin dall’inizio dei tempi: dal simposio greco, ai banchetti medioevali, alle sontuose cene dell’aristocrazia. Come osservava Brillat-Savarin, filosofo della “gourmandise”, all’inizio del 19esimo secolo, il cibo è un piacere sociale per eccellenza. L’appetito denota tanto il bisogno di alimentarsi, quanto la tendenza naturale ad appagare desideri fisici e sessuali. I cibi considerati afrodisiaci, cioè in grado di aumentare il desiderio e di disinibire, agiscono per la maggior parte sulla componente psichica grazie ad esperienze sensoriali, come la forma, il profumo, la consistenza, e a fattori culturali. Il binomio cibo-eros si presenta in modo più o meno esplicito in detti popolari (“la tavola e il letto mantengono l’affetto”) come pure nella cinematografia contemporanea (“Chocolat”, “Nove settimane e mezzo”, “Flashdance”).

Ci sono prove scientifiche?

L’elaborazione delle esperienze alimentari e delle pulsioni sessuali avviene nelle stesse “parti” del cervello, nel sistema limbico. Le basi neurobiologiche agiscono tramite lo stesso neurotrasmettitore, la dopamina, chiamata anche “molecola del piacere”. È quella che dà il messaggio tipo “ottimo”, “fallo di nuovo”, “ha un buon profumo”, eccetera. Comunque, questo è un campo ancora tutto da esplorare. Mentre le cure a base di “erbe magiche” fanno parte delle credenze. Se alla base c’è un problema fisiologico, l’erba “magica” fungerà solo da complemento ad una terapia medica e/o psicologica. In altre parole: anche se mangio tanto tartufo, le sostanze simili al testosterone in esse contenute non aiutano il maschio che ha una disfunzione erettile.

Non ci sono quindi alimenti che aiutano?

Esistono cibi con sostanze nutritive che apportano benefici alla salute, contribuiscono al benessere, ma non sono imputabili direttamente all’attività sessuale e nemmeno al singolo alimento. Insomma, non vi è alcun legame scientifico tra gli alimenti considerati afrodisiaci e la libido femminile o maschile.

Ritorniamo alla componente psicologica…

La salute della coppia si misura anche dalla qualità del tempo trascorso insieme a tavola, perché non c’è passione senza convivialità. Il piacere di mangiare e di conversare è un rito in cui si consolidano i rapporti amorosi, ma anche di amicizia o di affari.

E terminata la fase d’innamoramento?

Dopo i “mille giorni d’innamoramento” inizia la noia e il calo del desiderio sessuale, se l’eros non viene alimentato, tramite condivisione, cibo, contatto fisico, intimità, passione, complicità. Mi viene in mente una frase del prof. Willy Pasini, noto psichiatra e sessuologo: «La fame è un bisogno e l’appetito è un desiderio». Una cena preparata con amore deve anche aiutare a trasmettere sentimenti e attivare i nostri cinque sensi. Perché alla pulsione sessuale contribuisce anche un’orchestrazione di visione, tatto, olfatto, udito e gusto.

C’è una differenza tra donna e uomo nel rapporto tra cibo e innamoramento?

In generale, l’innamoramento nelle donne ha l’effetto di ridurre l’appetito, mentre negli uomini di aumentarlo. Le donne nutrono il loro amore con più spiritualità, conversazione e bella atmosfera, il maschio è più concreto.

Infine, quali sono i suoi consigli per una cena romantica?

Inizierei dalla donna con la gonna e il tacco, perché è quell’“in più”… Quindi, un menu leggero, presentato con cura, piccole porzioni, per non impegnare troppo la digestione; un calice di bollicine e… dulcis in fundo, un dessert al cioccolato, da gustare con lo stesso cucchiaio, segno di fiducia e messaggi subliminali. Oppure sostituire la cena con un aperitivo in vasca da bagno a lume di candela, con spumante e fragole, o altro frutto rosso della stessa sensualità. E, come epilogo, non escludere che la cena romantica finisca a letto.


Cioccolato

Pochissimi rinunciano ad un pezzo di cioccolato! Il cacao contiene la feniletilammina, sostanza in grado di ridurre l’ansia e ha effetti utili sull’attività sessuale. Tuttavia, mentre una quadretta stimola la serotonina, un regolatore dell’umore, una tavoletta intera sostituisce un vuoto emotivo ed ha effetti negativi sull’organismo.

Ostriche

Hanno una quantità minima di elementi nutritivi interessanti, come lo zinco, utile alla produzione di testosterone. Le loro virtù risiedono più nella forma, che evoca la vulva, e nel modo sensuale di gustarle, come ben sapeva Casanova.

Peperoncini

Cibo “hot”, con sostanze vasodilatatori da mettere in relazione con l’erezione dell’organo sessuale maschile.

Fichi

Legati all’immaginario collettivo da frutto proibito del giardino dell’Eden e della fertilità.

Fragole

Frutto di Venere, seduce per la sua forma, colore e succosità. Da abbinare ad una flûte di Champagne.

Tartufi

Contengono una quantità minima di sostanze simili al testosterone, ma è l’immaginario del “momento magico” che contribuisce ad un maggior benessere. Un regalo prezioso della natura che doniamo soltanto a chi teniamo davvero.

Vino e bollicine

È il solvente del “Super io”, quindi ha la caratteristica di favorire gli incontri sociali e amorosi.