Giallo intenso | Cooperazione
X

Argomenti popolari

ATTUALITÀ
LA COLZA

Giallo intenso

L’olio di colza è un olio commestibile nostrano apprezzato. Molti non sanno che anche i piccoli semi da cui viene estratto sono commestibili. I semi di colza bio sono ora in vendita anche da Coop. Un coltivatore di colza racconta cosa fa per portare sulla nostra tavola questo delizioso prodotto.

FOTO
KOSTAS MAROS, HEINER H. SCHMITT
19 luglio 2021
Nel mese di aprile, il produttore Hansruedi Waldmeier controlla lo stato delle piante  di colza.

Nel mese di aprile, il produttore Hansruedi Waldmeier controlla lo stato delle piante di colza.

Chi non li conosce, i campi gialli che risplendono in primavera? È la colza, il cui nome scientifico è Brassica napus, imparentata con cavolo, rapanelli e senape. Una pianta per uso industriale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae dai cui semi si estrae l’omonimo olio commestibile. «Detto così, mi sembra un po’ prosaico», dice Hansruedi Waldmeier (38), agricoltore di Möhlin (AG), che gestisce un’azienda bio con la moglie Esther (37) e le figlie Enya (16) ed Elina (3). I suoi genitori sono passati all’agricoltura biologica nel 1997. Da sei anni coltiva la colza bio e sa per esperienza che questa attività è legata a diverse emozioni.

Il tempo fa quello che vuole

L’olio di colza è ricco di acido alfalinoleico. Un acido grasso della serie omega–3, che contribuisce a tenere sotto controllo il colesterolo.

 

«Proprio quest’anno ne abbiamo passate tante per via del tempo», dice Hansruedi riferendosi ai forti sbalzi di temperatura. La colza è una coltura che comporta molti rischi: sono molti i parassiti e le malattie che possono colpirla e comprometterne il raccolto. I mesi invernali scorsi, molto piovosi, hanno per esempio favorito l’ernia del cavolo, un agente patogeno che colpisce le radici e fa seccare la pianta.

Ora i frutti sono pronti per la raccolta.

In agricoltura biologica le sfide sono particolarmente grandi. Waldmeier non può combattere i parassiti con pesticidi sintetici. «Mi affido spesso ai rimedi omeopatici, con cui tratto i campi più volte a settimana», spiega. E fa anche attenzione all’alternanza delle colture: dato che alcuni parassiti e agenti patogeni rimangono a lungo nel terreno, riprende a coltivare la colza nello stesso campo solo dopo sei anni.

L’olio di colza è ideale a freddo. Adatto anche per stufare, cuocere al vapore e brasare.

 

Un’altra difficoltà deriva dalla lunga fioritura primaverile, che per l’occhio è in realtà molto gradevole. «I baccelli di colza hanno gradi di maturazione diversi», spiega Waldmeier. Mentre alcuni sono ancora verdi, altri sono già marroni e maturi. E quindi non è facile stabilire il periodo giusto per la raccolta.

Olio e semi di colza

Tutto sommato, Waldmeier è però soddisfatto delle sue piante: «Se splende il sole per qualche giorno di fila abbiamo superato l’ultimo ostacolo e possiamo trebbiare». Waldmeier potrà allora raccogliere da 2 a 3,5 tonnellate di semi per ettaro – ovvero un rimorchio pieno. L’ambito frutto è costituito dai piccoli semi all’interno del baccello.

I semi di colza forniscono anche preziosi acidi grassi insaturi, così come la vitamina E. Sono inoltre ricchi di magnesio e di fibre alimentari.

 

Da questi semi si estrae un olio pregiato dal delicato sapore fruttato che anche la famiglia Waldmeier apprezza. «Ci piace usarlo nel condimento per l’insalata», afferma l’agricoltore. Ma queste piccolissime palline si possono anche mangiare. Sono buone nell’insalata, nel müesli, in un dolce o sul pane fatto in casa. Sono quindi molto versatili e ci auguriamo che presto saranno apprezzate quanto l’olio. Waldmeier ne sarebbe felice, visto che mette tanta cura nella coltivazione di queste piante.