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L'autostima cresce con me

Consigli utili e pragmatici per fare in modo che in famiglia ci si fidi l’uno dell’altro e per comprendere quali sono gli ingredienti vincenti per farsi valere. Sembra difficile, ma basta ascoltare.

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09 marzo 2020

Tutti noi ne possediamo almeno un po’, però vorremmo che la nostra prole ne avesse una buona scorta per affrontare serenamente la vita. Definire l’autostima a parole è difficile, ma se riuscissimo a rappresentarla visivamente, tutto diventerebbe più facile. Mano ai pennarelli, dunque? Nemmeno per sogno. Ci servono, invece, vasetti di vetro, un’ampia scelta di fili e nastri colorati, scintillanti e no, e un quarto d’ora di tempo seduti attorno a un tavolo.

Un vasetto di vetro molto colorato

Consigli

Affrontare i primi distacchi

  • Creare un filo magico da cuore a cuore
  • Cercare due sassolini uguali da tenere in tasca
  • Stampare su un fazzoletto il rossetto il bacio della mamma

Ognuno riempirà il suo vasetto con i nastri che lo rappresentano, motivando le proprie scelte. Poi basterà lasciarlo in vista, per ricordarci che la discussione sul colore della lacca che la figlia vuole mettersi sulle unghie, può essere affrontata facendo capo a quel filino argentato al quale abbiamo attribuito il potere dell’ascolto dell’altro. Perché non farvi ricorso per smorzare i toni? Vedere le nostre qualità e le nostre debolezze sotto vetro aiuta ad affrontare le situazioni.

La ricetta del barattolo di autostima me l’ha data Cristina Colucci, collaboratrice dell’Associazione Progetto Genitori del Mendrisiotto e Basso Ceresio (APG). L’associazione si rivolge ai genitori di bambini in età compresa tra 0 e 3 anni. Gli incontri a tema permettono di uscire dal proprio isolamento familiare, entrare in contatto con nuove famiglie e imparare ad essere più efficaci nel difficilie compito di educare.

Ma si può aumentare l’autostima dei propri figli? Per capirlo bisogna conoscerne la definizione – suggerisce Cristina Colucci. L’autostima è quel processo soggettivo e duraturo che porta la persona ad accettare se stessa. Dunque bisogna individuare e valorizzare gli aspetti positivi dei propri figli ed accettare quelli negativi senza mai fare dei paragoni con i compagni o, peggio ancora, con i fratelli. Ricordiamoci che ogni figlio è unico: nascono dalla stessa fabbrica, ma i pezzi sono differenti. I bambini devono essere sicuri che se sbagliano, la relazione con i genitori è un punto fermo. Ciò dà sicurezza e promuove l’autostima. Poi è chiaro che cercheranno di riprodurre a casa comportamenti che non condividiamo, ma sappiamo anche che il ruolo della famiglia è quello della palestra, dove possono esercitarsi a testare i limiti, consci di avere una rete di protezione.

Un esempio pratico è il primo distacco dalla figura materna. Spesso i piccoli lo vivono con difficoltà, ma è un ottima opportunità per l’adulto di trasmettere sicurezza al proprio figlio e promuovere di riflesso l’autostima. Per facilitare tale passaggio, i rituali aiuteranno il piccolo a compiere questo passo importante.

Dalla teoria ai fatti

Quali sono gli ingredienti magici che contribuiscono alla crescita di una sana autostima? «Direi che sono sei: la sicurezza trasmessa dai genitori, il senso di appartenenza (per i più grandi far parte di una società sportiva, di un gruppo scout o di amici), la responsabilità (assegnare compiti in base alle qualità dei piccoli è gratificante); la fiducia (credere noi per primi nei nostri figli), l’autoefficacia (riconoscere e valorizzare quanto fanno) e dare loro la possibilità di fare scelte o prendere decisioni (la maglietta da indossare, la strada da fare per andare a scuola, quale frutto scegliere per merenda)», spiega la collaboratrice APG.

Qualche consiglio pratico? «In cima metterei l’osservazione e l’ascolto delle emozioni, segue l’inco- raggiamento e la sperimentazione, avendo cura di elogiare l’azione e non la persona; la capacità di domandare scusa, il saper chiedere aiuto e il dare un’immagine positiva di noi stessi, ricorrendo all’autoironia. Infine, stiamo attenti alle aspettative che nutriamo nei confronti dei nostri figli, perché potrebbero non collimare», conclude Cristina Colucci. 

  • Gli incontri proposti dall’Associazione progetto genitori: www.associazioneprogettogenitori.com
  • Lettura consigliata: Mi vorrai sempre bene mamma? Astrid Desbordes, Paouline Martin, La Margherita, edizioni