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PATRIMONIO UNESCO

Città che dettano il tempo

L’urbanistica e l’architettura delle città di La Chaux-de-Fonds e Le Locle sono state pensate in funzione delle esigenze dell’industria orologiera. Le strade a scacchiera e le case degli orologiai continuano ad affascinare ancora oggi.

FOTO
Christof Sonderegger, Guillaume Perret
20 luglio 2020
La Tour Espacité, punto di riferimento di La Chaux-de-Fonds, sull'Av. Léopold Robert.

La Tour Espacité, punto di riferimento di La Chaux-de-Fonds, sull'Av. Léopold Robert.

Tag Heuer, Certina, Audemars Piguet: molti marchi di orologeria di fama mondiale sono basati a Ginevra o Grenchen, ma in realtà la produzione spesso avviene a La Chaux-de-Fonds o a Le Locle. Nel corso del XIX secolo, ambedue assursero a importantissimi centri dell’industria orologiera svizzera. Proprio per questo motivo, ancora oggi l’architettura e l’urbanistica di queste due località romande è molto caratteristica.

Città per produrre orologi

Patrimonio mondiale Unesco

Il marchio «Bene del Patrimonio mondiale» dell’Unesco viene conferito a siti culturali e naturali di «eccezionale valore universale». In Svizzera sono dodici. Si tratta di punti d’interesse da non mancare, poiché rappresentano le perle del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Nelle prossime settimane, qui sulle pagine di Cooperazione vi presenteremo alcuni di questi luoghi d’eccezione. www.whes.ch

A causa della rapida crescita del settore orologiero, La Chaux-de-Fonds dovette procedere a un’estensione urbana, che realizzò grazie a un piano portato avanti tra il 1836 e il 1841. I lavori trasformarono il piccolo borgo in una vera e propria città. Il progetto dell’architetto Charles-Henri Junod era inteso quale compimento di una visione: una città orientata in tutto e per tutto all’industria degli orologi, che allora si basava su un processo molto frammentato. Gli orologiai lavoravano al proprio domicilio e ognuno aveva una specializzazione. C’era quindi, per esempio, chi produceva lancette, chi casse e chi procedeva all’assemblaggio. La città doveva offrire edifici che combinassero le funzioni abitativa e lavorativa, ma anche strade che permettessero di trasportare rapidamente i pezzi da una casa all’altra.

La soluzione di Junod fu una pianta ortogonale, come nelle città americane, con alcuni grandi assi paralleli lungo il fondovalle e numerose strade trasversali ad angolo retto. Lo stesso principio fu adottato per la ricostruzione di Le Locle, distrutta da un incendio proprio in quegli anni.

La simbiosi tra architettura e tecnica, come pure la pianificazione urbana in funzione dell’orologeria, hanno reso le due località esempi di «città-manifattura» uniche nel loro genere a livello mondiale. Queste caratteristiche hanno valso loro, nel 2009, l’inserimento nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Un primo modo di apprezzare il progetto dell’architetto Junod a La Chaux-de-Fonds può essere quello di visitare la Tour Espacité, un edificio alto sessanta metri. Un’altra possibilità è passeggiare per le vie a Nord della torre e osservare così le tipiche case abitative-lavorative a quattro o cinque piani. Ai livelli inferiori si trovavano gli alloggi degli operai, mentre l’ultimo piano era riservato per accogliere i laboratori degli orologiai con le tipiche grandi finestre, che lasciano passare molta luce naturale.

Tutto uguale oppure no

Cose da fare e da vedere

La Chaux-de-Fonds e Le Locle

Workshop: assemblare un orologio di precisione in una fabbrica di Le Locle e portarsi a casa l’oggetto finito come ricordo.
Musei: partire alla scoperta della storia dell’industria orologiera e ammirare orologi antichi nei musei specializzati di La Chaux-de-Fonds e Le Locle.
Visite guidate: scoprire in compagnia di una guida entrambe le città, la loro peculiare architettura e i laboratori degli orologiai.
Prenotazioni su: www.bigliettopatrimoniomondiale.ch

Sebbene siano state pianificate a tavolino, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le strade di La Chaux-de-Fonds e Le Locle offrono una grande varietà. Quei proprietari che potevano permetterselo, infatti, fecero decorare le proprie dimore secondo un gusto personale. Molti edifici sono per esempio abbelliti da magnifici ornamenti in stile floreale. Altri recano tracce di influssi stilistici che i rappresentanti dell’orologeria portarono da paesi lontani.