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TEMPO LIBERO
EVITARE L'INSONNIA

Dormire, un sogno

L’uomo del nuovo millennio dorme poco, una tendenza globale che non risparmia i più giovani. In particolare, gli adolescenti della Svizzera latina dormono mediamente mezz’ora in meno dei loro coetanei svizzero tedeschi.

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SHUTTERSTOCK
14 settembre 2020
Interrompere la comunicazione digitale in tempo utile predispone ad un buon sonno.

Interrompere la comunicazione digitale in tempo utile predispone ad un buon sonno.

Secondo lo studio recente JAMES dell’Università di Scienze Applicate di Zurigo, i giovani della Svizzera latina dormono in media mezz’ora in meno rispetto ai coetanei della Svizzera tedesca a causa del consumo più elevato dei media dei ragazzi ticinesi. A questo si aggiungono pressioni scolastiche e situazioni famigliari instabili.

Amici e nemici del sonno

Consigli utili*

I nemici del sonno:

  • Gli alcolici, causano sonnolenza di giorno e risvegli la notte. Nicotina, caffeina ed energy drink sono sostanze eccitanti.

  • Prima di dormire: musica forte, tivù, giochi per computer, attività e i compiti sono stimolanti.

  • L’irregolarità: gli orari del sonno devono seguire una routine salutare nei 7 giorni.

  • La luce: nelle ore del sonno la stanza deve essere buia.

Gli amici del sonno:

  • Definire orari regolari e realistici, senza pretendere che il ragazzo abbia già sonno dalle 21.

  • Un pisolino pomeridiano di 20 min. prima delle 16.00 è preferibile a lunghe dormite di recupero nel weekend.

  • Una routine rilassante.

  • Aprire le finestre e far entrare la luce al mattino aiuta ad attivare il cervello.

*In accordo con i Consigli stilati dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dalla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche.

Le conseguenze della carenza di sonno, che possono essere più o meno gravi, non sono mai da sottovalutare soprattutto quando il problema inizia negli anni dello sviluppo. Oltre alle difficoltà e l’esaurimento dell’energia, si possono sviluppare difficoltà a concentrarsi, disturbi dell’umore, ansia, rischi cardiovascolari, ipertensione e diabete. La “tecnoinsonnia” – un fenomeno in crescita, è un disturbo che scaturisce dall’utilizzo della tecnologia nel momento dell’addormentamento.

Concentrazione in calo

«In adolescenza la difficoltà a prendere sonno è parte di un processo fisiologico naturale – spiega Silvia Miano, medico e specialista in disturbi del sonno pediatrici presso il Centro del sonno dell’Ospedale Civico di Lugano – non sentendo lo stimolo a dormire, accade che alcuni ragazzi inizino a chattare, guardare film. Si instaura così un circolo vizioso che si autoalimenta. Inoltre, il mondo virtuale ha un forte potere di attivazione mentale, così l’insonnia peggiora e, se non si interviene per tempo, il problema può diventare cronico. A causa della privazione di sonno notturno, l’adolescente dorme nelle ore pomeridiane, al rientro da scuola, se non addirittura sui banchi, andando a posticipare ulteriormente l’addormentamento. Inoltre, nell’ambito della “tecnoinsonnia” c’è poi un sottogruppo di adolescenti che sviluppa una vera dipendenza da internet che diventa globale nelle 24 ore e si manifesta quando la persona usa internet per più di 3 ore al giorno: nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi con disturbo dell’attenzione e iperattività».

Ecco perché prevenzione e sensibilizzazione, volte a definire un’adeguata igiene del sonno, sono una necessità reale. In media, l’adolescente dovrebbe dormire tra le 8 e le 9 ore. «Se riposa regolarmente meno di 8 ore questo è indice di un problema da non sottovalutare e potrebbe essere consigliato consultare il pediatra o uno specialista del Centro del sonno», afferma la dottoressa.

Le ore del sonno

L’aumento delle ore di luce è il secondo fattore che ha cambiato il modo di vivere le ore notturne. Nel 1841 a Parigi vengono installate lampade ad arco sperimentali per l'illuminazione pubblica. Quarant’anni dopo Thomas Edison e Joseph Wilson Swan brevettano la lampada ad incandescenza con filamento di carbonio mentre Lewis Latimer brevetta la lampadina elettrica. In pochi anni le notti di tutto il mondo si riempiono di luce portando a cambiamenti importanti nelle abitudini.

«Dall’inizio del secolo scorso, in età pediatrica il sonno si è ridotto di 75 minuti all’anno e questo si accompagna ad una graduale posticipazione dell’orario di addormentamento», conferma Silvia Miano. Oggigiorno, i ragazzi patologicamente assonnati sono sempre di più.

Secondo un sondaggio recente della Nation Sleep Foundation negli Usa, il 59% degli studenti delle medie e l’87% di quelli delle superiori dormono molto meno delle 8,5 – 9,5 ore raccomandate. Sebbene la luce abbia avuto un effetto sulle abitudini serali dell’uomo, oggi sappiamo che il suo impatto al momento dell’addormentamento non è decisivo. «Fino a qualche anno fa si pensava che le difficoltà ad addormentarsi fossero dovute all’esposizione alla luce degli schermi che inibiva la secrezione della melatonina, l’ormone che comunica al corpo quando è ora di andare a dormire» - specifica l’esperta-. Invece, la luce altera il ritmo circadiano, soprattutto nei primi anni di vita mentre nell’adolescente e nell’adulto il fattore determinante è quello dell’attivazione mentale». E qui si torna al tema dell’eccesso di stimoli nelle ore serali a cui si aggiunge che la scuola inizia presto il mattino come sempre, nonostante le abitudini serali siano cambiate.