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SOCIETÀ
FAMIGLIE RICOSTITUITE

Il dì di festa in allegria

I consigli di Simona Sigismondi, consulente famigliare e Lisa Bacchetta, coordinatrice delle famiglie ticinesi monoparentali e ricostituite.

14 dicembre 2020
I bambini   sono in grado   di gestirsi   tra di loro.

I bambini sono in grado di gestirsi tra di loro.

Michel de Montaigne, filosofo francese, era convinto che governare una famiglia è poco meno difficile che governare un regno. Come dargli torto, soprattutto in questo periodo storico dove alle tradizionali famiglie, si sono aggiunte le famiglie ricostituite e le famiglie monoparentali. Ma a chi rivolgersi se il mosaico delle relazioni diventa di difficile gestione? Affrontiamo il tema con Simona Sigismondi, psicologa ATP-FSP, psicoterapeuta FSP e consulente famigliare presso il consultorio coppia famiglia di Mendrisio. Nel consultorio, ma sul territorio ce ne sono anche a Lugano, Locarno e Bellinzona, vengono accolte sia le coppie che hanno deciso di separarsi – e quindi si rivolgono al mediatore per stipulare una separazione consensuale, sia i genitori in conflitto che faticano nelle relazioni con i figli. «L’ascolto dei minori ci sta a cuore. La nostra specialità è la cura delle relazioni e il nostro lavoro consiste nel collaborare con le famiglie che vivono situazioni complesse, aiutandole a ritrovare un equilibrio sia emotivo che pratico», spiega l’esperta.

SUGGERIMENTI

Quattro consigli utili

  1. Essere chiari ed onesti.
  2. Rispettare i tempi di ognuno
  3. Definire chiaramente le diverse figure educative e i loro ruoli.
  4. Mettere al primo posto i diritti dei bambini.

Ma quali sono le maggiori difficoltà che una famiglia ricomposta affronta? «Sicuramente la competizione tra adulti. Il nuovo compagno o la nuova compagna vengono visti come dei rivali dal genitore biologico. Magari proprio perché la situazione pratica lo impone: se il nuovo compagno della mamma vive in casa, sarà giocoforza più coinvolto nella vita quotidiana dei bambini, che non il genitore biologico che li vede una volta alla settimana. Questo sentimento spesso mette in crisi anche i bambini, che si affezionano alla nuova figura, ma vivono un forte conflitto di lealtà nei confronti del genitore biologico. L’unica soluzione per uscire da questo garbuglio emotivo è imparare a definire chiaramente i ruoli, nella collaborazione più totale tra genitori biologici e nuovi compagni».

Rispettare le proprie emozioni

Aiutare i figli a costruire relazioni sane in una famiglia ricomposta è complicato, ma se tutte le figure che gravitano attorno ad essa si impegnano per il meglio diventa possibile. «Naturalmente, ci vuole tanta chiarezza e onestà. Sembra semplice e scontato, ma richiede un enorme lavoro da parte dei genitori che non devono confondere figure e ruoli. Il papà e la mamma per i figli restano quelli biologici. Poi ci sono i nuovi compagni, con il loro nome». Pertanto è bene evitare di creare confusione, prendensosi il tempo di spiegare ai bambini quello che sta succedendo. Avvicinandosi al Natale, come si affrontano le feste senza tensioni? «Non esistono consigli che, una volta seguiti, hanno l’effetto magico di far svanire tensioni e malumori. Non funziona con le famiglie tradizionali e nemmeno per quelle ricomposte. Credo però che il rispetto del proprio ruolo, delle proprie emozioni, resti un’arma vincente. I bambini e i loro diritti devono essere al centro dell’agire della famiglia. È inutile e controproducente sforzarli a fare finta che tutto vada bene e che tutti siano felici quando magari si sta vivendo un periodo difficile. Sarebbe bello se tutti imparassero a dare i nomi ai propri stati d’animo, adulti compresi».

Dello stesso parere è Lisa Bacchetta, coordinatrice dell’Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricostituite. «È dannoso prendere come modello l’immagine della famiglia felice ad ogni costo. Non dimentichiamo che il voler ricomporre una famiglia è la scelta del genitore e spesso viene subita dai figli. Lasciamo e rispettiamo il loro tempo di integrarsi e di elaborare questa nuova realtà, senza forzare la mano o pretendere comportamenti affettuosi che risulterebbero falsi. Programmiamo invece dei momenti eslcusivi da trascorrere con i figli, privilegiando la famiglia di origine, ricordandoci che sono i genitori le figure di riferimento dei figli e lasciando fuori da eventuali conflitti altri membri della famiglia allargata, come nonni o zii. A volte sembrerà di camminare su una sottilissima lastra di ghiaccio, ma i risultati arriveranno soprattutto se non si voglio ottenere subito. Ognuno ha i propri tempi e questi tempi vanno rispettati».

«Affrontare i problemi della famiglia ricomposta rifacendosi al modello di quella tradizionale è come girare per le strade di New York usando una cartina di Boston» sostiene la dottoressa Patricia Papernow, specialista di fama mondiale sulle famiglie ricomposte.

Allora, se ci sentiamo smarriti, se non sappiamo più come fare ad oliare i complicati ingranaggi della famiglia, o se troppe persone ci danno consigli su come gestire i problemi e non fanno che confonderci le idee, chiediamo aiuto. Vicino a noi ci sono persone formate che possono aiutarci a trovare la giusta cartina e riportare su una rotta più sicura il transatlantico Famiglia.