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Il Ticino diventa città

Con l'apertura definitiva della nuova galleria del Monte Ceneri il 13 dicembre il cantone fa un passo decisivo verso la realizzazione della “Città Ticino”. Ma quale aspetto avrà questa città per chi la abita?

FOTO
PINO COVINO, MAD
06 dicembre 2020

Vezia> Portale sud della galleria; Camorino> Portale nord della galleria

Martino Colombo – Direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità

Una realtà di cui prendersi cura tutti insieme

«La “Città Ticino” non è un’invenzione astratta, è un fenomeno già in corso. La sfida sta nel cambiamento di mentalità necessario per accettarlo e per capirne le potenzialità, pur con la consapevolezza dei rischi che porta ed evitando derive non volute. Una città è composta da quartieri con anime, vocazioni e peculiarità specifiche. Le nostre località, gli spazi di vita, i luoghi di svago devono quindi venire sviluppati alla luce di questo cambiamento. Non è più necessario che ogni nostro polo urbano sviluppi tutte le funzioni, ci si può specializzare maggiormente e occorre curare la qualità degli spazi pubblici.

D’altro canto, non bisogna nemmeno pensare al Ticino come a una città densa, piena di costruzioni e priva di verde o di qualità. È un organismo di cui prendersi cura, composto di numerose parti che devono relazionarsi e mettere a frutto le proprie forze. E occorre ricordarsi che pure le periferie e le località discoste ne fanno parte e devono avere relazioni positive con i centri nevralgici».

27.9.1992> Votazione popolare AlpTransit

Mirco Moser – Capo sezione Mobilità

Una rete di bus e treni fortemente potenziata e a vantaggio di tutti

«La nuova tratta ferroviaria permette di ridurre i tempi di viaggio, soprattutto fra gli agglomerati di Locarno, Bellinzona e Lugano. Ma il beneficio lo trae anche chi da Nord o da Sud volesse andare oltre il Ceneri. Inoltre, anche se il perno centrale è quello, con il nuovo orario dei trasporti pubblici viene rivoluzionata soprattutto l’offerta di bus, per aumentarne la coerenza e l’integrazione con la ferrovia. L’obiettivo è di rendere possibile la catena di trasporto completa da ogni luogo del cantone. E non più solo negli orari di punta, ma su tutto l’arco della giornata, dalla mattina presto alla sera tardi, anche nei weekend.

Il nostro compito adesso è di illustrare le potenzialità del servizio che la popolazione ha a disposizione, per fare in modo che venga utilizzato il più possibile. I motivi che spingono residenti e frontalieri a non utilizzare i mezzi pubblici sono gli stessi. E al primo posto c’è la mancanza di flessibilità. Con la maggiore frequenza di bus e treni e l’estensione degli orari, interveniamo proprio su questo punto. Si tratta di un potenziamento ambizioso, che cambierà le carte in tavola».

2.6.2006> Posa della prima pietra

Sofia Richina – Apprendista parrucchiera

Una città immersa nel verde con i bus anche di sabato

«Se penso alla “Città Ticino”, la mia paura è che diventi tutta palazzi come Milano. Già ora si sta costruendo tantissimo. Abito a Bosco Luganese, in mezzo alla natura. E per me è importante che resti spazio per il verde.

Per andare al lavoro a Lugano mi sposto con i mezzi pubblici. Fino a oggi, uno dei problemi era che al sabato termino alle 18:30, mentre l'ultimo bus partiva attorno alle 18. Dovevo farmi venire a prendere. Con il nuovo orario, l'ultimo bus sarà verso le 23. Sto comunque pensando di fare la patente. Ma sia per andare al lavoro sia per andare a scuola, a Locarno, non prenderei l’auto. Per via del traffico e dei problemi di parcheggio. Mi sarebbe invece utile nel weekend, quando vado a San Gallo dal mio ragazzo, dato che di treni diretti non ce ne sono».

4.9.2020> Inaugurazione

Michel Gagnon – Direttore generale del Lac

A favore di residenti e turisti con atout che le grandi città non hanno

«L’apertura della nuova tratta avvicina di molto due poli turistici e culturali come Locarno e Lugano, favorendo lo scambio di visitatori fra le due città e le collaborazioni. Progetti come il Lac vanno innanzitutto a beneficio dei residenti, ma aiutano a gettare ponti. La nuova trasversale alpina ha portato un incremento tangibile del pubblico proveniente dal resto del paese e sono convinto che la nuova galleria del Ceneri agevolerà il dialogo fra nord e sud del cantone.

Prima di arrivare a Lugano, ho lavorato a Montréal, una metropoli con un bacino d’utenza decisamente superiore rispetto alla “Città Ticino”. Lì uno spettacolo può restare in cartellone per settimane, mentre qui bisogna allestire un’offerta molto più dinamica, per esempio organizzando festival a fianco della regolare programmazione. Si dovrà inoltre essere capaci di valorizzare la ricca offerta che esiste su tutto il territorio, il quale può proporre cose diverse rispetto a una grande città».

7,9 mio. t> Materiale scavato

Virginia La Monaca – Studentessa del Cisa

Più possibilità con un cambio in meno a Giubiasco

«Abito nel Sottoceneri e frequento il Cisa di Locarno, il Conservatorio internazionale scienze audiovisive. È una scuola che dà molta importanza all’esperienza pratica. Anche se adesso le lezioni si tengono a distanza, abbiamo tanti progetti e laboratori che devono essere tenuti in presenza. Ora il viaggio sarà meno faticoso, non da ultimo perché spesso ho con me del materiale tecnico e scenografico molto pesante e ingombrante. E senza il cambio a Giubiasco, devo scaricare e ricaricare una volta in meno.

La “Città Ticino” la immagino ricca, non solo da un punto di vista economico, ma anche e soprattutto da un punto di vista artistico e culturale. Sia per i residenti che per i turisti sarà più facile spostarsi da una città a un’altra per seguire un evento, cosa che fino a oggi era più complicata. Gli scorsi anni ho approfittato soprattutto dell’offerta culturale di Lugano. Adesso sarà più facile seguire il Locarno film festival o Jazz Ascona e tornare a casa in treno».

1160 t > Peso della fresatrice

Mauro Baranzini – Professore emerito della facoltà di economia dell'Usi

La maggiore mobilità ci aiuterà a tenere il passo del resto del paese

«È dal 1803 che il Ticino arranca e fa fatica a seguire il resto della Svizzera. Ma un passo alla volta abbiamo fatto le strade, le ferrovie, le scuole, le università, i centri di ricerca e altro ancora. Dunque io sono ottimista per il futuro. Il nuovo piano orario porterà maggiore mobilità professionale e maggiore disponibilità a spostarsi, ciò che è sempre stato un punto debole dei ticinesi. E sempre più persone risiederanno a Sud delle Alpi, pur lavorando quattro giorni la settimana in Svizzera interna, ciò che aumenterà la competitività della nostra economia.

È inoltre probabile che diverse industrie e servizi importanti non privilegino più esclusivamente Lugano, ma che riflettano alla possibilità di impiantarsi a Bellinzona o nel Locarnese. Entrambi i poli riacquisteranno parte dell’importanza andata persa negli scorsi decenni. Cresceranno anche le opportunità di lavoro. Per i residenti sarà un grosso passo avanti e ne sapremo approfittare».

15,452 km> Lunghezza della galleria

Cheyenne Tiziani – Apprendista informatica

Territorio interconnesso per giovani che restano

«Fino a 4 anni fa per andare da Caslano, dove abito, fino a Mendrisio o Bellinzona mi dovevo organizzare. Adesso, con un treno ogni 30', ci si può pensare anche all’ultimo minuto. E con il traffico che c’è, soprattutto qui nel Malcantone, conviene prendere i mezzi pubblici. Oltre a essere più ecologici, sono anche più comodi, sia per andare a Locarno, dove seguo i corsi teorici, che a Noranco, dove lavoro.

Più in generale, grazie al potenziamento della rete, in futuro potrei continuare la mia formazione o cercare lavoro oltre Gottardo, pur continuando ad abitare in Ticino. Tanti giovani studiano in Svizzera interna e poi rimangono là. Ma fra la facilità nello spostarsi e lo smart working, più giovani formati manterranno il proprio centro d’interesse in Ticino».

28 minuti> Risparmio di tempo sulla tratta Locarno-Lugano