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Immersi nel bosco

La pratica del Forest Bathing (bagno nel bosco) vuole favorire la rigenerazione fisica e mentale attraverso la natura. In val Calanca, nei boschi sui monti di Arvigo è possibile praticarlo, con la guida di un’esperta.

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hsaskia cereghetti
03 agosto 2020
Paola Valchera  durante una lezione di Forest  Bathing.

Paola Valchera durante una lezione di Forest Bathing.

Il Forest Bathing o Shinrin-yoku è una pratica di origine giapponese. Ma di cosa si tratta? Paola Valchera, guida di Forest Bathing, ci spiega che è un modo di avvicinarsi o riavvicinarsi alla natura in maniera consapevole, utilizzando tutti i cinque sensi per rigenerarsi e trarne beneficio. L’abbiamo seguita nei suggestivi boschi sui monti di Arvigo in Valle Calanca*. «Di solito pratico il Forest Bathing a Braggio, paesino della valle, dove le auto non hanno accesso e che si raggiunge solo in teleferica oppure a piedi. Lì vi sono condizioni favorevoli per immergersi nella natura del bosco, lontani dalla quotidianità e dalla vita di tutti i giorni». Ma anche sui monti di Arvigo, dove in un bosco magnifico – dominato da larici e abeti rossi imponenti, si intravede il cielo. E tra giochi di luci e ombre, Paola ci introduce all’ascolto della natura. I primi sensi coinvolti sono l’olfatto e l’udito; in un’uscita di Forest Bathing si cerca di staccare la spina dal quotidiano e si è invitati dalla guida a lasciarsi trasportare in un’esperienza sensoriale.

Con l'aiuto dei nostri sensi il bagno nella natura si trasforma in un'esperienza stimolante.

Il sasso e la corteccia

I primi cenni della natura che ci circonda, dopo averne annusato il profumo, sono i canti degli uccelli e i ronzii delle vespe. Ogni partecipante prende posto nel bosco in modo autonomo e senza imposizioni: c’è chi si mette seduto su un tronco e chi si appoggia a un albero e magari lo abbraccia oppure si sorregge grazie ad esso. Quando l’immersione è iniziata, Paola guida i partecipanti ad ascoltare il proprio respiro. Per riuscire a connettersi meglio con la natura, propone a tutti degli inviti, che ognuno può cogliere in tutta libertà.

Uno di questi è di scegliere un ramo, oppure una pigna, ed esplorarli con l’olfatto e con il tatto per qualche minuto. In tal modo si scopre la morbidezza di un sasso liscio, oppure la ruvidità di una corteccia, come pure il profumo della natura che cambia a dipendenza dell’umidità o della luminosità del bosco. Che cosa succede poi? La guida invita i partecipanti a camminare lentamente ascoltando i suoni dei propri passi, che cambiano quando cambia l’ambiente. Gli inviti vengono adattati a quanto offre la natura e al gruppo che partecipa all’attività. Il Forest Bathing può anche essere proposto come attività di team building. L’esperienza d’immersione dura dalle due alle tre ore ed è sempre seguita da una guida che accompagna i partecipanti attivandosi solo nei momenti in cui li stimola a utilizzare i propri sensi, come per esempio scegliersi una porzione di terreno per analizzarne i colori.

Un passo verso l’equilibrio

Quanti sono i verdi che riusciamo a vedere? È incredibile quante siano le sfumature presenti in natura di questo colore ed è fantastico scoprire quanto sia forte il suo potere rilassante. Alla fine del giro ci si ferma in cerchio per il rituale del tè. Il Forest Bathing aiuta anche a combattere ansia, stanchezza e stress. La Forest Therapy può essere integrata in un percorso di cura per persone che soffrono di depressione, burnout o altri disagi… «Vi sono studi scientifici – spiega Paola Valchera – che dimostrano come il Forest Bathing riesca ad esempio ad abbassare la pressione cardiaca e a rafforzare il sistema immunitario».

Un passo verso la felicità che si può praticare da soli, in gruppo oppure con i propri colleghi di lavoro. Un toccasana alla portata di tutti.

* Nel Candidato Parco Val Calanca si può praticare il Forest Bathing prenotandosi sul sito: www.parcovalcalanca.swiss


Natura e relax

Diirettore del Parco Val Calanca

Herik Bang

Perché si è voluto un Parco Val Calanca?

Perché la popolazione sentiva il bisogno di fare qualcosa per questo territorio così prezioso e ancora piuttosto sconosciuto.

Il parco è già una realtà?

Sì, anche se siamo nella fase di candidatura che dura 4 anni, le attività e le promozioni del territorio e dei prodotti vengono costantemente aggiornati. La popolazione fra 3 anni avrà ancora la possibilità di esprimersi.

Cosa è cambiato con la presenza del Parco sul territorio?

Le persone iniziano ad avvicinarsi al Parco Val Calanca, con suggerimenti, proponendo le proprie attività e mettendo in luce la produzione artigianale e i prodotti del posto.

Come si pensa di stimolare le persone ad avvicinarsi al Parco?

Attirando l’attenzione sulla bellezza del territorio incontaminato, su attività e proposte culturali e di svago che si svolgeranno all’interno del territorio del Parco.

Quali sono le maggiori attrazioni del Parco Val Calanca?

Il Lago di Calvaresc, la Scata e il Calvari, i villaggi, tra cui Braggio e Landarenca, che sono raggiungibili unicamente tramite teleferica. Qui si dialoga a stretto contatto con la natura: escursioni, gite in bici, camminate e relax all’aria aperta. Ci sono anche molteplici possibilità di vivere la valle visitando i vari monumenti storici della zona.