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REPORTAGE FOTOGRAFICO
NORVEGIA

La magia dell'artico

A duecento chilometri dal circolo polare artico, le isole Lofoten offrono paesaggi suggestivi. Qui, da secoli, nelle fredde acque dell’Atlantico i pescatori pescano merluzzi.

TESTO
FOTO
ALESSANDRA MENICONZI
07 settembre 2020
Paesaggi straordinari e luci incantevoli fanno delle Lofoten una  meta apprezzata  dai fotografi.

Paesaggi straordinari e luci incantevoli fanno delle Lofoten una meta apprezzata dai fotografi.

La Norvegia è la meta ideale per chi nell’idea di nord geografico scorge qualcosa di più profondo, capace di varcare i confini dell’immaginazione. Situate a circa duecento chilometri dal circolo polare artico, le isole Lofoten rappresentano pienamente la sua essenza. Sono un arcipelago dalla natura prodigiosa: fiordi profondi, montagne maestose, colonie di uccelli marini, spettacolari spiagge per il surf. Nei villaggi di queste isole il tempo sembra essersi fermato mostrando l’incanto che si trova soltanto in certe culture marinaresche. A definirne il paesaggio sono infatti le caratteristiche casette in legno di colore rosso, chiamate “rorbu”, secolari palafitte nate come alloggi di fortuna per i pescatori che parteciparono alla grande pesca del merluzzo e che oggi ospitano i viaggiatori che cercano di avvicinarsi alla natura del Grande Nord.

La volpe rossa è facilmente avvistabile nelle vicinanze delle città e dei villaggi.

«La Norvegia – ci racconta Alessandra Meniconzi – è il Paese dei contrasti estremi, la luce dell’estate sembra non voler mai andare a dormire e il buio dell’inverno avvolge tutto in una scura coperta di attesa. Oltre il circolo polare artico ogni stagione ha un suo fascino particolare, soprattutto per un fotografo: l’aurora boreale d’inverno, il risveglio dell’Artico in primavera, il sole di mezzanotte d’estate, i colori dell’autunno. Ma è la luce artica a rimanerti principalmente nel cuore. A formare le aurore boreali sono le collisioni tra le particelle cariche provenienti dal sole e le particelle gassose che costituiscono la nostra atmosfera terrestre. Ogni singola interazione genera un piccolo lampo di luce e miliardi di questi piccoli flash generano l’effetto di una tenda di luce che sembra danzare in cielo. Le Lofoten si trovano proprio sotto l’ovale aurorale, la fascia ellittica attorno ai poli magnetici terrestri che delimita la zona con migliori possibilità di avvistare le aurore polari. Il periodo migliore per vederle va dal 21 settembre al 21 marzo, le prime spesso si presentano già verso la metà di agosto». Chi si è insidiato su queste isole non l’ha fatto però per i suoi magnifici paesaggi, ma per l’industria della pesca che ancora oggi ha un ruolo fondamentale.

Come i vichinghi 1000 anni: fa il pesce viene essiccato su enormi rastrelliere.

La temperatura migliore per l'essiccazione del pesce è tra 0°C e + 5°C.

La pesca dello Skrei

Queste isole hanno un legame antichissimo con il mare, da oltre un migliaio di anni i pescatori arrivano alle Lofoten da vicino e da lontano per partecipare alla famosa pesca invernale dello skrei, il merluzzo atlantico. Gran parte dei villaggi sono centri ancora attivi e hanno conservato le tecniche e l’aspetto della tradizione. Grazie alla calda corrente del Golfo, l’arcipelago delle Lofoten con il suo clima più mite rispetto alle altre parti del mondo che si trovano alla stessa latitudine, è stato il principale centro di pesca invernale norvegese. Lo Skrei è un merluzzo stagionale, proviene dal Mare di Barents, la riserva di merluzzo dell’Artico nord-orientale. Quando raggiunge la maturità trascorre i mesi invernali migrando verso la costa settentrionale della Norvegia per riprodursi. La stagione dura solo da febbraio ad aprile, ma la pesca rimane la più importante attività dell’arcipelago, e durante tutto il resto dell’anno avviene l’essiccazione.

L'isola di Haukland è famosa per avere la "spiaggia più bella della Norvegia".

Molte vecchie capanne di pescatori, sono ancora oggi abitate, o convertite in piccole pensioni.

Nei periodi in cui i merluzzi riempiono le correnti vicine alle Lofoten, le stradine dei villaggi affacciati sul mare vengono letteralmente invase da muri di pesci che caratterizzano il paesaggio locale. Eviscerati, puliti e poi legati a coppie di due per la coda i merluzzi vengono stesi ad essiccare su strutture piramidali in legno, chiamate dai locali “stock”, da qui il nome stoccafisso. Il pesce resta appeso alle rastrelliere per diversi mesi, fino a giugno. La natura fa il resto. La combinazione tra vento, sole, temperature fredde ma non gelide, pioggia e neve conferiscono qualità, gusto e colore allo stoccafisso. Una volta essiccato, il merluzzo è virtualmente eterno: i vichinghi lo utilizzavano come nutrimento e moneta di scambio nei loro viaggi in giro per il mondo, da cui riportavano spezie, tessuti e altri beni in Norvegia. Il commercio di stoccafisso tra le Lofoten e l’Europa iniziò nel XII secolo e ha giocato un ruolo fondamentale nella formazione dello stato norvegese. La pesca dello skrei oggi è regolata da un rigido sistema di quote per assicurare il mantenimento della riserva sostenibile di questo merluzzo.

 L'arcipelago è noto per lo scenario di montagne, mare, baie riparate e spiagge.

 Henningsvaer è il più importante villaggio di pescatori di Lofoten.

 Le aurore boreali, con le luci che danzano nel cielo da un orizzonte all'altro sono uno spettacolo senza pari.

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