X

Argomenti popolari

ORIZZONTI
BENESSERE

Liberi, a piedi scalzi

Un’opera d’arte dell’ingegneria: i nostri piedi sono una parte complessa del corpo, a cui spesso non prestiamo attenzione. Con l’estate, torna la voglia di togliere le scarpe.

FOTO
Getty Images, Shutterstock
05 giugno 2020
Sarebbe salutare camminare più spesso a piedi nudi.

Sarebbe salutare camminare più spesso a piedi nudi.

Ci reggono per ore, ci portano in giro, sono costantemente sollecitati. Eppure non sempre ricevono le attenzioni che meriterebbero. Sono i piedi. Ma chi ha deciso di abbassare lo sguardo e dedicarsi a loro, lo fa – come vedremo nelle prossime pagine –, con entusiasmo.

«Durante la formazione in medicina, ruotando nei diversi servizi dell’ospedale e affrontando le varie specialità, sono rimasto affascinato dal reparto di ortopedia del piede, perché questa parte del nostro corpo racchiude, in poco spazio, un gran numero di muscoli, ossa e tendini, che la rendono molto complessa e interessante. Inoltre, sono un’avvincente combinazione di una componente statica e di una componente dinamica» spiega il dottor Jochen Müller, caposervizio dell’Unità di chirurgia e ortopedia all’Ospedale regionale di Lugano e responsabile della chirurgia del piede e della caviglia.

Che dunque il piede venga considerato un’opera d’arte dell’ingegneria non è un caso: conta ben 26 ossa (sulle 206 complessive del corpo), 33 articolazioni e oltre un centinaio di muscoli, tendini e legamenti. Ciò rende gli interventi chirurgici molto complessi, e per questo il dottor Müller non pratica, per esempio, operazioni a puro scopo estetico, come potrebbe essere la correzione di un alluce valgo asintomatico. «Da un punto di vista funzionale, potrei peggiorare la situazione».

Il primo passo per piedi salutari passa dall'igiene.

Un campo ancora da esplorare

Durante la conversazione, ci si rende subito conto che quello che ama il dottore di origini tedesche sono le sfide. «Non sappiamo ancora tutto del piede. Negli ultimi anni, in ambito ortopedico, ci si è concentrati molto sul ginocchio, sull’anca e sulla spalla, e sono stati fatti molti progressi, ottenendo ottimi risultati sulle protesi. Nel caso del piede, invece, c’è ancora molto da fare: si tratta di un settore in pieno sviluppo. E per un ortopedico, almeno per me, questo è molto stimolante».

Un altro aspetto interessante che viene sottolineato dallo specialista, è che diverse patologie per cui si rende necessaria un’operazione sono dovute al nostro stile di vita. «Noi siamo fatti per camminare a piedi nudi. Se guardiamo quei popoli africani che sono in gran parte abituati a camminare scalzi, notiamo che da loro non si riscontrano tanti problemi che invece troviamo frequentemente da noi. Per esempio, un alluce valgo in Africa quasi non esiste. A questo proposito vorrei sottolineare che spesso l’alluce valgo è il risultato di fattori intrinseci ed estrinseci. Su alcuni non abbiamo influenza, ma sappiamo per esempio che le scarpe con i tacchi sono una concausa spesso determinante».

Tra i fattori che causano problemi ai piedi, il medico cita anche ragioni degenerative: «Nei paesi sviluppati viviamo più a lungo e tante patologie fanno semplicemente parte del processo d’invecchiamento: contro la degenerazione c’è poco da fare». Ci sono aspetti quindi che non dipendono da noi. Per gli altri, abbiamo chiesto alla podologa Gaia Marroffino qualche dritta per mantenere i piedi sani (cfr. pagina 28).


Le passeggiate

I nostri piedi sono costantemente sollecitati: è importante indossare le scarpe giuste.

  • Rebeuvelier (JU): Il sentiro a piedi nudi di Rebeuvelier è lungo 2 km e propone passaggi nell’acqua, nella foresta... La varietà è garantita. www.sentierpiedsnus.ch
  • Appenzello (AI): Un’ottima infrastruttura per questo sentiero che propone una vera e propria passeggiata (4,95 km). www.appenzell.ch
  • Cardada (TI): Anche in Ticino c’è un piccolo sentiero da affrontare a piedi scalzi. www.cardada.ch
  • Sörenberg (LU): Oltre a un sentiero da percorrere scalzi, anche un impianto Kneipp con acqua di sorgente. www.soerenberg.ch
  • Celerina (GR): La località grigionese propone percorsi a piedi nudi da 45 minuti fino a 2 ore, con diversi gradi di difficoltà. www.engadin.ch

La riflessologia

Una mappatura del corpo

Il piede, una mappa del corpo umano? Questo almeno è il principio su cui si basa la riflessologia plantare, secondo cui il piede è suddiviso in varie aree, ognuna delle quali corrisponde a una parte o a un organo del corpo. In questo modo, grazie a massaggi mirati al piede si potrebbero alleviare alcuni disturbi in altre regioni del corpo. Questa teoria non è corroborata da prove scientifiche, e anche i diretti interessati possono restare interdetti: «Non so dare una spiegazione logica, ma funziona» ci racconta Rita Pellegrini, massaggiatrice medicale e membra dell’associazione svizzera di riflessoterapia. «Avevo iniziato ad interessarmi alla riflessologia plantare nel 1999 partecipando a un corso. Volevo capire di che cosa si trattasse ed è allora che ho potuto constatare che la riflessologia del piede alleviava e risolveva disturbi come mal di testa, disturbi del sonno, ansia, stipsi, ecc.. Da allora ho continuato a seguire corsi e a formarmi e ormai sono una ventina d’anni che pratico la riflessologia plantare. Tengo a sottolineare che con la riflessoterapia del piede non si fa alcuna diagnosi e che le patologie devono essere prese a carico da figure professionali appartenenti alla classe medica».

La pratica non si limita a un massaggio plantare, come ci spiega Rita Pellegrini: «Con la riflessoterapia, si applicano sul piede, con delle pressioni, stimoli che permettono di ottenere, in maniera riflessa, un effetto su tutto il corpo. Lavoriamo sulla persona in modo olistico, occupandoci della sua componente fisica, fisiologica e psico-emotiva». Rita Pellegrini sottolinea anche l’importanza dei massaggi che fanno bene ai piedi e hanno un effetto rilassante e invita quindi a praticare massaggi su sé stessi e sui propri cari: «Benché non sia un trattamento professionale (progettato e applicato per un determinato disturbo), è un grande gesto d’amore e porta dei benefici».


Regole per piedi sani

I consigli della podologa Gaia Marroffino

Unghie smaltate: sono belle, ma attenzione a non esagerare. Lo smalto soffoca l'unghia.

Pulizia del piede

Lavare e asciugare quotidianamente i piedi con acqua e sapone. È importante farlo anche negli spazi interdigitali, solo così si può evitare l’insorgere di una micosi interdigitale. In età adulta si può iniziare anche ad applicare una lozione sui piedi puliti e asciutti, ma mai tra le dita.

Peeling

I peeling possono essere utili (in assenza di patologie), ma solo se fatti con parsimonia. È bene ricordare che non sono efficaci per la rimozione di calli: questi si formano a causa di pressioni, dovute per esempio al tipo di calzatura: il piede, per proteggersi, risponde con un aumento di produzione di cheratina. Esagerando con il peeling e senza agire sulla causa del problema, non si fa che assottigliare lo strato di pelle, e l’organismo come difesa aumenterà ancor più la produzione di cheratina: invece di sbarazzarsi dei calli, si otterrà l’effetto opposto.

Calze

Indossare calze di cotone al 100%. Non indossarle per andare a dormire.

Unghie

Il taglio va eseguito correttamente, per evitare unghie incarnite. L’unghia va tagliata in modo orizzontale, seguendo il margine distale: banditi i tagli obliqui nell’angolino.

Smalti e gel

Non fanno bene, perché soffocano l’unghia, e la loro rimozione è un processo aggressivo. Se proprio non se ne vuole fare a meno, è bene scegliere prodotti di qualità e applicare uno smalto protettivo prima di quello colorato. È bene prevedere almeno un mese senza alcun tipo di gel o smalto, per permettere all’unghia di respirare.

Calzature per tutti i giorni

La parte posteriore deve essere rigida e comportare un leggero rialzo (circa 1 cm): il retropiede deve restare più in asse possibile e leggermente sopraelevato. Quindi: né tacchi alti, né scarpe completamente piatte. Prediligere scarpe stringate e ben allacciate, per permettere di regolare le compressioni dell’avampiede. Una buona “scarpa da tennis” può essere una buona calzatura.

Arieggiare le scarpe quotidianamente ed evitare di cospargerle di talco: scarpe di buona fattura difficilmente diffondono cattivi odori. Scegliere la calzatura non solo per la comodità ma anche per la qualità dei materiali.

Massaggio

Camminare a piedi nudi quando si può, e massaggiarsi i piedi. Il massaggio crea un decongestionamento, e sollecita la circolazione. Un semplicissimo massaggio consiste nel far rotolare una pallina da tennis sotto le piante dei piedi su un tappeto avanti e indietro, a destra e a sinistra.

Alimentazione

Oltre ad una particolare attenzione all’igiene in luoghi umidi (piscine e docce comuni) anche l’alimentazione è fondamentale per evitare l’insorgere di certe patologie. Un’alimentazione equilibrata e ricca di vitamine, rafforzando il nostro sistema immunitario, può contribuire a evitare l’insorgere di verruche.