Luca, Roberto e… l'altro | Cooperazione
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IL RACCONTO
UNA FAMIGLIA NORMALE

Luca, Roberto e… l'altro

Secondo episodio di “Una famiglia normale”: Roberta e Luca sono una coppia affiatata e genitori di un bel bambino, Paolo. Lei però è sotto pressione a causa del lavoro e soprattutto per le avances di un uomo «intelligente e palestrato».

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illustrazione di fredi schafroth
13 aprile 2020

«Se continuiamo così sarò io a dover andare in analisi!». Roberta sbuffa, mentre raccoglie da terra i calzini di Luca. Ha avuto una giornata pesante. Nel suo studio di psicologia sono passati in rapida successione: una coppia in crisi nera che ha urlato per tutta l’ora e mezza del colloquio, una mamma disperata perché il figlio di anni 32 vuole andare a vivere da solo e lei teme l’abbandono, un ragazzo bullizzato, una robusta quarantenne che riversa tutta la sua tristezza nel cibo e ha fatto cigolare pericolosamente la poltroncina di vimini e, dulcis in fundo, un marito fedifrago che non si capacita di come quella cattiva di sua moglie possa negargli il perdono.

In nessun momento della sua carriera Roberta si è pentita della scelta fatta. Aiutare gli altri, penetrare nelle loro menti e nei loro sentimenti per mettere ordine, è la sua vocazione e l’obiettivo delle sue giornate. Ma se a questo ci aggiungiamo un marito disordinato che tiene la casa come un procione terrebbe la tana, un figlio di tre anni che le manca terribilmente, un suocero sull’alpe che cura il nipote e che si sente tanto il nonno di Heidi, ecco che vorrebbe prendersi una pausa dalla vita e rifugiarsi su un’isola deserta con la sola compagnia di un cocktail con l’ombrellino, rigorosamente di color rosa shocking.

«Cosa succede cara?».

Mhmh che nervi! Quando Luca cade dal mirtillo con il volto pieno di ingenua incomprensione, mentre i panni sporchi si accumulano, la cucina sembra una mensa aziendale dopo il passaggio di un branco di vandali inferociti e la casa non vede l’aspirapolvere probabilmente da prima di Carnevale, Roberta strozzerebbe volentieri il marito.

Poi, però, pensa che in questi giorni anche lui è parecchio sotto pressione. Non che il suo lavoro sia mai facile ed essere medico al pronto soccorso richiede una buona dose di nervi saldi e competenza, ma ora è ancora tutto più complicato. La situazione è sotto gli occhi di tutti e due calzini spaiati e puzzolenti sono il male minore.

Così, con un’alzata di spalle, risponde: «Niente amore, sono solo stanca e mi manca Paolo. Dici che sta bene sull’alpe con tuo padre?».

«Oh tesoro, sono sicuro di sì! Meglio lassù con nonno e Napoleone che quaggiù in una Lugano deserta e dall’aria pesante. Poi domani è sabato, no?».

Roberta sorride: domani saliranno alla cascina per condividere, con i dovuti modi, qualche ora con figlio, suocero e cane San Bernardo.

«Luca, fai il turno di notte oggi?», chiede la donna vedendo il marito che infila scarpe e giubbotto. «Sì, passo a prenderti appena smonto domattina, così partiamo subito», e con un cenno di saluto e un sorriso stanco sparisce dietro al portoncino di legno chiaro.

Una cena veloce e un paio di lavatrici dopo, Roberta è pronta per andare a dormire.

È stravolta, ma il sonno non arriva. La notte amplifica i pensieri e tutto sembra difficile e insormontabile. La sua mente cosciente, quella che analizza i fatti, è consapevole di questo, ma la parte più arcaica dell’essere umano non è fatta per la razionalità. Le paure si ingigantiscono e i problemi non trovano soluzione. Roberta ha paura: teme per i rischi connessi al lavoro del marito, si sente sopraffatta dalle avances del nuovo collega, Tiziano, e sta lottando per non sfasciare la famiglia.

Di Luca si era innamorata durante un praticantato in ospedale e in quattro e quattr’otto misero in cantiere un bambino. Paolo è la luce dei loro occhi e il marito, seppur casinista e disordinato, è perfetto per lei.

Da qualche mese, però, Tiziano, super figo, intelligente e palestrato, la sta corteggiando in maniera serrata e la stanchezza, unita all’inevitabile monotonia di un rapporto pluriennale, gioca brutti scherzi. Non ha mai ceduto, ma si è spesso interrogata: «Cosa succederebbe se?». Lei, abituata a psicanalizzare gli altri, si ritrova confusa e fragile. Ha bisogno di vedere la sua famiglia riunita, di respirare aria di normalità e cancellare questi timori con un colpo di spugna. Le viene in mente una frase sentita in televisione: «Una donna ha bisogno di tre metalli nella vita: una ­salute di ferro, dei nervi d’acciaio e un marito d’oro». Lei li ha tutti e tre, ma i dubbi continuano ad assillarla e in loro compagnia si addormenta, sperando che il domani le porti una risposta.


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