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Quell'acqua che rigenera

Sempre più pazzi per le terme. Con la conduttrice tv Simona Bernasconi e sua figlia Carolina abbiamo visitato gli storici Bogn Engiadina, a Scuol. Gli esperti prevedono un boom per i prossimi anni.

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SANDRO MAHLER
27 gennaio 2020
Simona Bernasconi e la figlia Carolina conversano amabilmente nelle acque termali di Scuol (GR).

Simona Bernasconi e la figlia Carolina conversano amabilmente nelle acque termali di Scuol (GR).

Si trovano incastrate tra le montagne della Bassa Engadina, a poche decine di chilometri dal confine austriaco. Sono ricche di ferro, di calcio, di un’infinità di minerali, e hanno una storia lunga 650 anni. Sono le acque dei Bogn Engiadina, le terme di Scuol, piccolo paradiso in cui Simona Bernasconi, 44 anni, conduttrice televisiva e attrice, e sua figlia Carolina, 21enne studentessa, hanno deciso di regalarsi una giornata di relax. «L’acqua ci rigenera – spiega Simona –. Solitamente andiamo alle terme di Vals, sempre nei Grigioni, perché ci piace molto quel villaggio. Stavolta abbiamo deciso di cambiare un po’».

Proprietà curative

Sun Village di Acquarossa

Ticino

Nella Svizzera italiana non mancano i centri wellness. Ma le vere e proprie acque termali scarseggiano. Il centro Termali Salini & Spa di Locarno, affacciato sul lago Maggiore, merita senz’altro una citazione, così come lo Splash & Spa di Rivera, con un’area wellness di tutto rispetto. Si tratta, tuttavia, di strutture artificiali. Le acque termali “vere” le troviamo in Valle di Blenio. E c’è grande attesa per quello che sarà il “Sun Village di Acquarossa”. Non solo benessere, ma anche un albergo diffuso, con attrazioni per grandi e piccoli. Breve citazione anche per gli ormai abbandonati bagni di Craveggia, raggiungibili dalla Valle Onsernone e situate in una conca su suolo italiano.

Simona impersona alla perfezione la passione per le terme dello svizzero medio. All’entrata sorseggia l’acqua di Scuol da alcune fontane “degustative” e chiude gli occhi. «Ce ne sono di vari sapori. Sono ottime in generale, ma quella ferrosa non riesco proprio a berla». Poi mamma e figlia si preparano. Accappatoio, ciabattine. E si parte. «Conducendo la meteo – sussurra –, mi è venuta voglia di scoprire ogni angolo del nostro Paese. Ero già stata a Scuol tanti anni fa. Ma ora vedo che hanno completamente rinnovato l’impianto. Lo trovo decisamente più accogliente, caloroso». Svizzera Turismo non ne fa mistero: quello delle terme è un business che ogni anno genera milioni di franchi. E non basta avere una vasca idromassaggio per ricevere riconoscimenti ufficiali. «Anche se già centinaia di anni fa si cercava il relax nelle acque termali – sostiene Nina Villars, portavoce di Svizzera Turismo – spesso si dimentica che il benessere come industria è ancora piuttosto giovane e solo ora, dopo un decennio di crescita quantitativa, si può ottenere una netta diversificazione. Il wellness come criterio generale di differenziazione è quindi diventato obsoleto. Un posizionamento chiaro, allo stato attuale delle cose, è più importante che mai. Di cifre precise non ne abbiamo, perché ci sono ancora “zone grigie” e i numeri li detengono le singole strutture». Ciò che si sa è che il settore del benessere è in rapida crescita e attualmente è valutato a 4,2 trilioni di dollari a livello internazionale. Il Global Wellness Institute stima che il turismo del benessere in Svizzera ha un fatturato di 12,1 miliardi di dollari. Questo colloca la Confederazione al dodicesimo posto su scala planetaria. «Noi abbiamo ogni an- no circa 190.000 visitatori – fa notare Claudio Duschletta, direttore dei Bogn Engiadina Scuol –. Già nel Medioevo la gente veniva qui a bere quest’acqua e la riscaldava con il fuoco per fare dei bagni. Arrivava da Sud e da Ovest, questa è sempre stata un’importante via di transito. Si sapeva che l’acqua aveva un effetto benefico sulla salute. Solo nel XIX secolo, tuttavia, si è iniziato a pensare alle acque minerali come attrazione turistica. All’entrata del villaggio potete ancora notare una vecchia struttura che oggi è diventata un albergo. Mentre 25 anni fa è nato il nostro stabilimento». Una ventina di fonti sparse per la località grigionese. In alcuni casi l’acqua sembra gassata, in altri ha il sapore della ruggine. Il prezioso liquido sgorga dalle sorgenti alla temperatura di 8 gradi. «Per poi venire riscaldata a 34 gradi con mezzi naturali legati alla geotermia. Il nostro è un bagno minerale termalizzato».

Mamma e figlia si godono prima un Prosecco poi una tisana.

Relax nelle acque termali dei Bogn Engiadina, che hanno 650 anni di storia.

Fuga dalla routine

Simona e Carolina intanto si divertono. Passano dall’idromassaggio al bagno salino. «In cui si galleggia – scherza la 21enne –. E si vive una sensazione di grande spensieratezza». Poi grande relax nel bagno romano-irlandese, una specie di privé in cui si alternano saune e bagni. «La cosa che più ci è piaciuta – dice Simona – è che c’erano degli spazi anche dedicati alle famiglie. È giusto che ci siano ambienti riservati solo agli adulti, ma è bello andare alle terme anche in coppia e con i propri bimbi». «Io vado volentieri alle terme perché stacco da tutto – aggiunge Carolina –. Lascio il mio cellulare nell’armadietto e per 3-4 ore non ci sono per nessuno, dimentico ogni negatività, scarico la mente. È importante, in un periodo in cui siamo sempre più stressati e immersi nella tecnologia, ritrovare il rapporto con un elemento naturale come l’acqua».

L’esperienza di Botta

Ma come deve essere un centro termale nel 2020? Il personaggio più azzeccato per dare una possibile risposta a questa domanda è senza dubbio l’architetto Mario Botta, già “mente” delle terme di Arosa e di Rigi. E ora alle prese con la realizzazione dell’attesissimo nuovo centro termale di Baden. Un progetto che si concretizzerà entro il 2021. «Viviamo in una società edonistica, del benessere. Già Le Corbusier, d’altronde, ci invitava a coltivare il corpo e lo spirito. E questo lo possiamo fare proprio attraverso l’acqua, un prodotto della terra». Le acque di Baden, a tal proposito, vantano una storia lunga 2.000 anni. «Ancora oggi dal profondo della terra arriva acqua a 47 °C, con grandi proprietà curative. È un dono del cielo. La popolazione di Baden è in fermento in vista del nuovo centro. Alla Kurzplatz, una delle piazze principali della cittadina argoviese, hanno piazzato delle tinozze provvisorie in cui la gente si immerge. In attesa del grande giorno. Questo ci fa capire che le terme in fondo appartengono un po’ all’identità svizze- ra. Personalmente credo che la gente cerchi il rapporto interno/esterno. Quando si è dentro, bisogna sentire che fuori c’è la natura, c’è il mondo. Nel caso di Baden sono stato facilitato. Il centro sorgerà in un’ansa naturale della Limmat. E chi si troverà nei bagni avrà la sensazione di essere allo stesso livello del fiume».

E per finire, lo scambio delle impressioni tra madre e figlia su questa esperienza termale engadinese.

L'idromassaggio dona benessere e facilita la circolazione.

Panorama mozzafiato

Intanto, la cornice montana di Scuol ha letteralmente conquistato Simona e Carolina. Mamma e figlia, nella vasca esterna, mentre si rilassano con l’idromassaggio, si godono le cime innevate di quella che viene chiamata “la finestra dell’Engadina Bassa”. «Mi sento la pelle incredibilmente idratata – ammette Simona –. Si intuisce che quest’acqua ha proprietà particolari. Mentre guardavo le montagne pensavo alla storia di questo posto, 650 anni non sono pochi». Carolina fa uno strappo alla regola. Ci chiede di farle una foto di spalle da pubblicare poi su Instagram. Magari per fare ingelosire qualche suo amico. Il ragionamento ci può anche stare, perché i prezzi dei centri termali non sono sempre alla portata dei giovani. «È effettivamente così – conferma la 21enne –. A volte sento dire che andare alle terme è una cosa “da vecchi”. Ma non è vero. Non sta lì il punto. Secondo me, ci andrebbero volentieri anche i giovani. Il fatto è che tanti studiano fino a 25-26 anni e oltre e non hanno i soldi per potersi permettere l’entrata alle terme. Dovendo fare delle scelte, danno la priorità ad altro». Simona guarda la figlia con un sorriso dolce. Poi a bassa voce si rivolge a noi. «Nella vita bisogna concedersi anche dei piccoli regali – conclude –. Occorre sapersi coccolare. Lei non lo sa ancora, ma prima o poi la porterò alle terme di Leukerbad, in Vallese. È sicuramente una delle nostre prossime mete».


Chiare, fresche e dolci acque

Infografico Caroline Koella

  1. Vallese, Bains d’Ovronnaz: L’acqua termale dei Bains d’Ovronnaz proviene delle fonti di Leytron. È un’acqua solfatata, calcarea, ricca di magnesio e di fluoro. Situata a 1.400 metri di altitudine, la stazione termale gode di una vista mozzafiato sulla valle del Rodano. 
  2. Leukerbad Therme: Ci troviamo di fronte ai bagni termali alpini più grandi d’Europa, con ben dieci piscine dotate di vari comfort. Le temperature delle acque, rivitalizzanti e ricche di minerali, variano dai 28 ai 43 gradi. Fantastica la grotta in pietra naturale. 
  3. Thermalbad Wallis, Brigerbad: Dalla fonte di Brigerbad escono 50 litri di acqua termale al secondo a una temperatura compresa tra 21 e 50 gradi. Si tratta di un’acqua a base di litio con sodio, calcio e solfato. Non solo relax. Nel centro c’è anche lo scivolo acquatico più lungo d’Europa. 
  4. Vaud, Centre thermal d’Yverdon-les-Bains: Conosciuta già in epoca romana, questa destinazione si basa in parte sulla fonte termale sulfurea e in parte su una fonte subtermale del Giura. Tre piscine, una jacuzzi esterna, bagno giapponese, sauna finlandese e doccia tropicale sono solo alcune delle attrazioni del centro.
  5. Grigioni, Therme & Spa, Vals: Un paesaggio mozzafiato. Un piccolo villaggio in una valle grigionese. Un’opera architettonica suggestiva. E poi quelle due fonti, da cui sgorgano ogni minuto più di 400 litri d’acqua. Una struttura in cui si trovano bagni di petali di fiori, piscina fredda e calda, bagni di vapore e sorgente di acqua ferruginosa.
  6. Argovia, Baden: Da 2000 anni Baden è una città termale. Ha le acque più ricche di minerali della Svizzera. Non a caso gli stabilimenti termali di Baden attirano tantissimi visitatori sin dal Medioevo. Ai vari Novum Spa – Limmathof Baden e Blume SPA – Atrium Hotel Blume, andrà ad aggiungersi dal 2021 un nuovo centro concepito dall’architetto ticinese Mario Botta. 
  7. Bad Zurzach: È il 1914 quando viene scoperta la sorgente termale di questa piccola località, legata a Santa Verena, morta nel 344 d.C. Oggi è una destinazione dotata di bagni termali, di uno SPA Medical Wellness Center e di una nota clinica di riabilitazione. 
  8. San Gallo, Bad Ragaz Tamina Terme: Conosciute sin dal Medioevo, si trovano nel Canton San Gallo. L’acqua ha una temperatura di 36,5 gradi, è alcalino-calcio-magnesica ed è molto consigliata per la riabilitazione dopo infortuni, malattie e interventi chirurgici.