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Senza sole e mare

Fabrizio Quadranti intervista Gaetano Savatteri sul suo nuovo romanzo giallo “Il lusso della giovinezza”.

14 dicembre 2020

“Il lusso della giovinezza” non è solo un nuovo giallo con l’amatissima coppia Lamanna & Piccionello. È anche uno scontro tra generazioni…

Sullo sfondo, ma non tanto sullo sfondo, resta il conflitto tra vecchi e giovani. Questione purtroppo attuale in Europa e ancor più in Italia. Naturalmente in Sicilia, terra che presumo di conoscere, almeno dal punto di vista letterario, il conflitto riguarda il futuro di generazioni che ricominciano ad emigrare, per ragioni di studio e di lavoro, proprio come succedeva ai nonni e ai bisnonni. Nel romanzo è in gioco la scommessa se la Sicilia possa essere, per i giovani, la terra dei sogni possibili o impossibili. O dove è vietato sognare.

IL RITRATTO

Gaetano Savattieri

L’autore (Milano, 1964, cresciuto in Sicilia) ha pubblicato presso Sellerio quattro titoli con la “strana coppia” Lamanna e Piccionello.

In una Sicilia mai vista né immaginata…

Sì, ho provato a descriverla senza mare e senza sole. Fredda, con paesaggi dolomitici o svizzeri, di montagne innevate, e casolari di montagna. Una Sicilia inedita, tanto che il mio protagonista Saverio Lamanna, nato e cresciuto al livello del mare, si trova spaesato e smarrito. E per lui, quarantenne, aggiunge lo smarrimento rispetto alla sua collocazione dentro questo scontro generazionale. La domanda è: a quarant'anni si è vecchi o si è giovani?

Senza scordare la “vis comica”, un marchio della sua scrittura.

Il complimento migliore che posso ricevere è quando i lettori dicono che si sono divertiti. Cerco di usare l'arma dell’ironia per resistere alla rassegnazione o all’indignazione costante, che rischiano di avvelenare le nostre vite di cittadini.

C’è qualche connessione con il Coronavirus, che pure ha provocato una rottura tra le generazioni…

La rottura del patto tra generazioni c’era già da tempo. Il Coronavirus lo ha esaltato, così come ha esaltato carenze, ritardi e disfunzioni sociali ed organizzativi.

Gli eroi seriali di solito si “presentano” ai loro autori. Come è discutere con Lamanna e Piccionello?

Saverio Lamanna parla molto, gira intorno alle cose, e tutto sommato appartiene al mio mondo, è molto simile a me. Con Peppe Piccionello, invece, la faccenda è più complessa. Parla poco, ma non usa mai le parole per ingannare o sviare: è un uomo all’antica, uno che vale sempre la pena di ascoltare.