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CENTENARI

Storie lunghe un secolo

Sempre più anziani nel nostro Cantone raggiungono un’età che racchiude i delicati e misteriosi meccanismi del nostro invecchiamento: i cento anni. Tre testimonianze ce li raccontano.

TESTO
FOTO
Alessandra Meniconzi
16 novembre 2020

Ingmar Bergman una volta disse: «La vecchiaia è come scalare una montagna. Più arriviamo in alto, più ci manca il respiro: ma quanto impressionanti si fanno le vedute aperte davanti ai nostri occhi». Ma quanto possono essere impressionanti queste stesse vedute arrivati al traguardo dei cento anni? In Ticino, come in tutta Europa, il numero dei grandi anziani negli ultimi anni è aumentato notevolmente.

Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica, il nostro Cantone detiene uno dei record svizzeri del numero di centenari: 32 ogni 100.000 abitanti, meno solo che a Basilea Città. Questo gruppo d’età in Svizzera è ormai formato stabilmente da 1.500-1.600 persone, di cui la maggior parte sono donne. «L’allungamento della speranza di vita farà allargare ancora di più la categoria nei prossimi decenni», ci spiega Giampaolo Cereghetti, presidente dell’Associazione ticinese della terza età. «Nonostante i grandi cambiamenti avvenuti nella società rispetto agli altri cantoni, il Ticino è più vicino a uno stile di vita mediterraneo, in cui la presenza della famiglia è ancora molto marcata. Questo è sicuramente uno degli elementi che permette di invecchiare meglio e più a lungo. La possibilità di poter condividere con famigliari e nipoti è spesso una ragione di vita fondamentale per gli anziani; questa vicinanza intergenerazionale permette di restare giovani, di mantenersi curiosi e continuare ad avere voglia di fare cose. Viviamo purtroppo tempi difficili; sicuramente la pandemia sta lasciando segni profondi anche negli anziani sani, proprio perché a molti è stata negata questa esperienza fondamentale della loro quotidianità».

 

Anime centenni

Il libro

Fotografie tratte dal libro “Anime centenni” di Katja Snozzi, in cui la fotografa ha ritratto 100 centenari e ultracentenari svizzeri.


 Infografico Bfs - Statop

«Il lavoro è stata la mia vita»

Esterina Gianò, 101 anni, originaria di Vasto, in Abruzzo, arriva a Lugano nel 1953, dove trova lavoro come governante.

Esterina Gianò non ha mai dimenticato le sue radici abruzzesi, che ricorda con affetto cantando.

L’allegria di Esterina Gianò ci contagia subito quando entriamo in casa sua: «Non ci sono più le gambe di una volta» ci racconta sorridendo dalla sua poltrona del salotto, dove ci accoglie insieme alla nipote Loredana. Originaria di Vasto, in Abruzzo, Esterina ha da poche settimane compiuto i 101 anni nella sua casa di Lugano. «Il lavoro e la famiglia – ci racconta – sono sempre state le mie priorità ed è stato proprio il lavoro che mi ha permesso di non lasciarmi mai andare. La mia famiglia aveva un negozio di tessuti a Termoli, poi c’è stata la guerra e tutto si è fermato, così ho deciso di partire per la Svizzera». Quarta di nove fratelli, trentadue nipoti, nel 1953 Esterina ha lasciato l’Italia. «Quando sono arrivata a Lugano, mentre passeggiavo nel parco, una signora mi chiese se avessi bisogno di lavorare e cosa sapessi fare. Io subito risposi: cucinare. Da quel giorno iniziai a lavorare come governante e così iniziò la mia nuova vita in Svizzera». Esterina non si è mai sposata e ha sempre vissuto da sola, coltivando la sua passione per la buona cucina, per il canto e per il lavoro a maglia. «La mia gioventù è stata molto felice – ricorda Esterina mostrandoci le sue fotografie – mi piaceva andare a ballare, uscire con le amiche e andare in spiaggia, ma dopo la guerra è stata dura, tutto è cambiato. Ho dovuto dedicare la mia vita al lavoro e questa è stata anche la mia fortuna». 


«Leggere mi aiuta moltissimo»

Erminio Giudici, 101 anni, originario di Giornico, vive a Bellinzona con la moglie Alba: sono sposati da 70 anni.

Erminio Giudici ha percorso numerose maratone di sci di fondo tra cui quindici volte la leggendaria engadinese e la Vasaloppet in Svezia, la più antica e lunga del mondo, 90 km.

«Riuscire ad arrivare a questa età è una questione di fortuna, al mondo si viene con l’aiuto dei genitori, ma poi è la persona stessa che deve svilupparsi. Si comincia da bambini, poi si arriva ai vent’anni credendo di avere il mondo in mano, ma è lì che si comincia a giudicare e a costruire il proprio futuro». Matematico e fisico di formazione, l’ex brigadiere Erminio Giudici, classe 1919, originario di Giornico, iniziò la sua carriera militare durante gli anni complicati della mobilitazione, quando in Europa iniziava la Seconda guerra mondiale. Da allora è stato anche comandante dei granatieri, raggiungendo i più alti livelli dell’esercito svizzero. «Oltre alla carriera militare – ci racconta – ho realizzato diversi sogni nella mia vita, uno di questi è stato la famiglia. Ho conosciuto mia moglie Alba mentre ero in vacanza a San Bernardino, lei era docente di scuola elementare. Abbiamo da poco festeggiato i settant’anni di matrimonio e viviamo ancora nella nostra casa di Bellinzona». Campione ticinese di tiro per nove volte, tra le passioni di Erminio Giudici c’è stato anche lo sport: la ginnastica artistica, ma soprattutto lo sci di fondo, che lo ha portato a percorrere le maratone più lunghe d’Europa.

«Ho sempre cercato di rimanere attivo fisicamente e intellettualmente. Ora che sono in pensione mi dedico ai romanzi che non ho mai avuto il tempo di leggere. Speriamo in un finale tranquillo, vicino a ciò che per me è più importante, la mia famiglia». 


«Affronto la vita giorno per giorno»

Fiorita Della Giovanna, 101 anni, originaria di Ponte Tresa risiede a Massagno dal 1957 e da qualche anno è ospite della casa anziani Girasole.

Fiorita Della Giovanna insieme a Federica Baldini, animatrice e amica della casa anziani Girasole di Massagno.

«A raccontarla bene, la mia vita sarebbe un romanzo, il mio segreto è affrontarla giorno per giorno», ci racconta con il sorriso luminoso di chi ne ha viste tante, Fiorita Della Giovanna, 101 anni, mentre la incontriamo nella casa anziani Girasole a Massagno, dove risiede da tre anni. «Ognuno ha il suo modo di invecchiare, io cerco di vivere tranquillamente. Ho dei figli stupendi che mi aiutano in questo, dedicandomi molto tempo. E in casa anziani mi sento come a casa, non tutti hanno la stessa fortuna. La vita è passata, ho tanti meravigliosi ricordi, come le splendide passeggiate e i viaggi che facevo. I miei ormai sono pensieri di una donna anziana che ha superato tante cose, ero la maggiore di tre fratelli, sono rimasta solo io».

Originaria di Ponte Tresa, Fiorita vive a Massagno dal 1957. Non perde mai il sorriso mentre ci racconta la sua vita. «Non è stato sempre tutto facile. A trent’anni sono rimasta vedova con tre figli e ho dovuto rimboccarmi le maniche. Allora non c’era nessuna agevolazione, bisognava lavorare per vivere. È stata una vita di sacrifici, ma nonostante tutto mi trovo in buona salute e di questo sono molto felice. Negli ultimi tempi però, a causa della pandemia, siamo stati molto limitati. Con le restrizioni ho la possibilità di vedere i miei figli solo per un’ora al giorno. La vita è veramente strana, questo non doveva capitare proprio negli ultimi anni, ma cosa possiamo fare? Andiamo avanti». 

Fiorita Della Giovanna non perde mai il sorriso, il segreto della sua longevità è il buon umore.