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Tra i giganti di ghiaccio svizzeri

Quest’anno lo Jungfraujoch sarà tutto per gli svizzeri, che potranno apprezzare il «Top of Europe» e rendersi conto che è molto più di una semplice piattaforma panoramica. E con il voucher di Coop arrivarci adesso è più conveniente che mai.

TESTO
FOTO
David Birri
22 giugno 2020
Dalla famosa piattaforma sullo Jungfraujoch si gode  di una vista panoramica spettacolare.

Dalla famosa piattaforma sullo Jungfraujoch si gode di una vista panoramica spettacolare.

Sullo Jungfraujoch con lo sconto

Promozione Coop

Con una spesa a partire da 80 franchi al supermercato Coop, nel reparto generi alimentari dei negozi Coop City o online tramite coop.ch ricevete in omaggio un buono sconto per il biglietto della Jungfraujoch: con un buono è possibile acquistare una tantum fino a 4 biglietti a prezzo ribassato per la tratta Grindelwald-Jungfraujoch o Lauterbrunnen–Jungfraujoch andata e ritorno. Il prezzo per un adulto con abbonamento metà-prezzo o con AG è di 69 franchi; senza riduzioni è di 99 franchi. A seconda della stagione e della riduzione, lo sconto arriva fino al 50% del prezzo normale. Il buono è disponibile dal 22.6 al 04.07.2020 e può essere utilizzato fino al 30 novembre 2020 (per l’offerta valgono le condizioni riportate sul buono).

Prenotazione posti

Per l’escursione sullo Jungfraujoch consigliamo di riservare online il posto tre giorni prima della partenza (fr. 10.– a persona per posto a sedere da aggiungere al costo del biglietto). 

Informazioni sull’offerta
www.coop.ch/jungfrau

Ulteriori informazioni qui: https://www.jungfrau.ch/de-ch/aktion-mit-coop/

Presto sarà possibile coprire il percorso che da Grindelwald arriva fino allo Jung- fraujoch in soli 45 minuti anziché 88: a dicembre 2020 aprirà infatti la funivia a tre funi dell’Eiger Express. Quest’estate però i visitatori potranno godersi il viaggio verso la stazione più alta d’Europa in tutta la sua lunghezza e ammirare durante il cambio a Kleine Scheidegg le nuvole diradarsi e svelare la cupola del celebre osservatorio che troneggia maestoso tra i due quattromila del Mönch e della Jungfrau. Mancano ancora 1.400 metri scarsi di dislivello all’arrivo ma, a differenza degli anni passati, a bordo della ferrovia della Jungfrau non c’è ressa. La maggior parte dei passeggeri sono svizzeri e devono mantenere la distanza di sicurezza o indossare una mascherina. Il Coronavirus ha anche i suoi vantaggi…

Scarponcini e giacca pesante

In Svizzera lo Jungfraujoch è famoso per richiamare ogni anno circa 700mila turisti asiatici. Questa escursione sopra i 3.454 metri sul livello del mare offre anche la possibilità di ammirare tante attrattive uniche. A cominciare da «Sphinx», la piattaforma panoramica definita la più bella terrazza della Svizzera, oppure il «Plateau», sul quale anche chi è poco avvezzo alla montagna può toccare la neve. Oppure il Palazzo di ghiaccio con le sue splendide sculture di ghiaccio. Èd è appena arrivati quassù che i turisti si rendono conto perché è meglio indossare un paio di scarponcini robusti e una giacca pesante, dato che tutti gli anni il termometro segna puntuale una temperatura di -3 °C.

Ma è solo camminando attraverso il ghiacciaio e passando davanti a varie sculture di ghiaccio che si prende coscienza del luogo surreale nel quale ci si trova. Trovare poi un complesso ultramoderno con ristoranti e servizi in questa posizione così esposta rende la visita ancora più speciale.

Camminare sull’Aletsch

Molti però non sanno che sullo Jungfraujoch si può fare anche trekking. Il sentiero che dalla sella arriva fino alla capanna Mönchsjoch è una passeggiata in alta montagna bella e tranquilla, con suggestive vedute sulla colata di ghiaccio dell’Aletsch e con alle spalle i celebri giganti alpini dell’Oberland bernese. Meglio però non abbandonare mai il sentiero segnato, dato che i profondi e insidiosi crepacci del ghiacciaio sono a pochi metri di distanza.

Senza sottovalutare la fatica, che quassù si sente di più per via dell’altitudine e della rarefazione dell’aria, si giunge alla capanna dello Mönchsjoch per una meritata pausa. Da quando nell’autunno del 2019, il guardiano Yann Roulet ha preso in gestione il rifugio abbarbicato sulla parte posteriore del Mönch molte cose sono cambiate. Grazie all’arredo rustico, il ristorante trasmette la tipica atmosfera di un rifugio di montagna curato, mentre le tante camerate a più letti invitano a trasformare una semplice escursione giornaliera in una gita con pernottamento.

Il guardiano della capanna

Guardiano

della capanna del Mönchsjoch

Yann Roulet.

Roulet gestisce la struttura da metà marzo a fine ottobre assieme ad altri quattro aiutanti. Situata a più di 3.560 metri sul livello del mare, la sua è la capanna gestita più alta. Il guardiano di un luogo così estremo deve sapersela cavare un po’ con tutto: guidare il battipista, cucinare, fare piccole riparazioni, tenere la contabilità e persino improvvisarsi meteorologo. «La cosa più importante è che il cliente stia bene» dice compiaciuto il vallesano, che ha iniziato a gestire la sua prima capanna a soli 19 anni.

Il fatto che la pandemia gli abbia mandato all’aria la primissima parte della stagione non sembra scomporlo più di tanto: «In montagna siamo abituati a sottostare ai capricci della natura. L’importante è essere creativi e cercare soluzioni restando positivi». Questa estate, per esempio, Yann Roulet ha pensato di allestire uno snow bar con bevande e raclette. Dopo essersi rifocillati è tempo di prendere la via del ritorno verso lo Jungfraujoch, approfittando della camminata per digerire. Si fa fatica a credere di essere stati nel cuore dei ghiacci perenni. Ma la magia dello Jungfraujoch è proprio questa: dare a tutti la possibilità di visitare un ambiente d’alta montagna altrimenti accessibile solo a scalatori e a chi pratica lo sci alpinismo. Esattamente l’idea di Adolf Guyer-Zeller (1839-99), il fondatore della ferrovia della Jungfrau, quando nel 1893 decise di costruirla.