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«Due parti di me»

Davide Longo su “Una rabbia semplice”: terzo romanzo con il commissario Arcadipane e il suo ex capo e mentore Bramard.

15 febbraio 2021

Un’umanità sfaccettata, la prosa limpida al servizio di personaggi anarchici, sepolti dal fango e ricolmi di poesia ricorda la Marsiglia di Jean-Claude Izzo. Quanto è importante Torino nel romanzo?

È fondamentale come sfondo, perché città appartata eppure innovativa, città che ha fatto l’Italia eppure poco italiana. La commistione di queste caratteristiche di understatement e forza creativa me la rende cara e la fa amare anche ai due protagonisti della serie, Bramard e Arcadipane.

Che rapporto hanno con la città il commissario Arcadipane e il suo vecchio capo Bramard?

Nessuno dei due ci è nato. Arcadipane arriva dal Sud, ma la città l’ha accolto e conquistato nella sua maniera pragmatica e discreta. Bramard invece arriva dalle colline e dalle montagne intorno. Tra lui e la città c’è un’assonanza istintiva, perché Torino è costruita con le pietre delle Alpi. Esattamente come la pietra è la sostanza di Bramard. E pietra su pietra fa scintilla, fa calore.

Il ritratto

Davide Longo

Con i personaggi Arcadipane e Bramard, l’autore (classe 1971) ha pubblicato “Una rabbia semplice” (2021, Einaudi), “Il caso Bramard” (2014-2021, Feltrinelli e Einaudi) e “Le bestie giovani” (2018-2021, Feltrinelli e Einaudi).

Bramard e Arcadipane sono diversi. Perché due personaggi “protagonisti” così apparentemente lontani?

Bramard è epico, elegante, padrone di sé anche nel dolore e nelle sconfitte che la vita gli ha offerto. Quando parla le sue parole sono essenziali, scolpite; è quello che vorremmo essere. Arcadipane è invece ciò che siamo: imperfetto, non bello, spesso con le parole sbagliate in bocca, ma presente, umanamente vicino. Li accomuna l’ossessione per il loro lavoro e l’intuito che li guida nel farlo. Sono le due parti di me, quelle con cui faccio i conti.

“Una rabbia semplice”, come i due romanzi precedenti, ci trasporta in un mondo schietto, che lotta per non essere troppo colluso con gli imbonitori e avanza senza troppe illusioni sul futuro. Cosa accadrà a Bramard e Arcadipane? È l’ultimo capitolo o torneranno?

Ci saranno altri episodi della serie se, come è successo in passato, dopo un anno o due dalla scrittura dell’ultimo libro, mi scoprissi a domandarmi che cosa stanno facendo Bramard e Arcadipane, come amici che non sento da tempo. Allora tornerebbe la voglia di illuminare un altro pezzo della loro esistenza e vedere soprattutto come resistono a questo mondo così diverso da loro. Tenuto conto quanto sono affezionato a loro, è molto probabile che succeda!