Alla scoperta delle nostre radici | Cooperazione
X

Argomenti popolari

ORIZZONTI
GENEALOGIA

Alla scoperta delle nostre radici

Sono sempre di più le persone che si interessano di genealogia. La testimonianza di un giovane e alcune dritte per chi volesse lanciarsi nella ricerca dei propri avi.

FOTO
SANDRO MAHLER, SHUTTERSHOCK, MAD
18 gennaio 2021
Già giovanissimo, Gioele Beltraminelli  si è appassionato di genealogia.

Già giovanissimo, Gioele Beltraminelli si è appassionato di genealogia.

«Accedi e scopri chi sei». È la promessa ammiccante, ma poco attendibile, rivolta al visitatore sul portale FamilySearch, che ogni mese registra oltre 20 milioni di visite. Il sito internet della Chiesa mormone è però uno strumento pratico per chi volesse cercare le tracce dei propri avi: la sua banca dati, gratuitamente accessibile, contiene migliaia di scansioni di documenti e informazioni su quasi un miliardo di persone. «È molto utile soprattutto per chi ha antenati partiti per il Sud America. Non si trovano solo nomi e copie di documenti, ma a volte anche fotografie. I mormoni hanno dato un contributo enorme alla genealogia, ed è grazie a loro se all’Archivio diocesano di Lugano si possono consultare i registri di tutte le parrocchie ticinesi su microfilm» ci spiega Sandra Rossi, presidente della Società di genealogia della Svizzera italiana (Sgsi), che conta 250 soci, con tendenza al rialzo. «Nel 2018 abbiamo iniziato a dare lezioni di genealogia nel quadro dei corsi per adulti, e ci sono sempre liste d’attesa. Sin dall’inizio mi ha molto meravigliata che ci fossero anche diversi giovani tra i partecipanti».

E giovane lo è anche lui, Gioele Beltraminelli, ventenne di Pregassona, appassionato di genealogia e interessato sin da ragazzino alle vicende della sua famiglia. «Mi è sempre piaciuto frugare nelle soffitte dei nonni, scoprire album di foto in bianco e nero, chiedere loro chi fossero quelle persone. Essere giovane è un vantaggio, perché posso farmi raccontare tante cose dai nonni, dai loro fratelli e cugini. Una decina di anni fa avevo chiesto informazioni anche alla cugina di una mia bisnonna: aveva quasi cento anni e una memoria di ferro!» racconta con entusiasmo.

Pietro Nobile (1776-1854), zio del quadrisnonno di Gioele, fu un importante architetto neoclassico.

Giuseppina Mariotti e Filippo Rusconi, novelli sposi nel 1875, quadrisnonni di Gioele. Filippo Rusconi fu Consigliere di Stato tra il 1890 e il 1893.

Marie-Louise, bisnonna materna di Gioele, con i figli Pierre e Nicole. Dalla Francia, la famiglia Thomas si stabilì in Svizzera nel 1912.

Con gli anni, in Gioele la semplice curiosità si è trasformata nella consapevolezza che nelle pieghe di quei racconti familiari si potesse trovare anche qualche tassello della sua storia. Ed è così che, nel 2012, inizia a condurre vere e proprie ricerche genealogiche, prima tra archivi digitalizzati, poi nell’Archivio di Stato, nelle biblioteche e negli archivi parrocchiali. «Ho passato al setaccio scatoloni di materiale. A volte bisogna armarsi di pazienza, perché i vecchi documenti scritti a mano sono spesso difficili da decifrare. Poi, quando si trova quello che si cerca, la soddisfazione è ancora maggiore!» esclama il giovane. Ma la pazienza a volte non basta: capita che non si trovino le informazioni oppure di trovarne, ma frammentarie o errate… «Servono anche intuito, logica e un po’ di creatività per collegare le informazioni e per capirne il senso – dice Gioele, mostrandoci sullo schermo il suo albero genealogico realizzato con il programma Reunion –. Se stampassi questo documento, ricoprirebbe tutto il muro della stanza – sorride –. Negli archivi parrocchiali di Daro ho trovato la prima traccia dei miei antenati, un tale Beltramino di fine ’500. E la cosa curiosa, è che proprio il più antico documento della parrocchia riguarda il suo matrimonio!».

Ricerca a 360 gradi

Ma Gioele non si limita a risalire le generazioni del padre, seguendo la storia del suo cognome. Gran parte delle sue ricerche sono incentrate sul ramo della famiglia materna. «A casa parliamo francese: la nonna materna è nata in Vallese, ma questo non spiegava tutto, volevo saperne di più». Ecco quindi che parte in un grande lavoro di ricerca, sulle tracce degli avi della madre, i cui bisnonni erano francesi e che per varie vicissitudini, a cavallo della prima guerra mondiale, si trovano in Svizzera. E così scopre tutto un ramo della famiglia dal Nord della Francia, parenti e cugini alla lontana che andrà a visitare nel 2012, e con cui mantiene ora stretti legami. «È stato piuttosto facile ricostruire quella parte della storia di famiglia, perché in Francia tutti i registri sono digitalizzati e accessibili online» spiega, menzionando anche la storia di una sua antenata francese, figlia del mugnaio del paese, che durante la guerra franco-prussiana (1870-71) svolse un ruolo di paciere in paese. Poi torna a raccontare del ramo ticinese, del parente Consigliere di Stato di fine Ottocento e del quadrisnonno, che partì dall’Italia sotto falso nome, e che è stato lo spunto per il suo lavoro di maturità (premiato al secondo posto al concorso Storia Svizzera). Sorridente, Gioele racconta altri aneddoti curiosi, come quello a proposito d“ul matt”, un parente così soprannominato perché il giorno del matrimonio lasciò scritto “… stomacato, parto!” non presentandosi all’altare, e il cui nome, per scaramantica tradizione familiare, non viene più dato ai figli maschi… Gioele è una miniera di informazioni, e considera la genealogia una sorta di missione: «Per me è una sfida personale: se non trascrivo io tutte queste cose, un giorno nessuno le saprà più. Per inoltrarci nel nostro futuro credo sia utile e importante conoscere il passato, specialmente il “nostro passato”. Siamo quello che siamo in base a un susseguirsi di avvenimenti che non sempre sono riconducibili a nostre scelte o azioni».

Nell'infografico in fondo alla pagina, elaborato grazie anche a indicazioni della Sgsi, riportiamo alcune dritte per iniziare una ricerca genealogica.

Mostra un altro schema di famiglia, realizzato con lo stesso programma. Qui Gioele è al centro e tutt’intorno, in cerchi sempre più grandi, suddivisi in fette più piccole, si trovano i genitori, i nonni, i bisnonni… ogni generazione in un colore diverso, fino alla 15ma generazione, in alcuni rami. Per molti di questi nomi avrebbe qualcosa da raccontare, un caleidoscopio di storie…

Silvio Ponzio con la moglie Livia Rusconi e i figli. Il trisnonno di Gioele, negli anni '20 del secolo scorso fu il gestore dell'Hotel Internazionale a Bellinzona.

La famiglia di Filippo Rusconi visse in via Orico a Bellinzona.

Il trisnonno di Gioele, Carlo Beltraminelli, insieme alla moglie Margherita e a sei dei suoi sette figli. Patrizi di Daro sin dal ’600, i primi Beltraminelli sono originari di Ravecchia. Foto del 1910 circa.

Teresa Maria, nata nel 1865, era la sorella del trisnonno di Gioele, Luigi Meroni. Contro la volontà dei parenti entrò a far parte della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata a Como. Fu una delle promotrici dell’attuale clinica Moncucco.

«La genealogia è affascinante perché non si tratta solo di scoprire numeri e date. Dietro a tutti i nomi riportati sui registri, ci sono persone che hanno vissuto, che hanno esercitato una professione. Sono storie di famiglie, che a loro volta si sono alleate con altre famiglie. Ricostruire questi legami permette di ricostruire anche la storia del villaggio, del distretto, del Cantone» ci ricorda Sandra Rossi.

Insomma, frugare nelle soffitte e negli archivi permette di ricostruire il passato di famiglia e di portare tasselli alla Storia, che non è fatta solo di personaggi illustri, ma anche di gente comune, le cui tracce non si trovano nei manuali. Non basterà un clic per scoprire chi siamo, ma potrebbe essere un inizio: tanti diranno che una volta iniziata la ricerca, è difficile smettere...