Avventura sull'acqua | Cooperazione
X

Argomenti popolari

TEMPO LIBERO
IN KAYAK SUL LAGO

Avventura sull'acqua

Divertimento assicurato sui nostri laghi. E c’è un’attività che va molto forte: il kayak. La famiglia Di Campli ha provato quest’esperienza al bagno pubblico di Tenero.

FOTO
MASSIMO PEDRAZZINI
17 maggio 2021
Per la prima volta, papà Angelo e i figli Noah e Leon si avventurano con il kayak sul Verbano.

Per la prima volta, papà Angelo e i figli Noah e Leon si avventurano con il kayak sul Verbano.

Con la pagaia in pugno e col giubbotto di salvataggio addosso. Papà Angelo Di Campli, 45 anni, e i figli Noah (8) e Leon (11) sono pronti. Da tempo questa famiglia di Camorino sognava un pomeriggio in kayak, singolare tipo di canoa in polietilene, sul Verbano. «Avevamo voglia di vivere un’avventura e di divertirci in famiglia», dice Angelo.

Lo scenario è suggestivo. È quello del bagno pubblico di Tenero. Qui il padrone di casa è il pittoresco 58enne Marco Spiller, coi suoi capelli lunghi e quel viso da attore hollywoodiano. "Vecchio" lupo di lago e re degli sport acquatici, si muove con disinvoltura a piedi nudi sulla sabbia della spiaggia. «Il lago è il mio mondo. Questa è la mia 28esima stagione, il Verbano è nel mio cuore. Qui si praticano stand up paddle, sci nautico, wakeboard, ci si fa trascinare su una ciambella con la barca. Senza dimenticare la mitica Banana Boat».

Indossare il giubbotto, familiarizzare con il kayak, pagaiare, divertirsi e tornare a riva soddisfatti.

Una delle attività del momento nella Svizzera italiana, però, è proprio il kayak sul lago. Quella lacustre è una versione più soft rispetto a quella da fiume. Un boom confermato anche da Cecilia Brenni, portavoce di Ticino Turismo. «È un’attività facile da praticare e soprattutto adatta a tutti, anche i neofiti ci mettono pochi minuti a prendere il ritmo, è semplicemente una questione di coordinazione».

Abbigliamento sportivo, perché nonostante i 22 gradi di questo sabato di maggio non è ancora tempo di imbarcarsi in costume. I piedi sono nudi e ognuno cerca di mettersi comodo sul proprio kayak. «La posizione è importante – ipotizza papà Angelo –. Più sei a tuo agio e più ti godi l’esperienza. Era da tempo che volevo provarla. Noi del bellinzonese siamo più da fiume o da montagna. A volte non ci rendiamo conto di cosa può offrire un lago».

Natura selvaggia

L’acqua è ancora un pochino fredda. Attorno ai 15 gradi. Leon, che viaggerà su un kayak tutto per sé, lo dice apertamente: «Sono emozionato. Non ho mai provato a fare una cosa del genere. Chissà quando lo dirò ai miei compagni di classe». Noah, che remerà in coppia col papà, aggiunge: «Io invece sono un po’ impaurito. Temo che l’imbarcazione si rovesci».

Spiller lo tranquillizza: «Basta usare la testa e la spensieratezza è assicurata. Di solito non si ribalta nessuno, in ogni caso c'è il giubbotto di salvataggio ed è piuttosto semplice risalire a bordo. Chiaramente se c’è troppo vento o se ci sono troppe onde è sconsigliato imbarcarsi. Oggi però le acque sono calmissime, è davvero una giornata ideale. Il consiglio, poi, è di restare al massimo a 150 metri dalla riva. Non solo per una questione di sicurezza, ma anche per godersi il panorama».

E infatti chi prova quest’esperienza non lo fa solo per divertimento. Ma anche per costeggiare e vedere da lontano la suggestiva vegetazione delle Bolle di Magadino. Leon è a bocca aperta: «Di colpo sembra di essere in un altro Continente, tipo in Africa. Magari sbuca qualche coccodrillo». Senza arrivare a tanto, si possono notare anatre e altri volatili selvatici.

Quella delle Bolle è una zona protetta. Decisamente affascinante. «Sembra un paradiso», riprende Leon. Ogni tanto papà Angelo, dispettoso, gli dà una spruzzata col remo. «Sei troppo veloce. Io e Noah invece facciamo più fatica a coordinarci. Dobbiamo sincronizzarci per pagaiare nel modo più efficace». «Papà, stai attento che mi tiri un remo in testa. Sei imbranato», scherza il piccolo Noah.

Una bella riscoperta

Vedere le Bolle di Magadino, seppure a debita distanza, è qualcosa di unico. «Ecco perché – specifica Brenni – spingiamo questa esperienza. Più in generale i nostri laghi offrono ai ticinesi un sacco di possibilità. Anche sul Ceresio si possono vivere momenti indimenticabili. Un po’ ogni lido si è attrezzato; si va dai corsi di vela alle immersioni subacquee. La pandemia, paradossalmente, non permettendo viaggi esotici, ha consentito ai ticinesi di vedere quanto avevano in casa. E le rive dei nostri laghi sono state riscoperte alla grande, con tutte le loro attrazioni. L’acqua, in tutte le sue sfumature, è uno degli elementi che caratterizza il Ticino».

Stanchezza e adrenalina

Intanto la famiglia Di Campli torna alla spiaggia del bagno pubblico di Tenero. Il giro è durato complessivamente circa un’ora e mezza. A poche decine di metri dalla riva, il “bambinone” del terzetto si scatena. Papà Angelo riprende a bagnare i figli a tradimento: i tre iniziano a spruzzarsi e a ridere a più non posso. Mamma Cinzia (48), nel frattempo, li ha raggiunti a riva, con gli asciugamani. «Che forza», esclama Leon rivolgendosi alla madre. «Mi sono divertito tantissimo», aggiunge Noah. «Ho le braccia un po’ stanche – ironizza il papà –. Ma è tutta salute. Lo rifarei al volo subito. È stato adrenalinico».