Come ti riordino l'armadio | Cooperazione
X

Argomenti popolari

CASA
CAMERA DA LETTO

Come ti riordino l'armadio

La tecnica del riordino di Marie Kondo ha fatto scuola: ecco i suoi pilastri.

FOTO
VIOLA BARBERIS
05 aprile 2021
Il riordino inizia dalla presa di coscienza del mucchio di vestiti che abbiamo.

Il riordino inizia dalla presa di coscienza del mucchio di vestiti che abbiamo.

Jennifer Smith, unica consulente certificata del metodo KonMari in Ticino, al telefono mi ha avvertita: fare ordine è impegnativo. Allora, invece di chiedere ad un’amica di prestarsi al gioco, decido di mettere me stessa alla prova. Tanto non mi sembra di essere così caotica…

Arriva il giorno “X” e Jennifer si presenta alla porta con cortesia e amabilità, parla in modo pacato e mi racconta della formazione a Londra con Marie Kondo, realizzatrice giapponese della tecnica del riordino e, secondo il “Time” del 2015, tra le 100 persone più influenti al mondo. Marie Kondo è anche autrice di libri e Jennifer tiene uno tra le mani come una reliquia perché è autografato. Quando inizia a parlare “del magico potere del riordino” i suoi occhi brillano di entusiasmo per questa attività. A me ispira fiducia, un sentimento di sicurezza perché sarà lei, una persona “estranea”, a guardare nei “miei” armadi.

Ma che significa il metodo KonMari? Si basa su diversi pilastri: il riordino per categoria e non stanza per stanza (si inizia con l’abbigliamento per finire con gli oggetti di valore sentimentale); la selezione secondo ciò che regala gioia e emozione; la creazione di spazio piegando i vestiti a mo’ di “pacchetto” e sistemandoli nelle scatole se non ci sono sufficienti cassetti. Non da ultimo, riordinare dev’essere un evento speciale, non una cosa da fare tutti i giorni!

È giunto allora il momento di provarci! Svuoto assieme a Jennifer gli armadi dei vestiti e impilo sul letto maglioni e magliette, sciarpe, calzini, intimo, giacche, cinture, pigiama e pantaloni. Ci mettiamo mezz’ora per un mucchio variopinto di tessuti, un altro mucchietto di grucce, un altro di sacchi di plastica “liberati” dai pullover di lana, foglietti antitarme un po’ ovunque… La camera è piccola, l’assedio caotico è enorme! E con mia sorpresa ritrovo un portamonete che avevo dato per perso.

Se fin qui l’intervento è di carattere abbastanza meccanico, il successivo richiede delle scelte. Si tratta di prendere in mano i vestiti, uno per uno, e decidere che cosa farne. «Questo mi dà gioia?» suggerisce Jennifer di domandarmi. In questo modo, da un cumulo ne creo due: uno con i vestiti che voglio tenere e ritornano nell’armadio e l’altro con quelli dai quali mi “congedo”. Così, dopo qualche ora vivo il caos totale: pile di vestiti un po’ dappertutto. Questo per me è il disordine perfetto. E decido che quella notte non dormirò nel mio letto.

Creare nuovo spazio

Prima di lasciarci, Jennifer mi spiega, per l’appuntamento successivo, come piegare le singole tipologie di vestiti. La osservo mentre prende in mano una t-shirt e la spiana per bene, la piega “nel modo giusto” e la pone “in piedi”: una dedizione e una cura che sembra dialoghi con essa. Mi affascina vederla lavorare così, mentre io, devo ammetterlo, mi spazientisco velocemente. Questo sarà il mio compito per l’incontro della settimana prossima: piegare tutti i vestiti rimasti, ovvero quelli “che mi emozionano”, e sistemarli in verticale, in modo da riconoscerli immediatamente dove si trova ogni singolo capo, come quando identifichiamo i libri dal dorso. A me, invece, fa effetto “boutique”, non mi è ancora famigliare. Ma su una cosa devo ricredermi: piegando i pullover, ma anche le tovaglie o i calzini in questo modo, creo nuovo spazio, incredibile! Non avendo però tanti cassetti negli armadi, devo introdurre alcune scatole, di cartone e di plastica trasparente, mentre le camicette leggere ritornano sulle grucce.

Jennifer Smith, consulente KonMari, risolve il problema di spazio piegando "a pacchetto" i vestiti.

Passo la settimana con il pensiero del riordino, aumenta l’introspezione. Jennifer definisce l’ordine «quando tutto è al suo posto». Cosa vuole dire per me? Magari non è un caso che la consulente locarnese del metodo KonMarie ha chiamato la sua homepage “spacetherapy.ch” (terapia dello spazio), perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce serenità, libera la mente, valorizza le cose preziose. Jennifer applica questo procedimento anche negli uffici.

Passano i giorni e lo scompiglio iniziale lascia il posto al piacere di sistemare le cose vedendo subito dove si trovano. Jennifer, mica fa sparire tutto! Quando ci rivediamo, dispone ancora alcuni capi in senso cromatico e l’armadio è pronto per il “photo finish”.