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TEMPO LIBERO
ESTRO ARTISTICO

I colori della fantasia

Cos’è la creatività? Forse uno strumento di libertà che si alimenta attraverso le passioni. Tre testimonianze, dove la pittura racconta le emozioni.

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HSASKIA CEREGHETTI
19 aprile 2021
Un foglio  di carta per prendersi  il tempo di «inventare».

Un foglio di carta per prendersi il tempo di «inventare».

L'atelier della libertà

Lucia sta seminando nel suo atelier tutto il suo sapere. La gioia che scaturisce nei suoi occhi quando un’ora di espressione pittorica nel Closlieu è terminata, è indescrivibile. Il suo spazio è ispirato al modello di Arno Stern. Ma come dice lei: «C’è un po’ di me qua dentro che non può essere uguale a nessun’altra parte». Per questo ciò che conta è che le persone che lo animano si sentano a loro agio e protette al suo interno. Naturalmente le regole ci sono: lei fa da supporto a chi arriva per la prima volta, offrendogli appoggio senza giudizi, né pregiudizi. Si entra per essere al sicuro, lontani dalla baraonda della vita quotidiana e per aprirsi al proprio mondo interiore, lasciando libera espressione al gesto della propria mano. Grandi e piccini, senza distinzione. «Con i più piccoli, che magari non hanno ancora acquisito quella manualità necessaria a non lasciar sgocciolare la pittura per terra, per esempio, metto solo un dito sotto il loro gomito, li supporto nei primi approcci per farli sentire seguiti, accompagnati nel gesto. In due o tre volte, acquisiscono la manualità necessaria per esprimersi da soli». Nell’atelier non si parla mai di sbagliare, perché un disegno lo puoi sempre modificare. E poi c’è la magia del gruppo: la fratellanza che viene fuori in una seduta di lavoro è geniale, soprattutto se chi lo frequenta già si conosce all’esterno. L’andirivieni alla tavolozza è il luogo dove ci si scambia opinioni e ci si incontra. E se per qualcuno il foglio bianco appeso a parete fa paura, per altri invece libera la fantasia. Chi si blocca, Lucia lo stimola, ma senza suggerire cosa disegnare, semplicemente dicendo: «Inventa!». E alla fine della seduta si va tutti di fuori, all’aperto. «Le grida dei bambini di solito superano il garrito assordante delle rondini d’estate: è un grido di gioia. Gioia pura».

Per informazioni sui corsi di pittura creativa rivolgersi a: Lucia Sitara Domenighetti, Locarno. Tel: 091 751 23 56 e 078 610 88 35, mail: domenighettilucia@hispeed.ch


L'arte è la mia stessa esistenza

«Prendo coscienza delle mie emozioni» è il messaggio di Lorenza.

«Non ricordo un attimo della mia vita che non sia coinciso con l’espressione artistica», ci spiega a cuore aperto Simona Viviani. Lo spazio che ha creato è il risultato di anni di ricerca artistica abbinata alla sua crescita personale, che ora vuole trasmettere agli altri. Lorenza Fiorini lo frequenta e ce lo conferma: «Mi sono trovata immersa in questa realtà quando ne avevo maggiormente bisogno ed ora sto seguendo un percorso che mi sta aiutando a prendere coscienza delle mie emozioni più profonde». La sua tela è il risultato di quattro incontri con sé stessa e lo scambio con gli altri all’interno dell’atelier, dove ha trovato soprattutto accoglienza. «Desidero che chi viene da me possa sentirsi a suo agio. Lo spazio deve permettere di rilassarsi, discutere e lavorare tutti insieme in un unico campo energetico», ci dice Simona mentre ci propone di metterci tutti al tavolo a disegnare. Mentre assaporiamo una buona tisana, – pennelli alla mano –, sul foglio davanti a noi che prima era bianco, grazie a lei, in pochi istanti iniziano a fondersi le tinte, tante sfumature meravigliose che richiamano anche il verde, quest’affascinante colore che dà il nome al suo atelier: il Verde Cinabro.

I corsi proposti dall’atelier sono corsi di espressione personale, laboratori di ricerca pittorica a tema e artistici. Il laboratorio è aperto anche ai bambini e alle famiglie. Per maggiori informazioni: 079 303 29 23, oppure facebook.


Pennelli e complicità

Le sorelle Cristina (a sin.) e Tamara condividono un momento speciale.

Qui ci si trova perché si è scelto di arrivarci. È questo il pensiero che sorge entrando nell’atelier di Federica Dubbini in un vecchio stabile di Bellinzona. Al lavoro troviamo due sorelle: Cristina e Tamara, che dallo sguardo complice, si vede essere molto legate tra loro. Difatti il loro lavoro lo dimostra: hanno dipinto insieme, ognuna partendo da zero, – non avevano mai frequentato un corso di pittura prima – e ognuna col proprio stile. Tamara esuberante nei colori e nei gesti, Cristina più composta e tranquilla è rimasta sulle calme tonalità di blu. «È proprio un classico riscoprire nei dipinti la personalità di chi li ha creati», ci spiega Federica Dubbini, «arrivare qui da me è un po’ come ritagliarsi uno spazio dalla vita quotidiana per lasciar libero sfogo alla creatività, che non a caso, fa rima con interiorità». Sì, perché oltre ad essere un luogo in cui si imparano le tecniche pittoriche, utilizzando spatole, cere, pennelli e colori, l’atelier offre l’opportunità di scambiarsi opinioni con chi lo frequenta. Un luogo in cui mettersi in gioco, provare a tirare fuori le proprie emozioni guidate da Federica, e confrontarsi con gli altri. «Il punto d’arrivo sarà il poter esporre le tele dei partecipanti che lo vorranno in una grande mostra collettiva. Questo permetterà di poter confrontarsi con lo sguardo degli altri, con le persone che arrivano da fuori e guardano e sentono ciò che chi ha partecipato ai miei corsi ha prodotto sulla tela». Un grande passo verso l’esterno, in questo momento in cui le chiusure ci hanno costretto a restare tra le mura di casa.

Per informazioni sui corsi di pittura spontanea: Federica Dubbini, Centro Armonia, Bellinzona, tel: 079 605 54 98, email: info@centroarmonia.ch


«Una valvola di sfogo»

Signora Henle quanto può aiutare le persone l’espressione artistica spontanea?

Credo possa essere una valvola di sfogo. Può rappresentare una modalità per esplorare nuove parti di sé mettendosi in gioco. Questo vale anche in altri ambiti come il teatro o la danza, per esempio. Permette di staccare la spina e ricaricarsi, trovare nuovi spazi senza doversi focalizzare sui propri compiti da svolgere o esigenze da soddisfare nei vari ruoli che si impersonificano nella vita quotidiana. È anche utile per dedicare del tempo alle proprie aspirazioni in termini di crescita personale.

L'INTERVISTATA

Romina Henle

Romina Henle è laureata in scienze della formazione e coach professionista.

La qualità della scelta di un’attività creativa conta, in che modo?

L’accuratezza della scelta è legata all’obiettivo che la persona si pone. Voglio conoscere persone nuove, ho bisogno di stare bene, oppure ho voglia di acquisire nuove competenze professionali e personali svolgendo una determinata attività? Suggerisco di considerare come ci si sente col facilitatore, creativo o insegnante, e quali persone frequentano questa attività, e, nel caso il proprio benessere fisico o mentale fosse com- promesso, è preferibile rivolgersi a un professionista (un medico, uno psicoterapeuta…) per un supporto mirato. L’espressione artistica in questo caso può essere utile come accompagnamento del percorso di guarigione.

Ritagliarsi uno spazio personale, quanto può giovare alle persone in questo momento e in futuro?

Molto utile per una pausa dal telelavoro oppure per chi si trova in una situazione difficile a casa o ha poca tranquillità. Queste attività possono, insieme ad altri approcci, essere di supporto per connettersi con la propria pace interiore anche quando attorno a noi regnano il caos e l’incertezza, come in questo preciso momento. Più ci connettiamo con noi stessi e più la nostra creatività ed efficienza lavorativa torneranno ad essere focalizzate e incisive.