I vaccini: la storia, gli eroi | Cooperazione
X

Argomenti popolari

TEMPO LIBERO
SCOPERTA MEDICA

I vaccini: la storia, gli eroi

L’attuale pandemia da Coronavirus evidenzia in modo drastico l’importanza dei vaccini. Il 73% della popolazione elvetica desidera farsi vaccinare e quasi 2 milioni di persone sono già state vaccinate su base volontaria contro il Covid–19. Viaggio di seicento anni nella storia dei vaccini.

07 giugno 2021
Grazie ai vaccini molte infezioni hanno perso la loro carica virale.

Grazie ai vaccini molte infezioni hanno perso la loro carica virale.

Il primo aprile del 1717 a Costantinopoli, l’odierna Istanbul, Lady Mary Wortley Montagu (1689-1742) redige una lettera per un’amica. Né lei né la destinataria immaginano che la missiva entrerà negli annali della storia della medicina. Lady Mary, moglie dell’ambasciatore britannico presso la corte ottomana Sir Edward Wortley Montagu (1678-1761), è prosatrice e poetessa. Le sue lettere (pubblicate con il titolo Turkish Embassy Letters) la renderanno celebre.

Lady Mary riferisce della pratica osservata nella capitale ottomana di esporre intenzionalmente i bambini al vaiolo. Molto sensibile al tema, poiché il suo unico fratello ventenne muore di vaiolo e lei stessa si ammala, pur sopravvivendo. L’inoculazione intenzionale del vaiolo praticata dai medici ottomani consiste nel prelevare del pus dalle lesioni provocate dalla malattia e inserirlo in piccole ferite praticate sulla pelle di soggetti sani per ottenere un effetto immunizzante. In tal modo, la persona inoculata sviluppa una forma lieve di vaiolo che la protegge da future infezioni più gravi. La procedura colpisce Lady Mary che si impegna per diffonderla. Scoppiata un’epidemia di vaiolo in Gran Bretagna (1721), convince re Giorgio I (1660-1727) a fare immunizzare i propri nipoti. Lei stessa lo ha fatto con i suoi figli.

La caccia ai vaccini

«La più antica forma di vaccinazione è l’immunizzazione dal vaiolo», conferma Hubert Steinke (54 anni), professore di storia della medicina e direttore dell’Istituto di storia della medicina dell’Università di Berna. «In Cina la si praticava nel XV secolo, facendo inalare alle persone pus vaioloso essiccato. L’applicazione sulla pelle scarificata è una tecnica usata in alcuni paesi arabi a partire dal XVII secolo». Lady Mary Wortley Montagu introdusse il concetto in Europa, dove si diffuse nel Settecento. In Svizzera si usa per la prima volta nel 1750.

Coop sostiene la campagna di vaccinazione

Su base volontaria, il Consiglio Federale raccomanda il vaccino contro il Covid -19. Coop sostiene la campagna nazionale “Così ci proteggiamo”. Le collaboratrici ed i collaboratori che vogliono farsi vaccinare, lo possono fare durante il tempo di lavoro.

Pietra miliare nella storia dei vaccini è il medico britannico Edward Jenner (1749-1823), il quale osservò che le persone contagiate dal vaiolo delle mucche erano immuni alla variante umana della malattia. Il 14 maggio 1796 vaccinò James Phipps, un bambino di otto anni, con la secrezione delle pustole di una donna affetta da vaiolo bovino. Sei settimane dopo, il ragazzino fu messo a contatto con il virus umano e non si ammalò. Jenner diede alla procedura il nome di vaccinazione, proprio perché si basava sulla somministrazione di vaiolo vaccino.

Uomini e topi

«Il primo vaccino moderno non è il risultato di ricerche mediche sofisticate, ma di un’esperienza concreta», fa notare Hubert Steinke. In seguito è stato compiuto un altro grande passo nella storia dei vaccini. «La lotta alla poliomielite ha comportato anni di studi in laboratorio». Nel 1955 viene approvato il vaccino dello statunitense Jonas Salk (1914-1985). Nel 1954, in Svizzera si contavano ancora 1628 casi di polio. Con il vaccino, nel corso degli anni Sessanta la malattia si manifesta solo sporadicamente. Il 1982 segna la data dell’eradicazione della poliomielite nel nostro paese. Il vaiolo era stato vinto nel 1963. Intanto, negli ultimi 140 anni sono stati sviluppati preparati contro numerose altre malattie pericolose. Scienziati in questo campo sono diventati celebri: Louis Pasteur (1822-1895), Emil von Behring (1854-1917), Paul Ehrlich (1854-1915), Albert Sabin (1906-1993), Jonas Salk (1914-1995) e Maurice Hilleman (1919-2005). «Nomi che hanno inciso nello sviluppo dei vaccini; ma con loro lavoravano intere legioni di ricercatrici e ricercatori», precisa Steinke.

Il vaccino è efficace se individua il fattore scatenante e lo combatte.

«Altrettanto indispensabili erano i volontari che si sottoponevano alle iniezioni di preparati, di cui non si sapevano bene gli effetti. Era inoltre cruciale che l’opinione pubblica e la politica fossero disposti a investire somme sempre più ingenti nella ricerca. Gli “eroi”, come li abbiamo definiti oggi, bisogna ricordarli quali rappresentanti degli sforzi collettivi dell’intera società». Nel 1963, Maurice Hillemann, il padre del vaccino contro gli orecchioni preleva materiale virale con un tampone dalla gola della propria figlia Jeryl Lynn. Nel 1966 la figlia minore, Kirsten Jeanne (1 anno) venne vaccinata con il preparato prima della sua approvazione ufficiale.

In Svizzera si conducono ricerche di prim’ordine, ma il contributo più importante del nostro paese alla storia dei vaccini è da attribuire ai topi. «Nel 1926, una ricercatrice statunitense prese nove roditori da un laboratorio losannese e nel corso delle sue ricerche li indicò come i suoi “topolini svizzeri”. Si tratta degli antenati dei “topi albini svizzeri”, cavie per la ricerca di preparati vaccinali, ma anche di cure per i tumori e altre patologie», spiega Steinke.

Vaccini nelle farmacie Coop Vitality

In alcune farmacie Coop Vitality è possibile farsi vaccinare contro malattie quali l’encefalite da morso di zecca (TBE), le epatiti A e B, il tetano o ancora il morbillo, la parotite (orecchioni) e la rosolia (vaccino MPR – MOR). Le regole che determinano quali vaccini possono essere somministrati variano a seconda del cantone. La norma in Ticino è che la vaccinazione può essere somministrata in farmacia su prescrizione medica.

Il sito www.coopvitality.ch/storepickup informa sulle possibilità di vaccino nella farmacia Coop Vitality di fiducia. Maggiori informazioni su: www.vaccinazioneinfarmacia.ch

«Va però detto che i topi di Losanna provenivano dall’Istituto Pasteur di Parigi». L’unico scienziato con radici svizzere noto nel campo dei vaccini è Max Theiler (1899-1972), il cui preparato per la febbre gialla fu introdotto nel 1937. Cittadino sudafricano, visse negli USA.

Due episodi tragici

La storia dello sviluppo dei vaccini ha anche vissuto sconfitte. «La prima catastrofe ebbe luogo nel 1930 nella città tedesca di Lubecca, dove gravi lacune a livello di igiene provocarono la contaminazione dei preparati contro la tubercolosi con agenti patogeni attivi», racconta Steinke. La maggior parte dei 256 neonati vaccinati si ammalarono di tubercolosi e 77 morirono. Nel 1955 negli Stati Uniti, i laboratori Cutter di Berkeley (California), produssero prematuramente e senza sufficienti controlli 120mila dosi di vaccino contro la poliomielite contenente virus vivi. Ne risultarono 200 casi di paralisi permanente e 10 decessi tra i bambini inoculati. «Dopo questo caso, i controlli diventarono severissimi. Da allora non si sono più verificate sciagure di tale portata. Oggi la produzione dei vaccini è sottoposta a criteri di sicurezza rigorosissimi». Gli scettici non dovrebbero avere timori.

Ma come si spiega il professor Steinke la diffidenza? «I dubbi sono alimentati da ricercatori e studi non riconosciuti dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica. Inoltre, la nostra società vuole la certezza assoluta. Ma la medicina non è matematica. La sicurezza senza effetti secondari non esiste, anche se le vaccinazioni di oggi sono estremamente sicure».

Il 2020, un anno memorabile

Come verrà ricordato il Coronavirus SARS-CoV-2? «Probabilmente il Covid-19 e l’Aids saranno citati quali esempi storici del ritorno delle epidemie nel mondo globalizzato», afferma Hubert Steinke. In Occidente abbiamo creduto di avere le malattie infettive sotto controllo: l’Aids e il Covid-19 dimostrano il contrario. «La globalizzazione tende ad aumentare il rischio di una diffusione rapida dei virus, ma ha anche impresso un’accelerazione alla ricerca e alla lotta alle epidemie».

All’inizio del 2020 nessuno capiva l’entità della pandemia, ma alla fine dell’anno c’erano già i primi vaccini. «Forse ci è andata bene, perché la loro produzione è più semplice che in altri casi», sostiene Steinke. Ma, mai così tanti fondi sono stati destinati simultaneamente ai ricercatori nel mondo; ciò ha accelerato i progressi. Il 2020 è un’altra pietra miliare per la storia della medicina: Margaret Keenan di Coventry (Gran Bretagna) – l’8 dicembre 2020, una settimana prima del suo 91° compleanno –, è diventata la prima persona al mondo a sottoporsi a un vaccino approvato contro il nuovo Coronavirus. Un pizzicore per l’arzilla signora, un grande passo per l’umanità.


I quattro principi vaccinali

Non tu i i vaccini funzionano allo stesso modo. Gli agenti patogeni non possiedono le stesse proprietà. Le strategie vanno quindi ada ate in funzione di ciascuna mala ia infe iva.

Vaccini vivi attenuati

Contengono agenti patogeni intatti in grado di riprodursi, ma incapaci di provocare la malattia. Esempi: vaccino contro morbillo, orecchioni e rosolia (MOR/MPR)

Vaccini inattivati

Contengono agenti patogeni uccisi che non si riproducono. Inoltre ci sono vaccini con componenti o singole molecole dei patogeni. Esempi: vaccino contro epatite A, contro l’influenza, FSME (encefalite da morso di zecca).

Vaccini a vettore

Si compongono di vettori (agenti innocui per l’uomo) che trasportano una o più molecole (antigeni) dell’agente patogeno. I vettori pongono il sistema immunitario di fronte all’antigene per provocare una risposta immunitaria. Esempi: vaccino contro Ebola e vaccini contro il Covid-19 (IDT Biologika GmbH, Astra Zeneca).

Vaccini a mRNA (RNA messaggero)

Non si somministrano né patogeni interi né componenti (antigeni): frammenti di mRNA (RNA messaggero) «istruiscono» le cellule del tessuto muscolare su come produrre gli antigeni. La produzione da parte delle cellule coinvolte favorisce una risposta immunitaria. Un antigene (piccola componente di virus) è incapace di provocare un’infezione. L’mRNA non agisce nel nucleo della cellula, dove si trovano i geni, ma soltanto nella parte della cellula preposta alla produzione di proteine. Una mutazione del patrimonio genetico è impossibile. I vaccini a RNA sono una grande novità scientifica! Esempi: Vaccino contro rabbia, contro il Covid-19 (Biontech/Pfizer, Moderna, Curevac).


La storia dei vaccini a tappe

1717 Lady Mary Wortley Montagu (1689–1762) osserva la pratica della vaiolizzazione.

1796 Vaccino a base di vaiolo bovino (Edward Jenner).

1885 Vaccino contro il virus della rabbia; vaccino contro il colera.

1890 Vaccino contro il tetano (Emil von Behring).

1894 Vaccino contro la difterite (Emil von Behring/ Paul Ehrlich).

1896 Vaccino contro il tifo.

1912–1914 Primi vaccini contro la pertosse.

1937 Vaccino conro il virus della febbre gialla (Max Theiler).

1955 Vaccino contro il virus della poliomielite.

1960 Vaccino antipolio orale (Albert Sabin).

1963 Vaccino contro il virus del morbillo (Maurice Hilleman).

1967 Vaccino contro il virus della parotite (orecchioni (Maurice Hilleman).

1969 Vaccino contro il virus della rosolia (Maurice Hilleman).

1971 Vaccino MOR (morbillo, orecchioni, rosolia) (Maurice Hilleman).

1973 Vaccino contro l’encefalite da morso di zecca (FSME).

1974 Vaccino contro la meningite da meningococco (Maurice Hilleman).

1981 Vaccino contro l’epatite B (Maurice Hilleman).

1985 Vaccino contro Haemophilus influenzae di tipo b (Hib).

1995 Vaccino contro i virus dell’epatite A e della varicella. (Maurice Hilleman).

2006 Vaccino contro il papilloma umano (HPV).

2020 Primi vaccini contro il nuovo Coronavirus (Covid-19). (Ugur Sahin und Özlem Türeci – Biontech/Pfizer).