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Il magico mondo di Bruno Weber

A pochi chilometri da Zurigo, sulle alture di Dietikon, si trova il parco di sculture dell’artista svizzero venuto a mancare dieci anni fa. Una passeggiata tra i vialetti costeggiati di creature fantastiche è un piacere per gli occhi e per l’anima.

FOTO
PINO COVINO
26 aprile 2021
Il viale dell'entrata impressiona con le sue grandi statue di cervi e del gufo monumentale.

Il viale dell'entrata impressiona con le sue grandi statue di cervi e del gufo monumentale.

Il biglietto da visita di Dietikon attualmente non è dei più invitanti: un enorme cantiere di fronte alla stazione lascia spiazzati i viaggiatori che arrivano in treno, chi viaggia in auto deve invece destreggiarsi tra strade chiuse e deviazioni. Ma, in genere, è dopo aver superato qualche ostacolo che si trovano i veri tesori. Lasciandoci il centro alle spalle, ci dirigiamo verso le colline tappezzate da orti urbani, in cui, in queste timide giornate primaverili, agricoltori amatoriali si preparano alla semina e alla bella stagione. Quasi a dominare questo paesaggio, si intravede il palazzo con tanto di torre del Parco Bruno Weber, l’artista svizzero venuto a mancare 10 anni fa. Oltrepassato il cancello, si accede a un mondo magico, fatto di monumentali sculture di creature fantastiche dai mille colori: costruzioni in cemento armato, dipinte in tinte vivaci e arricchite da sgargianti tasselli di mosaici.

«La Spagna ha Gaudì con il parco Güell, l’Italia Niki de Saint-Phalle con il giardino dei Tarocchi, e la Svizzera ha Bruno Weber con il Bruno Weber Park – ci racconta la vedova dell’artista, Maria Anna Weber –. Bruno diceva di essere un “parente d’anima” di Gaudì. E io spero che anche il nostro parco verrà risconosciuto degno di tutela».

Maria Anna Weber in uno dei suoi angoli preferiti del parco: il drago del laghetto di fronte all'entrata di casa.

Il viale che conduce alla casa in cui i Weber si stabilirono negli anni ’60 è costeggiato da grandi cervi, creati da Bruno Weber per l’esposizione universale di Siviglia del 1992. «Tutto quello che vedete è stato costruito in quarant’anni, a partire dal 1962. La casa inizialmente era una costruzione semplice, le colonne e le decorazioni sono venute in seguito. Qui è come per le cattedrali: i lavori non finiscono mai – sorride Maria Anna che, nei primi anni, fu la unica collaboratrice dell’artista –. In tanti vedono influenze indiane e messicane, in verità con Bruno abbiamo viaggiato soprattutto in Italia e in Francia. Una grande fonte d’ispirazione sono state Pompei e le cattedrali gotiche francesi». Ovunque si volga lo sguardo, non si può trattenere la meraviglia: l’affiatamento e lo spirito artistico che hanno animato la coppia Weber negli anni è presente in ogni dettaglio e si manifesta nel senso dell’accoglienza di Maria Anna, che apre le porte di casa sua a visitatori di tutto il mondo. «È un po’ come vivere in un museo: è giusto condividere il lavoro di Bruno».

Una fonte d’ispirazione

Intanto i visitatori iniziano ad affluire sparpagliandosi tra le statue del parco, in parte installate in un boschetto che fa parte del grande giardino e a cui si accede oltrepassando il portico del drago. Si va dalla enorme scultura di un gatto, al cui interno si trovano un frigo e un grill e che, con i posti a sedere, si trasforma in una piattaforma sopraelevata, ideale per un aperitivo (ma non ad uso del pubblico), a statue-sedili posizionate qua e là, passando dal mausoleo, in cui sono custodite le ceneri di Bruno Weber, di cui quest’anno si sarebbe festeggiato il novantesimo compleanno.

Nella casa e nel parco è percettibile una sorta di energia creatrice positiva. «Per alcuni è fonte di ispirazione – ci racconta Maria Anna. – Io ogni giorno devo stropicciare gli occhi per poter osservare tutto con uno sguardo nuovo. Mi piace che ci siano visitatori, in tanti mi dicono che si ricaricano le pile venendo qui. I bambini a volte esclamano “anche io voglio abitare in una casa così”». Probabilmente i bambini esprimono ad alta voce quello che in tanti adulti pensano visitando il parco.

Quel che è certo, è che ora sarà d’obbligo una visita anche in estate, quando la vegetazione sarà all’apice, e in autunno, quando i colori cangianti delle foglie promettono scorci e giochi di colori spettacolari.


Info pratiche

Il Bruno Weber Park è aperto da marzo a ottobre il mercoledì, il sabato e la domenica dalle 11 alle 18. Prezzo d’entrata per adulti: fr. 12.-; senior e studenti: fr. 10.-; bambini dai 4 anni: fr. 5.-. Per maggiori informazioni:

www.weberpark.ch