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La perdita

Antonella Lattanzi sul suo nuovo romanzo “Quel giorno che incombe”: la sparizione di una bambina, la casa, l’amore.

28 marzo 2021

Lo spazio urbano e la casa che abitiamo possono modificare la nostra vita…

Sì, vivere in un centro grande o piccolo, isolati o con gli affetti più cari, vivere in una casa amata o odiata, può incidere profondamente sul nostro umore e la nostra percezione della vita. Francesca, la mia protagonista, si ritrova a vivere isolata in una casa che le sembra nemica. Eventi strani accadono. E Francesca rischia di perdere la percezione della realtà.

L'AUTRICE

Antonella Lattanzi

Nata a Bari nel 1979, scrittrice e sceneggiatrice, Antonella Lattanzi ha esordito con il romanzo “Devozione” (Einaudi, 2010). “Questo giorno che incombe” (ed. HarperCollins) è uscito nel gennaio scorso.

Il suo libro si ispira a un fatto reale, la sparizione di una bambina. Come giudica la cronaca nera trattata dai media?

“Questo giorno che incombe” è ispirato a un evento accaduto nei primi anni ’80 a Bari, nel condominio dove sono nata e cresciuta. È un evento che ha inciso moltissimo sulla mia esistenza. A volte i media riducono il fatto di cronaca nera a un fatto sensazionalistico, e allora fanno solo male ai lettori e ai protagonisti del dramma; in altri casi riescono a raccontare la storia con sincerità, e allora svolgono il loro ruolo di informazione.

La perdita è sempre un dramma?

Se la perdita non è voluta è indiscutibilmente un dramma. È un lutto. Se invece è una scelta coraggiosa, anche dolorosa, può portare a nuova vita.

La protagonista è segnata (come tutti noi) dai giorni che incombono. Un gesto o un pensiero bastano per modificare il finale. Che posto ha il destino?

È una citazione da Shakespeare: «Oh, fosse dato all’uomo di conoscere la fine di questo giorno che incombe. Ma basta che il giorno finisca e la sua fine è nota». Quante volte ci siamo detti: se solo avessimo saputo le conseguenze delle nostre azioni, ci saremmo comportati nello stesso modo? È una domanda a cui non possiamo rispondere. Nella vita, come nel mio romanzo, io credo abbiano un posto fondamentale le scelte delle persone. O la negazione della scelta.

Quale tipo di amore viene raccontato nel libro?

L’amore materno e le sue ombre, l’amore in una coppia, l’amour fou, l’amore sessuale e sensuale, l’amore dei figli per i genitori, e l’amore di certe amicizie profondissime che nascono in contesti assurdi.

Ci regala quattro parole chiave per definire “Questo giorno che incombe”?

Libertà/prigionia. Sospetto. Amore.