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La selva oscura

La menzogna, la simulazione e l’apparire, che ammorbano la nostra società, attraverso le vicende del “Professore”.

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22 gennaio 2021

Con “L’ora buca” (ed. Frassinelli) i suoi lettori restano un po’ spiazzati, perché sembrano recisi i collegamenti con i libri precedenti.

Tutto nasce dall’osservazione della realtà che mi impone la mia professione di giornalista (de La Repubblica, n.d.r.). È ciò che mi ha “costretto” a una fuga dal poliziesco e dal romanzo sociale. Perché, in un momento come questo sono altre le riflessioni che vanno fatte.

IL RITRATTO

Valerio Varesi

Romanziere eclettico, Varesi (Torino, 1959) è il creatore del commissario Soneri, protagonista dei polizieschi che hanno ispirato le tre serie tv “Nebbie e delitti”. Nel 2017 ha vinto il premio Violeta Negra per il miglior noir. Il romanzo “L’ora buca” è edito da Frassinelli.

Con un protagonista senza nome, “il Professore”…

Perché potrebbe essere chiunque. Viviamo in un mondo dove l’individuo, massificato e privo di un ruolo sociale riconosciuto, reagisce cercando una notorietà purchessia. Salire su una ribalta, non importa se facendo il bene o il male, ecco l’ambizione di tanti. “Il professore” e la sua crisi professionale ne è l’emblema.

Avvicinandosi all’orwelliana “Agenzia”…

È una sorta di loggia massonica, che agisce dietro le quinte senza mai mostrarsi. Pronta a modificare la vita delle persone, a trasformare il prossimo in burattino. Con tutti i mezzi “aggiornati”: macchina del fango, manomissione dei media, ecc. È “Il partito di Davos”, dove si incontrano persone che individualmente sono più ricche di interi Stati.

Il tutto precisato in un contesto inquietante.

Un degrado a 360 gradi, perché la crisi in cui ci troviamo non è solo economica ma anche e soprattutto culturale. Senza progetti né speranze sta emergendo il peggio dell’animo umano in termini di egoismo e individualismo esasperati. “Il professore” entra in questa selva oscura.

La storia che racconta ha fascino e profondità proprio nella denuncia delle nostre contraddizioni.

Sì, come il bisogno di mascherarsi per essere liberi o di nascondersi lasciando trapelare spicchi di veridicità, essere e/o apparire… In questo ambito, anche il ruolo del sesso versus quello dei sentimenti è a mio modo di vedere emblematico. E sappiamo tutti chi vince.

E qui il lettore ritrova i contatti con i libri precedenti…

Con il mio auspicio che il noir torni ad essere eversivo e romanzo di denuncia, in una sorta di “narrativa impegnata”, un concetto nel quale continuo a credere e a perseguire.