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Olimpiadi, tra sport e manga

I Giochi di Tokyo passeranno alla storia delle Olimpiadi. Per ripercorrere quelle passate, abbiamo visitato il Museo Olimpico di Losanna, e la sua mostra temporanea dedicata al manga.

FOTO
Museo olimpico/mad, Raffaela Brignoni
25 luglio 2021
Diverse discipline, diversi sport. Il fenomeno del manga permette di affrontare molteplici aspetti della cultura giapponese.

Diverse discipline, diversi sport. Il fenomeno del manga permette di affrontare molteplici aspetti della cultura giapponese.

In posizione invidiabile sulle rive del Lemano, il Museo Olimpico di Losanna accoglie i visitatori invitandoli a percorrere la scalinata decorata con banderuole che ricordano i templi scintoisti, in onore degli attuali giochi di Tokyo. Tramite l’apposita applicazione “The Olympic Museum in AR”, già nel parco del museo è possibile vivere delle piccole esperienze virtuali in stile nipponico con animazioni in realtà aumentata da immortalare sia sotto forma di foto che di video, anche da condividere sui social. Chi preferisce un’esperienza “analogica”, può improvvisarsi sprinter su una pista di 100 m, provando a superare il record di Usain Bolt rappresentato da un fascio luminoso lungo il percorso.

All’interno, l’esposizione permanente del museo è articolata su tre piani e altrettante sezioni, che affrontano ognuna un aspetto delle Olimpiadi: si parte da una parte storica, dalle origini elleniche alla rinascita a fine Ottocento, passando per la presentazione delle edizioni moderne e degli atleti che hanno segnato i Giochi, finendo poi a trattare del cosiddetto “spirito olimpico”.

Il fenomeno dei manga

Fiore all’occhiello della stagione è però l’esposizione temporanea “Sport X Manga”. Realizzata in collaborazione con il Festival internazionale del fumetto di Angoulême, la mostra, in modo ludico e interattivo, permette di capire l’evoluzione storica e sociale del Giappone attraverso il prisma dello sport, a partire dalla Seconda guerra mondiale, quando appare per la prima volta il manga sportivo. «Cercavamo una prospettiva pertinente per parlare di cultura giapponese. E abbiamo pensato che i manga sportivi offrissero una buona chiave di lettura per avvicinare il visitatore alla cultura nipponica. Abbiamo scelto manga fruibili per qualsiasi tipo di pubblico – ci spiega Pierre-Adrien Lagrange, coordinatore della comunicazione al Museo olimpico –. In Giappone, la produzione di questi manga è molto prolifica – diversi sono pensati per un pubblico esclusivamente giapponese – e chi non è un appassionato, non possiede i riferimenti culturali per capirli. Ma se parliamo di “Captain Tsubasa” o di “Attack No.1” (da cui sono tratti i cartoni animati “Holly e Benji - Due fuoriclasse” e “Mimì e la nazionale di pallavolo”, ndr) il discorso è comprensibile per un pubblico più ampio. Prendiamo “Touch” per esempio. Si tratta di un manga sul baseball e narra la crescita e le vicende di tre ragazzini. Ebbene, in questo manga lo sport diventa un espediente per capire l’evoluzione dei personaggi e della cultura giapponese».

Nella sala, in cui si scoprono vari stili di manga e discipline sportive tramite grandi pannelli illustrati, ci sono delle postazioni di gioco e alcuni video che permettono di avvicinarsi a questo tipo di cultura popolare, grazie anche alle testimonianze video di un editore e di tre mangaka (autori di manga) che spiegano il forte legame del loro pubblico con i manga e lo sport.

Il fascino di questi fumetti, venduti a milioni di esemplari, con collane che a volte superano i 100 volumi, è che non si tratta di semplici successi editoriali, ma di un fenomeno con ripercussioni nel mondo reale. Le vicende di un eroe di manga possono influenzare la vita di giovani lettori, spingendoli a praticare una determinata disciplina sportiva. O al contrario, reali exploit sportivi decretano la nascita o il successo di un nuovo manga. Difficile infatti immaginare la partecipazione ai mondiali di calcio della nazionale giapponese se non ci fossero stati “Holly e Benji”, allo stesso modo in cui “Attack No. 1” non avrebbe goduto del successo che ha avuto, se la nazionale femminile di pallavolo giap- ponese non avesse vinto le Olimpiadi di Tokyo del 1964.

Ora non ci resta che attendere le prossime medaglie d’oro nipponiche a Tokyo. Chissà che non ne nasca un nuovo eroe o una nuova eroina da manga...

 

Museo Olimpico

Informazioni pratiche

Grazie all'applicazione per smartphone, i visitatori possono vivere piccole esperienze di realtà aumentata, come qui, in compagnia delle mascotte ufficiali di Tokyo.

Ludico e istruttivo

Il Museo Olimpico di Losanna è aperto dalle 9 alle 18 da martedì a domenica. L’entrata costa fr. 20.– per adulto ed è gratis per giovani fino a 15 anni. All’entrata sono disponibili audioguide anche in italiano. La mostra temporanea Sport X Manga è invece accessibile gratuitamente. Al secondo piano del museo si trova il ristorante TOM Café con un grande terrazzo con vista lago (consigliata la prenotazione).

www.olympics.com/museum