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IN FURGONE

Sognando un California

«California dreamin’» cantavano i Mamas and Papas nel 1965: oggi la dilagante passione per camper e furgoni, con il VW California in prima posizione, potrebbe dare un nuovo senso alla canzone. Grazie a una coppia di “camperisti” navigati scopriamo piaceri e inconvenienti di chi sogna una vacanza su quattro ruote.

FOTO
SANDRO MAHLER, KORAH REZZONICO E CRISTIAN GRESELIN, MIKE KAUFMANN, MAD
27 giugno 2021

Driiin. «Buongiorno, avete ancora una piazzuola libera per questo weekend?» «Salve. Mi dispiace, siamo al completo». Quattro su cinque campeggi della Svizzera Orientale hanno risposto “picche” alla nostra richiesta di pernottamento con un furgoncino.

PER LO SMARTPHONE

App utili

  • park4night: dove gli utenti segnalano possibilità di sostare con il camper.
  • CoPilot: utile alla pianificazione del viaggio comprese soste, pedaggi e passaggi difficoltosi.
  • WeAGoo: per scoprire i punti più interessanti di una località.
  • Meteo & Radar: una delle fonti più affidabili per le previsioni meteo in Europa.

Nei camping nazionali si registra un’affluenza senza precedenti e il mercato automobilistico conferma l’incremento eccezionale di vendita di camper: sebbene il settore sia in crescita da diversi anni, nel 2020 ha fatto il botto. I dati pubblicati lo scorso gennaio da Auto-Schweiz, associazione svizzera degli importatori di automobili, parlano di 6.005 veicoli di questo genere immatricolati in Svizzera e nel Liechtenstein. Si tratta di un aumento del 26% rispetto al 2019. Una passione scatenata dalla voglia di viaggiare malgrado la situazione pandemica? Forse. L’interrogativo è quanto questa soluzione sia adatta a tutti. Per approfondire il tema ho incontrato Korah Rezzonico e Cristian Greselin, proprietari di un VW da una ventina di anni, e con i loro suggerimenti ho testato gioie e avversità di questa modalità di viaggio.

All’avventura

«Il furgone non è un veicolo, è uno stile di vita»

Korah Rezzonico

«Il furgone non è un veicolo, ma uno stile di vita» afferma Korah Rezzonico, moglie di Cristian Greselin. La coppia vive in una casetta delle fiabe nel Luganese, circondata da possenti alberi e arredata grazie alla loro fantasia e manualità. Sono sposati da quando erano poco più che maggiorenni. La famiglia di Korah apprezzava le vacanze in campeggio e lei ha trasmesso la passione per l’avventura al marito. Dopo qualche timore iniziale, anche Cristian è stato conquistato dal fascino delle località remote e del campeggio. L’anno successivo al matrimonio, nel 1999, è entrato nella loro vita il «furgo», un Volkswagen (VW) del 1983. «Il suo primo uso è stato come autopostale; noi però l’abbiamo acquistato da un privato che l’aveva pitturato di blu elettrico e “assettato”. Pian piano l’abbiamo sistemato a nostro piacere, compresi cospicui investimenti per revisionare il motore: con quella cifra ci saremmo potuti comprare mezzo camper nuo- vo» scherza la solare quarantunenne. Ma al cuore non si comanda.

Non c'è un orario per i pasti, si segue il proprio ritmo.

La vacanza su strada comporta un continuo "fare e disfare".

Chi sceglie le vacanze in furgone non lo fa per risparmiare o per comodità, ma per scelta. «Prima di partire devi sistemare ogni oggetto ad incastro, chiudere l’acqua del rubinetto, ecc. Viceversa, quando ti fermi togli ciò che ti occorre, fai il letto, ... è un continuo “fare e disfare”. Senza contare che il nostro furgoncino, quasi durante ogni viaggio, ha qualche inghippo al motore. Per fortuna Cristian ha una dote per la meccanica e lo rimette sempre in sesto. Però mette alla prova» sospira Korah.

Per cominciare

Poiché non è una vacanza per tutti, anche il Touring Club Svizzero (TCS), in un articolo di qualche mese fa, consigliava di noleggiare per un breve periodo un veicolo camperizzato per capire se fa al caso proprio. Così, insieme ad amici abbiamo noleggiato un furgoncino attrezzato e comodo da guidare. Secondo TCS, rispetto al passato, la maggior parte degli acquirenti predilige mezzi più piccoli; lo stesso vale per il noleggio: sulla piattaforma mycamper.ch, i più richiesti sono i VW California. Questi furgoni hanno meno confort di un camper nello spazio abitativo, ma sono più maneggevoli da guidare.

Korah Rezzonico e Cristian Greselin a Sarnen (Obvaldo), nel 2018.

Colazione all'aria aperta, a pochi passi da casa.

La raccolta delle ciliegie, nel Malcantone, a maggio 2017.

La preparazione

«Non si fa una semplice valigia quando si parte per il campeggio, occorre portare di tutto: abiti per la pioggia e per il caldo, biancheria per il letto, saponi, stoviglie, ecc. E ogni cosa deve occupare il minor spazio possibile, perciò la preparazione dev’essere accurata» spiega Korah. Oltre agli utensili da cucina, ad esempio, i coniugi consigliano di avere sempre con sé qualche alimento di emergenza da cucinare su una placca elettrica o un fornello a gas: una porzione di pasta (meglio confezioni piccole, per non creare avanzi) e una base per far colazione. Non bisogna dimenticare i condimenti, travasati se possibile in piccoli contenitori, e il necessario per pulire le stoviglie, compreso un catino per il trasporto dei piatti dal furgone ai lavandini del campeggio. I “camperisti” esperti consigliano anche delle retine per appendere la frutta nel veicolo, per resistere agli urti e agli ammacchi.

«Il nostro furgone datato suscita simpatia»

Cristian Greselin

Le condizioni meteo

Dopo i preparativi, finalmente si parte. «Finché è bel tempo, tutto è fantastico, ma con la pioggia… – avverte la quarantunenne –. Noi ci adattiamo in base al tempo, se è brutto rimandiamo o cambiamo meta. La bellezza del furgone sta proprio nella flessibilità e nella libertà di non doversi attenere ai programmi». I miei amici ed io purtroppo non possiamo rimandare le vacanze e tantomeno il noleggio, perciò partiamo anche se le previsioni meteorologiche non sono rosee. La seconda notte scopriremo che sotto l’acqua tutto è più complicato, dal mangiare – niente griglia né tavolo all’aperto – al dormire. Di notte fa freddo benché sia primavera inoltrata e l’ira del temporale fa sembrare le pareti del furgone sottili come una lattina di birra. Il mattino seguente fortunatamente il sole fa capolino tra le nuvole e ridà serenità. La notte turbolenta diventa il pretesto per scambiare due chiacchiere con i vicini. In tutti i campeggi visitati durante il nostro soggiorno di prova si respirava un’aria famigliare e molta cordialità verso gli “apprendisti campeggiatori”, come noi. «Di solito l’ambiente è molto rilassato. Qualche incomprensione può nascere quando lo spazio dove sostare è ristretto e ci si deve piazzare molto vicini, magari stanchi dopo un lungo viaggio – nota Korah –. Il mio segreto sono tanti sorrisi e… il nostro “furgo”, che suscita sempre simpatia». Nell’ultimo viaggio, qualche giorno fa in Francia, la coppia ha nuovamente avuto un guasto al motore, come mi raccontano: «Abbiamo accostato in un prato a lato della strada e ci siamo chiusi all’interno, poiché pioveva. Poteva sembrare stessimo riposando, ma un signore si è fermato e ci ha chiesto se avevamo bisogno di qualcosa, offrendoci anche ospitalità per dormire a mangiare. Infine, ci ha dato il numero di due meccanici. È l’effetto del nostro furgone!»

In Danimarca a settembre 2020.

L'aurora boreale della Norvegia, ad ottobre 2020.

Area di sosta o campeggio

Il loro album di viaggio – sono entrambi appassionati di fotografia (su instagram @criskorah) – porta a sognare luoghi idilliaci dove fermarsi per la notte, bere un bicchiere di vino guardando il tramonto e svegliarsi con le luci tenui dell’alba. «Esistono luoghi splendidi, a noi piacciono molto i paesaggi del Nord, dove siamo stati più volte. Ma anche la Svizzera offre scorci magnifici e, finché non fa troppo caldo, nei soggiorni brevi ci accompagna anche la nostra micia Flea (pulce, in inglese) di 17 anni» racconta Korah. Cristian e Korah solitamente per parcheggiare scelgono delle aree di sosta libere o dei terreni messi a disposizione da privati, perlomeno dove ciò è sicuro, spiegano: «Il peggior incubo del campeggiatore è venir sorpresi da malintenzionati nella notte. Purtroppo, in alcuni paesi o regioni d’Europa non è raccomandabile dormire all’infuori di un campeggio o di un terreno privato». Anche in Svizzera, acquisire la disinvoltura di accamparsi “dove comanda il cuore” richiede un po’ di esperienza e bisogna saper rinunciare alle comodità che offre una struttura a pagamento, come docce e vendita di alimentari. Inoltre, le aree di sosta vanno rapidamente a ruba, specialmente in questo particolare periodo segnato dalla pandemia: «Da diversi anni “inauguriamo” l’apertura stagionale del Passo del Klausen con un soggiorno lì. Peccato non aver scattato una foto con il drone del prima e del post COVD-19: non abbiamo mai visto così tanti camper e furgoni come questa primavera!» conferma Cristian. ​Questa affluenza si riflette anche sui campeggi, tanto da rendere faticosa la ricerca di una piazzuola libera. La prenotazione con buon anticipo quest’anno è fortemente consigliata, anche se toglie un poco di magia all’avventura. Perché la parte più bella della vacanza in furgone, come già accennato dai coniugi, è la possibilità fermarsi dove e quando si preferisce, di proseguire il viaggio o cambiare programma all’ultimo minuto.

Una sosta in Svezia, nel settembre 2020.

Con la gatta Flea nel 2020.

A maggio 2019, un salto nei Grigioni.

Viva la libertà

Per godere di tutto questo bisogna dimenticare il comfort dei letti d’albergo, il bagno in camera e il cappuccino al tavolo a colazione: in campeggio non c’è spazio per la pigrizia. Risistemare il materiale dopo l’utilizzo richiede buona memoria e un pizzico di pazienza, soprattutto quando si è alle prime armi. Un po’ di esperienza in più aiuta certamente a rilassarsi ed essere più disinvolti nell’organizzare una cena o smontare il letto: dormire in furgone ricorda il campeggio in tenda, più che il soggiorno in un resort. Il ritmo della giornata è scandito dalla natura: alba, tramonto, sole e pioggia. La libertà di mangiare quando si preferisce, di scegliere l’itinerario in base a come ci si sente, nel vestirsi da montagna o rimanere in costume da bagno per una cena a lume di candela, non ha prezzo.


Il boom del campeggio

Cosa consiglierebbe a un amico che le dice: «Voglio comprare un camper»?

La cosa più importante è chiarire le esigenze relative alle dimensioni (quante persone deve trasportare) e al budget. A proposito porgerei le seguenti domande: desideri un veicolo nuovo o d’occasione? Ci sono officine specializzate nelle vicinanze? Disponi di un parcheggio? Chi non l’ha dovrebbe stimarne il costo, oltre a calcolare le spese relative a targhe e assicurazione.

Pensa che il boom delle vendite continuerà anche in futuro?

Personalmente, presumo che il trend duri ancora 1-2 anni. Già oggi è evidente che le più belle destinazioni per sostare sono regolamentate e i camper devono parcheggiare lontano da esse. Quindi la presunta libertà sta diventando un’utopia. Naturalmente, dipende da come si svilupperanno le offerte parallele, come il pernottamento presso i viticoltori o su terreni pubblici.

L'INTERVISTATO

Jürg Reinhard

Jürg Reinhard è Capo progetto Test e Mobilità, Touring Club Svizzera.

Che impatto ha questo aumento sui campeggi e sulla circolazione?

Tutte le infrastrutture devono essere riadattate e riviste, dal drenaggio e riempimento dell’acqua ai collegamenti elettrici nelle aree di sosta. Il traffico attraverso i piccoli villaggi in Provenza, per esempio, o in Italia sarà ridimensionato.

Il parcheggio libero (o campeggio selvaggio) è permesso in Svizzera?

Il TCS ha una lista dei luoghi dove è autorizzato sul proprio sito (vedi sotto), poiché cambia stagionalmente. Lì si trovano le informazioni aggiornate; in alternativa ci si può informare presso i comuni.

Quali sono le regole morali di un buon campeggiatore?

Rispettare la privacy degli altri, attenersi alle regole del luogo, non lasciare rifiuti e svuotare la toilette e le acque grigie nelle aree apposite.

www.tcs.ch/it

NOVITÀ DA PROVARE

Roulotte galleggiante

Nel cuore del Canton Berna, a Faulensee, il campeggio si fa tra le onde. Presso l’ufficio del turismo di Spiez è possibile prenotare una roulotte galleggiante! Si chiama «Sealander» e può ospitare 4 persone per una gita diurna o una coppia per una notte romantica. Non serve la patente nautica per guidarlo e si muove ad energia elettrica. Al suo interno si trovano angolo cottura, grill, lavandino, frigorifero, WC portatile e altre comodità. Il noleggio per 24 ore costa fr. 330.– (i giorni successivi fr. 150.–). Maggiori informazioni cercando «Sealander» su: myswitzerland.com oppure spiez.ch (DE).