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Svizzera, Paese da mille e più musei

In occasione della giornata internazionale del 16 maggio, vi invitiamo a fare un piccolo tour de Suisse alla scoperta di piccoli e grandi musei particolari, dedicati agli argomenti più disparati. Perché ce n’è davvero per tutti i gusti.

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Melanie Türkyilmaz, Florian Bachmann, Bildarchiv ZM, Engadin Tourismus, Enter Museum, gilgi guggenheim, Kostas Maros, Ti-Press, UV Productions,, mad
09 maggio 2021
  Gilgi Guggenheim nel MoE, lo spazio dedicato alla riflessione sul vuoto.

  Gilgi Guggenheim nel MoE, lo spazio dedicato alla riflessione sul vuoto.

L’Unesco stima che ci siano 95mila i musei nel mondo. La sola Svizzera ne conta 1.129, figurando così tra i 16 Paesi che ne possiedono più di mille, e tra quelli con la più alta densità. Stupiscono i numeri, ma anche la varietà della loro tipologia: si va da quelli regionali e locali (i più diffusi con il 32,3% del totale) a quelli etnografici, passando da quelli archeologici, storici, tecnici, artistici, di scienze naturali e quelli tematici, dedicati agli argomenti più disparati.

La nascita dei musei

Questi luoghi di cultura a noi tanto familiari nacquero però con un tipo di collezione ben preciso, come ci spiega Hélène Furter, della segreteria generale dell’Associazione dei musei svizzeri (Ams). «In Svizzera, sono le chiese che cominciano a riunire collezioni, come l’abbazia di St-Maurice, nel VII secolo. Nel XVII nascono i gabinetti di curiosità, ma è nel XVIII secolo che i musei iniziano ad apparire nella forma che conosciamo oggi, anche se si rivolgono a un pubblico ristretto. Bisognerà attendere l’Ottocento per un’apertura a un pubblico più ampio, mentre nel Novecento assistiamo a una seconda ondata di aperture di musei, soprattutto nel secondo dopoguerra. Da un lato per mantenere il ricordo della cultura contadina, che stava scomparendo, dall’altro per assecondare il pubblico, ampliando l’offerta culturale e proponendo esposizioni temporanee. Il museo diventa anche un’attrazione turistica ed è considerato sempre più non solo un luogo di protezione e promozione della diversità culturale, ma anche d’incontro e di dialogo».

  Cinepresa Bell & Howell del 1963; fu con questo modello di cinepresa che venne filmato l'assassinio di Kennedy.

La Mecca per gli amanti del cinema

Nell’ultimo rapporto d’attività dell’Ams, la più recente e l’unica “new entry” ticinese della lista dei 648 musei è il Cine Museo 65 ai Grappoli di Sessa. Il perché della cifra 65 nel nome, ce lo spiega il fondatore e proprietario, Rolf Leuenberger, nato a Berna nel 1953, ma ticinese d’adozione, dato che vive nel nostro Cantone dall’età di 21 anni. «L’ho chiamato così perché espongo oggetti prodotti sull’arco di 65 anni, dal 1922, quando nacque il “cinéma chez soi” (il cinema in casa propria, di cui l’anno prossimo ricorre il centenario) al 1987, quando si passò definitivamente dalla pellicola al video».

Nel piccolo museo, in vetrine minuziosamente curate, sono esposti circa 300 oggetti sul tema del “cinema fai-da-te”: cineprese, proiettori, pellicole, una collezione unica a livello svizzero. «Non mi definisco un collezionista – sorride entusiasta Leuenberger –. Ho oltre 2.000 oggetti, ma voglio soprattutto mostrarli e mostrare cosa hanno permesso di filmare». Già, perché dietro a questi oggetti, ci sono i film: in estate, restrizioni Covid permettendo, riprenderanno anche le proiezioni open air nella corte dei Grappoli. Sempre in estate, dovrebbero essere attivi anche i codici QR che Rolf Leuenberger sta apponendo alle vetrine, per permettere ai visitatori di apprendere informazioni sui vari oggetti e personaggi in diverse lingue, senza doversi perdere tra pannelli esplicativi.

Ma quel che è certo, è che vale la pena annunciarsi per una visita guidata: a meno di non essere intenditori, non è facile districarsi tra tutti i cimeli. E poi, in queste piccole realtà, i fondatori dei musei sono vere e proprie enciclopedie, con in più l’entusiasmo e la passione per l’argomento: una visita non è solo un’occasione di apprendimento, ma anche un momento di scambio. Un piacere ricambiato da Leuenberger, che al cinema amatoriale si è avvicinato quando aveva 17 anni.

Luoghi di formazione e di incontro

«La cosa più bella è quando un visitatore si sofferma davanti a un oggetto che gli ricorda qualcosa o qualcuno. Oppure quando arrivano studenti di cinema che vogliono familiarizzarsi con vecchi materiali e chiedono una consulenza: dò volentieri una mano» ci confida Rolf Leuenberger, mostrandoci con orgoglio la locandina del film “Alma nel branco” il lavoro di diploma di Agnese Làposi in regia ciematografica all’ECAL (Ecole Cantonale d'Art de Lausanne). La studentessa era venuta proprio da lui a prendere in prestito un obiettivo vintage per il suo filmato, nominato uno dei tre migliori film di diploma del cinema svizzero 2021.

Non solo esposizione di oggetti

Ma non tutti i musei puntano sull’esposizione di oggetti. A Losanna, per esempio, il Musée de l’oeil, all’interno dell’ospedale di oftalmologia Jules-Gonin, ospita una piccola sala espositiva. Ma la vera mostra avviene online sul sito, e questo già da prima della pandemia.

Ancora più estremo, a San Gallo, è il MoE, il Museum of Emptiness, ossia il museo del vuoto. Una sala di 70 m², una panca nel centro, pareti bianche, cornice di luce sul soffitto. Tutto qui.

Dietro a questa curiosa iniziativa nata nel 2016, troviamo l’artista Gilgi Guggenheim. San Gallo è conosciuta per la sua abbazia e per la sua biblioteca, così come per il museo dei tessili: tra barocco, pizzi e merletti, gli occhi sono appagati da tripudi di colori e di stimoli.

«Volevo aprire in pieno centro una sorta di “bolla silenziosa” un luogo che invita a una pausa dall’abbondanza dell’offerta, in cui sperimentare il vuoto. Le visitatrici e i visitatori possono venire qui per godere di questo spazio, o per gli eventi che organizzo a un ritmo tranquillo insieme agli operatori culturali regionali e internazionali (Covid permettendo, ndr). Ma la sala viene anche utilizzata per workshop, corsi di yoga e di meditazione. Che si tratti di danza, musica o installazioni, la riflessione porta sempre sul tema del vuoto» ci spiega l’artista, che ha da poco dato alle stampe il libro “Plötzlich diese Leere” (“All’improvviso questo vuoto”), in cui oltre alle foto delle nostre città vuote durante il lockdown della primavera 2020, 24 personalità note, da Daniel Koch a Betrand Piccard fino a Gardi Hutter, raccontano la loro esperienza del vuoto, legata al Covid. Insomma, un’idea molto meno astrusa di quanto uno potrebbe immaginarsi a prima vista.

​Il piacere di visitare i musei dal vivo

E se durante il lockdown molti musei si sono spostati sul digitale, sfruttando soprattutto i social, Hélène Furter sottolinea che alla loro riapertura, le code d’attesa sono state lunghe: il pubblico è affezionato ai musei. Poter vedere dal vivo un oggetto, discutere con un curatore, fa ancora parte del nostro modo di viverli.

È seguendo questa constatazione che abbiamo preparato una lista di musei curiosi, in gran parte piccoli e fuori dai centri. Un invito a esplorare i temi più disparati e intrattenersi con fondatori e curatori appassionati. Buon divertimento e… belle scoperte!

 

 

HEXENMUSEUM – GRÄNICHEN

Per gli amanti della magia

In un’incantevole location, in un castello su una collina, scoprite il mondo delle streghe: dal triste capitolo storico, alle curiosità più varie legate a questa figura tanto affascinante.

www.hexenmuseum.ch

 

HENKER MUSEUM – SISSACH

Animi sensibili astenersi

Il museo del boia si trova nell’antica prigione di Sissach, dove sono esposti pezzi storici e repliche che ripercorrono la storia dei boia (anche in Svizzera) così come quella della pena di morte e della tortura.

www.henkermuseum.ch

 

HOOSESAGGMUSEEUM – BASILEA

Per i curiosi

II più piccolo museo di Basilea: una vetrina in una viuzza del centro storico in cui sono allestite mostre tematiche temporanee. Il criterio? Che siano oggetti abbastanza piccoli per stare nella tasca dei pantaloni. Un piccolo bijoux poetico.

www.hoosesaggmuseum.ch

 

MUSÉE LE PIREPORRENTRUY

W lo humor

Conoscete gli artisti Plonk & Replonk, noti per le loro cartoline dallo humor assurdo? Vi è piaciuto il nano in copertina? Allora non perdetevi questa piccola e divertente perla.

www.le-pire.ch

 

MUSÉE DE LA MAIN - LOSANNA

Per piccoli grandi scienziati

Il museo dell’uni di Losanna e dell’ospedale cantonale del canton Vaud, propone esposizioni temporanee su temi di attualità scientifica, medica e sociale. Adesso invita a scoprire il tema della digestione, in modo ludico e accattivante.

 www.museedelamain.ch

 

MUSÉE DU PAPIER PEINT – MÉZIÈRES

Per gli amanti dell'arredamento

Nel Settecento la carta da parati diventa “in”, e l’ufficiale Frédéric-François-Victor de Diesbach, sensibile alle mode, fece posare magnifiche carte da parati nel suo palazzo. Oggi le possiamo ammirare anche noi.

www.museepapierpeint.ch

 

 

ZIEGELEI-MUSEUM - HAGENDORN/CHAM

Per gli amanti dell'architettura

Nel luminoso museo, si apprende tutto sulla fabbricazione delle tegole e dei mattoni, da diversi punti di vista. Pregiati manufatti antichi ma anche prodotti attuali, con un’attenzione a modelli di costruzione sostenibile, e uno sguardo al futuro.

www.ziegelei-museum.ch

 

MUSÉE DU CHEVAL – LA SARRAZ

Il cavallo a 360°C

L’idea nasce dopo l’abolizione della cavalleria dell’esercito nel 1972. Nel complesso del castello della Sarraz, questo museo affronta il tema del cavallo a tutto tondo: tramite l’esposizione permanente, ma anche con quelle temporanee.

www.museeducheval.ch

 

MUSEUM ENTER – SOLETTA

Per nerd di tutte le età

Il museo mostra la storia del computer e dell’elettronica dell’intrattenimento: radio, tv, calcolatrici, telefoni, cellulari, i primi computer Apple e molto altro: sono oltre 10mila gli oggetti esposti.

www.enter.ch

 

CINE MUSEO 65 - SESSA

Per cineamatori

Numerosi cimeli e testimonianze che raccontano cento anni di cinema amatoriale, da rivivere attraverso oggetti e filmati. In estate avvengono anche proiezioni di film open air. Apre di domenica e su richiesta.

www.cine-museo.ch

 

WOW MUSEUM – ROOM FOR ILLUSIONS - ZURIGO

Per – eterni – bambini

Il museo, inaugurato poco meno di un anno fa, invita a muoversi in sale dai colori psichedelici: quanto ci inganna la vista? Alla scoperta del mondo delle illusioni ottiche. Data la forte affluenza, consigliamo l’acquisto online anticipato dei biglietti.

www.wow-museum.ch

 

Polenmuseum Rapperswil

Un'istituzione polacca

Nel 1870 esuli polacchi fondarono il loro museo nazionale nel castello di Rapperswil. Ancora oggi molto conosciuto in Polonia, il museo mostra, diversi aspetti della storia e della cultura polacca, così come i rapporti tra Svizzera e Polonia.

www.polenmuseum.ch

 

MUSEO COMICO - VERSCIO

Per gli amanti del teatro

Questo piccolo museo, allestito da Harald Szeemann al teatro Dimitri, mostra strumenti musicali, maschere, sculture e giocattoli legati al teatro comico, al circo e alla figura del clown. Una chicca per gli estimatori del genere. Visitabile nei giorni di spettacolo.

www.teatrodimitri.ch/museo-comico

 

MOE - MUSEUM OF EMPTINESS - SAN GALLO

Per animi introspettivi

Il museo invita a riprendersi dall’abbondanza dell’offerta e si dedica al tema del vuoto. Lo spazio funge anche da piattaforma per artisti che vogliano dedicarsi all’argomento. Visitabile su appuntamento.

www.museumoe.com

 

MUSEUM SCHMELZRA - S-CHARL

Storie di montagna

Il museo documenta secoli di storia mineraria per ricavare piombo e argento. Nello stesso museo, il Parco Nazionale Svizzero ha allestito una mostra sull’orso: l’ultimo orso svizzero venne abbattuto non lontano da qui nel 1904 e dal 2005, ogni tanto, se ne avvista qualcuno in zona. Il museo aprirà il 13 giugno.

www.schmelzra.ch

 


Date le aperture irregolari di diversi di questi musei, consigliamo di consultare sempre in anticipo le rispettive pagine internet, dove otterrete informazioni anche su orari, prezzi e visite guidate.