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Viaggi memorabili

Un gruppo di adolescenti innamorato della lettura si racconta. La letteratura di massa che ti insegna ad essere selettivo. I consigli del docente e scrittore Daniele Dell’Agnola per l’estate.

07 giugno 2021
La lettura è una scelta individuale che ti trasporta in mondi nuovi, dove tutto si trasforma in una scoperta.

La lettura è una scelta individuale che ti trasporta in mondi nuovi, dove tutto si trasforma in una scoperta.

Nancy, 11 anni, dice che «ci entro proprio dentro e divento io stessa la protagonista». Eliseo, 14, improvvisamente, senza nemmeno accorgersene, comincia a ragionare con la testa del detective, affronta il “caso” e spesso lo risolve. Roald Dahl «è piuttosto bravo», considera Pat, 12 anni, che però non deroga dalla necessità di scegliere lui stesso cosa leggere. «I libri imposti – sentenzia accigliato – partono già con il piede sbagliato. Spesso succede con quelli regalati: sono un grosso rischio per chi li dà e ancora più grosso per chi li riceve». Abbandonarli, per quanto doloroso, è tuttavia spesso una soluzione transitoria: «Molto dipende dalle circostanze: puoi “attaccare” qualcosa di buono nel momento sbagliato; quando arriverà quello giusto, non vorrai più staccartene».

Lo si capisce già dagli sguardi, che i ragazzi del Club di lettura delle Medie di Minusio non sono lì per far passare il tempo nello stanco dopo-scuola. Parlare di libri, di generi e di autori è per loro condivisione e arricchimento. Di più ancora: esigenza. È come entrare in mare da una calda spiaggia e nuotare al largo spinti da una brezza d'entusiasmo e passione. «Leggere è viaggiare – dice Federica, undicenne, spalacando gli occhi e guardando un punto indefinito –. Per qualche minuto ti stacchi dalla realtà». Una realtà quotidiana, aggiunge Annalisa, «che qualche volta non ti soddisfa del tutto. Così, con la sola forza della mente, capiti in un mondo diverso. E vivi in prima persona quel che succede».

Ascoltare, commentare, proporre

La metafora del viaggio la vive quotidianamente Daniela Lehmann, libraia di Locarno. Ascoltare, commentare, proporre e accompagnare è il suo contributo alla divulgazione di uno dei piaceri più intensi che si possano provare. Già a partire dall’adolescenza, un periodo della vita bombardato da stimoli (oggi in gran parte virtuali) che rischiano di far impazzire la bussola, o di farla andare in stallo. «In realtà i ragazzi in età di scuola media scelgono e leggono cose belle. Seguono magari percorsi particolari, ma sono capaci di trovare la loro strada». Le prime letture, per quanto deboli e dettate dal mercato, ne generano altre, di diverso tenore: «La serie di Minecraft è molto richiesta: richiama temi e personaggi del gioco; dal punto di vista letterario, non è certo straordinaria. Ma invita comunque alla lettura, che in fondo è quel che più conta». Quel che si dice: provocare la scintilla.

Christopher Paolini, Tolkien, Astrid Lindgren, Jules Verne e la Rowling sono, per la tribù dei giovani lettori, dei totem riconosciuti, ma non dettano l’agenda in quanto grandi autori. «Quello – aggiunge la libraia – lo fanno piuttosto le serie, sempre più in voga e sempre più curate da case editrici specializzate. Parlo dei gialli de “La banda dei cinque” o delle avventure scolastiche dei “Diari di una schiappa”, che da una parte sono oggettivamente divertenti, e dall'altra hanno il pregio di fare “gregge”: lo han letto tutti, così lo leggo anch'io».

Ci è “caduta” Nancy, nell'innocuo tranello: «Alle elementari – ricorda con una smorfia – odiavo, letteralmente, leggere. Poi, per sentito dire, ho provato i “Diari”. E non mi sono più staccata». Anche Valeria ha molto amato un Diario: ma era quello di Anna Frank. «Mi ha catturata per come racconta la sua visione delle cose», dice la ragazza di Prima media, che si definisce «una forte lettrice». Scelte, percorsi. Con una meta comune, che è il punto di partenza: la lettura come un bene di prima necessità.

 


La curiosità

I consigli di lettura per l’estate del docente e scrittore Daniele Dell’Agnola.

Daniele Dell'Agnola.

Qual è la chiave per aprire ai ragazzi lo scrigno della letteratura?

È importante che i docenti offrano ai giovani una vasta scelta di letture. Quando entro in classe porto anche 30 o 40 libri, per raggiungere più sensibilità possibili e stuzzicare. Ciò richiede tempo per scoprire i testi: il panorama è vastissimo. È pure interessante tentare nuovi approcci per entrare nella “bottega” degli autori. La letteratura parla di noi e di mondi possibili. Le allieve e gli allievi delle medie scoprono il piacere di leggere se trovano qualcosa di sé nelle storie. Se penso all’infanzia, ma non solo, ritengo anche necessario “regalare” le storie, concedersi il tempo per leggerle in classe, anche ad alta voce.

Cosa si muove nel panorama ticinese?

Molto, con alcune notevoli sorprese. Vorrei citare Maria Rosaria Valentini (pubblicata da Sellerio e recentemente da Brioschi) che ha creato “Giraffebianche” edizioni, uscito con un albo illustrato delicatissimo intitolato “Oggi però nevica”. Poi ci sono una miriade di iniziative: a Giornico alcuni allievi si trovano alle 7 del mattino a leggere con la collega!

Consigli di lettura per l’estate?

“La canzone di Orfeo” di David Almond, l’ultimo di Shaun Tan, “Piccole storie dal centro”, “Il compleanno del tasso” di Toon Tellegen e Carll Cneut. Segnalo anche Anne-Laure Bondoux, con il suo “La vita come viene”, amato da alcune mie allieve. Poi ci sono i classici come Gianni Rodari: “La torta in cielo”, o “C’era due volte il Barone Lamberto”, sono autentiche meraviglie.