Ventisei storie tra leggenda e realtà | Cooperazione
X

Argomenti popolari

ATTUALITÀ
1° AGOSTO

Ventisei storie tra leggenda e realtà

Perché lo stemma di un determinato Cantone ha quel simbolo? Perché ha quei colori? La Svizzera raccontata in pillole attraverso i “blasoni” dei suoi Stati.

FOTO
Illustrazione Fredi Schafroth
26 luglio 2021

Uri (1291) 

Il toro esprime la natura selvaggia della regione (la parola “Ur” rimanda a un significato primitivo). Un’altra ipotesi fa derivare direttamente Uri dalla parola celtica “Ure” che significa toro. Si narra che fu un papa ad autorizzare l’aggiunta dell’anello, per premiare gli urani capaci di conquistare la natura selvaggia con la cultura e di accettare il cristianesimo. Il giallo e il nero potrebbero riferirsi ai colori del Sacro Romano Impero.


Svitto (1291) 

È il primo Cantone ad adottare la croce distintiva della Confederazione, con un chiaro riferimento alle radici cristiane. Lo stemma di Svitto ha il colore rosso della cosiddetta “Blutfahne”, che significa “gonfalone del sangue”. Era una bandiera del Sacro Romano Impero, in origine riservata al solo sovrano. Dava il diritto di infliggere pene corporali o la morte. Ai liberi contadini di Svitto, la “Blutfahne” fu concessa nel 1240.


Nidvaldo (1291)

Contrariamente ai due Basilea e ai due Appenzello, con Nidvaldo e Obvaldo non abbiamo a che fare con scissioni. I due semi-Cantoni sono sempre stati distinti. Insieme formano Untervaldo, che tradotto dal latino significa “tra le selve”. Lo stemma di Nidvaldo mostra una doppia chiave d’argento su uno sfondo rosso. Il rosso richiama la “Blutfahne” già citata per Svitto. La doppia chiave invece è il simbolo di San Pietro, patrono di Stans.


Obvaldo (1291)

La bandiera di guerra di Obvaldo in origine era rossa e bianca ed è stata registrata per la prima volta nel 1309. Fino a un certo punto lo stemma era dunque molto simile a quello di Soletta. Solo in un secondo tempo compare il simbolo della chiave singola, che si riferisce, anche in questo caso, a San Pietro.


Lucerna (1332)
Si dice che il riferimento bianco potesse essere un rimando alla Vergine Maria, da sempre molto onorata a Lucerna. Blu e bianco sono anche i colori dei cavalieri Von Hunwil-Eschenbach e di Littau. Il bianco simboleggia inoltre le nevi eterne, richiamando le alte vette della zona, e il blu le acque del lago dei Quattro cantoni. Storicamente Lucerna voleva in ogni caso smarcarsi cromaticamente dai tre Cantoni che hanno fondato la Confederazione (nero, giallo e rosso).


Zurigo (1351)

Sono incerte le informazioni sullo stemma del Canton Zurigo, che si presenta con un campo diviso in diagonale bianco-celeste. La più antica testimonianza si trova su un sigillo della corte imperiale del 1384. La forma e la struttura dello stemma riprendeva quello della corte di Rottweil. Il blu potrebbe riallacciarsi al colore del lago di Zurigo. L’attuale stemma della città di Zurigo si distingue da quello cantonale per il fatto di essere sormontato da una corona muraria con due leoni come porta-scudo.


Glarona (1352)

La figura predominante è quella di San Fridolino di Säckingen, monaco e missionario cristiano nato in Irlanda. Dopo essere stato abate a Poitiers (Saint-Hilaire), in Francia, realizza una chiesa e un monastero a Säckingen. Evangelizzerà in seguito il canton Glarona, di cui diventa il santo patrono. In una mano regge la Bibbia e nell’altra il bastone da pellegrino.


Zugo (1352)

Anche in questo caso è possibile che i colori siano stati scelti in opposizione a quelli dei tre Cantoni originari. Si ipotizza che il blu ricordi i laghi della regione e il bianco le vette innevate. La disposizione a strisce orizzontali è un rimando all’Austria e agli Asburgo che occuparono la regione.


Berna (1353)

La presenza dell’orso è legata a una leggenda secondo cui Berthold IV di Zähringen, fondatore della città, la battezzò in onore del primo animale che aveva ucciso, un orso appunto. Il nome Berna deriva da Bär (orso), animale che simbolicamente evoca forza e coraggio. L’orso deve essere maschio e la lingua che spunta dalla sua bocca spalancata sottolinea lo spirito combattivo. L’orso va sempre dal basso a destra verso l’alto a sinistra. I colori rosso e giallo appaiono anche in diversi stemmi dei duchi di Zähringen.


Friburgo (1481)

Lo stemma è nero e bianco. Si tratta di colori che sono legati alla famiglia di Berthold IV di Zähringen, fondatore della città di Friburgo nel 1157. Tutto si rifà alla leggenda secondo cui una notte, durante una battuta di caccia, il duca sarebbe stato sorpreso dal maltempo. Lo accolse un umile carbonaio che gli offrì come coperte due sacchi: uno bianco contenente farina, l’altro nero contenente carbone. Il duca decise così di attribuire questi colori agli stemmi della regione. Il Cantone di Friburgo fu separato dal Ducato di Savoia nel 1477, la cui croce fu sostituita con lo stemma dei colori della città di Friburgo.


Soletta (1481)

Bianco e rosso. Semplicemente. La leggenda fa risalire questi colori a Sant’Orso. Cristiano romano del III secolo, fu torturato e decapitato; il suo corpo riposa nella cattedrale di Soletta. I riferimenti ai colori simili dell’Austria o alla Legione Tebea rimangono congetture senza sufficiente valore probatorio. Storicamente, lo stemma di Soletta appare per la prima volta sul sigillo della città nel 1394: mostra uno scudo gotico diviso trasversalmente, coronato dall’aquila imperiale a due teste.


Basilea Città (1501)

Inizialmente Basilea Città e Basilea Campagna formavano un Cantone unico. Il bastone pastorale rosso si è tinto di nero nel quattordicesimo secolo ed è rivolto verso sinistra. Lo stemma apparve per la prima volta nell’XI secolo sotto forma di vincastro in legno con la curvatura in oro. Nel XII secolo apparve nella sua forma odierna, quale simbolo della Diocesi di Basilea, che nel XV secolo comprendeva parte dell’Alsazia e del Giura. Nel 1385 divenne lo stemma ufficiale di Basilea Città.


Basilea Campagna (1501)

Si nota il bastone pastorale del vescovo del Principato episcopale di Basilea. È contraddistinto da sette perle riprese dallo stemma della città di Liestal. Queste perle rappresentano i sette distretti rurali insorti per dare origine al nuovo semi-Cantone, distaccatosi da Basilea Città nel 1833 a causa delle rivendicazioni da parte della zona rurale. Si chiedevano la parità di trattamento tra città e campagna e la fine dei privilegi di cui godevano i ceti dominanti cittadini. A differenza del vincastro di Basilea Città, quello di Basilea Campagna ha la sommità ricurva rivolta verso destra.


Sciaffusa (1501)

Stemma giallo e nero che risale al quattordicesimo secolo e basato sul vessillo dell’omonima città che mostra un becco in piedi sulle zampe posteriori. L’animale inizialmente era una pecora (Schafe = pecora e Haus = casa). Col tempo la pecora è diventata un ariete, dando un’immagine di virilità e coraggio. Una moneta trovata nel 1180 mostra anche un ariete in piedi davanti a una casa. Sui colori si può ipotizzare che uno striscione giallo e nero soddisfacesse i criteri necessari per le battaglie: l’ariete come simbolo di forza su uno sfondo ben visibile a tutti.


Appenzello Esterno (1513)

Lo stemma evidenzia un orso nero che cammina su uno sfondo bianco. A sinistra dell’orso c’è la lettera “V”, a destra la lettera “R”. La scritta si legge “UR” e sta per “Ussere Rhoden” (alemanno), che significa “circondari esterni”. L’orso è simbolo di coraggio, vigore e intelligenza, e fa riferimento a una leggenda: San Gallo, che viveva nella foresta, una volta incontrò un orso aggressivo. In seguito chiese all’orso di andare a prendergli della legna. L’orso gliela portò. Per ringraziarlo, l’abate gli diede da mangiare e infine lo allontanò.


Appenzello Interno (1513)

Appenzello si divise in due Cantoni nel 1597. La riforma aveva creato forti tensioni tra i cattolici dell’interno e i protestanti dell’esterno. Lo stemma rappresenta un orso nero su uno sfondo araldico argentato (bianco). L’orso anche in questo caso è legato a San Gallo: Appenzello è stato colonizzato dal monastero di San Gallo ed è stato sotto il suo dominio fino al XV secolo. Fino alla fine del XIV secolo, l’orso veniva raffigurato mentre camminava a quattro zampe. Dal 1379 viene mostrato l’orso che cammina in posizione eretta.


San Gallo (1803)

Il simbolo è un fascio littorio che rievoca l'antica Roma e il potere. Si tratta di un fascio di bastoni di legno legati con strisce di cuoio attorno a un'ascia. Simbolo ripreso anche dai rivoluzionari francesi e dalla Repubblica elvetica, venne adottato come emblema del Cantone fondato da Napoleone. Il colore verde rappresenta la libertà e ai tempi era anche quello della rivoluzione. I nastri verdi simboleggiano solidarietà e unità. L'ascia è sinonimo di forza e di potenza. Si vedono cinque "bastoni" bianchi: in realtà sarebbero otto e richiamano gli otto distretti all'origine del Cantone. 


Argovia (1803)

Lo stemma è suddiviso in due parti verticali: la prima in nero, colore che richiama la terra fertile scura, con tre onde argentate che simboleggiano i fi umi Aare, Reuss e Limmat. La seconda blu, a ricordare l’abbondanza di acqua, con tre stelle che rappresenterebbero i Cantoni di Argovia, Baden e Fricktal della precedente Repubblica Elvetica. In passato erano disposte su una linea verticale. Oggi sono a forma di triangolo. Folcloristicamente c’è chi le abbina alle tre confessioni presenti nel Cantone: ca olica, riformata ed ebraica.


Grigioni (1803)

Nel quindicesimo secolo la Lega Grigia, la Lega delle Dieci Giurisdizioni e la Lega Caddea si unirono per contrastare il potere degli Asburgo. Nasce così il cantone dei Grigioni, in riferimento alla Lega Grigia. Lo stambecco alpino della Lega Caddea risale al 1252. È un animale coraggioso e simboleggia la resistenza e la lo a contro i poteri più forti. Lo stemma diventa defi nitivo nel 1933. Fino ad allora si usavano combinazioni degli stemmi delle tre leghe.


Ticino (1803)

L'ipotesi più accreditata riferisce di un tributo a Napoleone, imperatore dei francesi, che con l'atto di Mediazione ha reso possibile la nascita del nuovo Cantone. I colori infatti sarebbero simili a quelli della bandiera di Parigi. Puro folclore l'ipotesi che vede il rosso accostato alla Svizzera e il blu al cielo della vicina Italia. Nel 20021, in seguito a un'accesa e curiosa discussione, fu sancita la definitiva gradazione dei colori: il rosso corrisponde alla cromia 032, mentre l'azzurro alla cromia 293 della scala Pantone.


Turgovia (1803)

Lo stemma di Turgovia deriva da quello dei conti di Kyburg, proprietari di quelle terre. Tu avia, i colori erano inizialmente diversi da quelli a uali. In principio ci fu il nero a richiamare la terra. Poi il rosso so o il dominio degli Asburgo. Fu solo quando il Cantone divenne indipendente nel 1803 che, ispirato dai Cantoni vicini, si scelsero i colori verde e bianco come simboli di libertà, mentre i leoni, simbolo di forza e maestà, rimasero in oro.


Vaud (1803)

Spicca la scritta dorata su tre righe “Liberté et Patrie” che richiama i valori della rivoluzione francese. Si tratterebbe di uno slogan presente sullo stendardo bianco e verde di una compagnia di minatori arruolata nel 1798 durante la rivoluzione vodese che portò all’indipendenza cantonale da Berna e Friburgo.


Ginevra (1815)

Lo stemma di Ginevra è apparso già nel XV secolo, ma è diventato definitivo nel 1918. Rappresenta l’unione dei simboli dell’Impero (l’aquila coronata), a cui Ginevra fu annessa nell’XI secolo, e del vescovo (la chiave d’oro) da cui i cittadini detengono le loro libertà e franchigie dal 1387. Lo stemma mostra un sole che appare per metà sul bordo superiore e che porta il trigramma IHS in lettere greche, una riproduzione del nome di Gesù in forma contratta (IHESUS). 


Vallese (1815)

I colori bianco e rosso risalgono al XII secolo, sono tratti dallo stemma del Principato vescovile di Sion a cui appartiene il territorio. Le tredici stelle invece richiamano i tredici distretti. Fino al 1600 circa erano solo sei. Poi con l’evoluzione della storia sono aumentate. L’ultima stella, che rappresenta il distretto di Conthey, fu aggiunta in seguito al Congresso di Vienna del 1815, per garantire un maggiore equilibrio politico nel centro del Cantone.


Neuchâtel (1815)

Il verde ricorda i pascoli. Il bianco il grano. Il rosso il vino della regione. Nella parte rossa c’è anche una croce che rievoca il legame con la Confederazione svizzera. Spesso questo stemma viene confuso con la bandiera italiana. Dopo la rivoluzione del 1° marzo del 1848, in cui i repubblicani occuparono il castello di Neuchâtel, centro del potere prussiano di Federico Guglielmo IV di Prussia, si realizzò in fretta e furia lo stemma cantonale odierno, con l’intento di rappresentare le tre regioni della nuova repubblica.


Giura (1979)

Stemma che risale alla fine degli anni ’40 e che diventa bandiera ufficiale dal 1979, anno della secessione dal Canton Berna. A lungo questa insegna ribelle è stata dipinta per le strade giurassiane dagli indipendentisti. Il bastone pastorale rimanda all’antico principato vescovile di Basilea. Le sette strisce, quattro rosse e tre bianche, ai sette distretti del “Giura storico”, il Giura bernese. Il colore bianco rappresenta la fede protestante, il rosso la fede cattolica.