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Oltre il vino c'è di più

Uva da tavola — Non tutte le uve devono finire in bottiglia. Spiluccate dopo i pasti o protagoniste di innovative ricette, danno un tocco autunnale alla tavola.

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Ferdinando Godenzi
08 ottobre 2013

Diuretica e digestiva, luva aiuta a depurarsi dopo le abbuffate autunnali.


La vendemmia è cominciata qualche settimana fa, tra discussioni e incertezze. Prima sono state prelevate le uve bianche dei terreni in pianura e via fino ai vigneti dei terrazzamenti più nascosti. In Ticino quasi tutto il raccolto è trasformato in vino e grappa. Un tempo, a ridosso della raccolta d'autunno, si svolgevano le sagre dell'uva (da cui è nata quella di Mendrisio) durante le quali gli agricoltori esponevano e vendevano i frutti. Le varietà ticinesi hanno acini piccoli, ideali per la vinificazione ma poco adatte al consumo diretto. In Puglia e in Sicilia invece vi sono grappoli di ogni colore e dimensione, perfetti da gustare freschi, come la Vittoria o la XXL Red Globe. Hanno una buccia più sottile rispetto alle varietà da vino, sono dolci, compatte e con vinaccioli (semi) molto piccoli. 

Alle nostre latitudini l'uva da tavola per eccellenza è l'Americana, che per profumo e aromaticità ha pochi rivali, ma la sua buccia spessa e i vinaccioli grandi incoraggiano i bambini a mangiare in maniera poco affine al galateo. Per via di queste differenze, alcune uve danno il meglio spiluccate e mangiate direttamente dal grappolo, mentre altre sorprendono in padella: le note acidule ma dolci delle uve Moscato, ad esempio, armonizzano la selvaggina e danno carattere ai crostacei. 

Decantata come elisir di bellezza dalle muse greche, la chimica moderna ha dimostrato che l'uva è un'alleata della pelle sana, della buona digestione (leggermente lassativa) e dello sviluppo cellulare, grazie all'elevata presenza di acido folico. L'alto contenuto d'acqua (circa l'80%) la rende un frutto diuretico e per questo vi è anche un'omonima dieta che sfrutta sue varie proprietà depurative.