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a tavola

Architettura da mordere

I mattoni delle sue costruzioni sono fatti di uova, zucchero e farina; il cioccolato prende il posto del cemento.

18 dicembre 2015

Elisabetta Corneo, architetto e pasticcera autodidatta. Unopera di frolla inizia con la progettazione a computer e con la stampa dei cartamodelli. Per creare le fronde degli alberi si utilizza lo spremiaglio. Dopo la cottura in forno, le varie componenti sono assemblate e unite con il cioccolato.


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«Uova e burro non mancano mai in frigorifero» esclama Elisabetta Corneo. Di formazione architetto, negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé nel mondo della pasticceria italiana. Elisabetta Corneo abita a Milano e tra le mura di casa sua dà spazio a una passione particolare: crea costruzioni di pasta frolla. Mattoncino dopo mattoncino, in questi ultimi anni ha eretto palazzi, chiese e paesaggi di biscotto, con le quali nel 2013 ha partecipato al concorso di Pasticceria Artistica a Marina di Massa (Toscana) e ha conquistato i giudici, vincendo il titolo di Campionessa Nazionale. «Solitamente i vincitori sono pasticceri che lavorano sculture di pasta di zucchero. Opere bellissime, ma che non si possono mangiare» osserva. Le sue creazioni sono invece tutte da gustare: «L'impasto è una classica frolla Milano, quella che si usa per biscotti e crostate. Per unire i vari pezzi, uso cioccolato fuso oppure zucchero».

Da architetto a pasticcera
I lavori di Elisabetta Corneo sono frutto di grande esperienza e tante ore di lavoro. «La mia prima creazione nacque quando avevo circa 12 anni. Su consiglio di mia madre, provai a riproporre una casetta di panpepato vista su una rivista, ma in pastafrolla. Non smisi più...». E dalla libreria estrae un classificatore pieno di fotografie di torte e cartamodelli realizzati da ragazza: dalle semplici casette alle più complesse chiese. «Mi fa sorridere rivedere con quanta poca precisione sono state fatte» commenta. In realtà, già si poteva intravedere il talento che ne sarebbe sbocciato. L'Università e una decina di anni in uno studio di architettura, hanno reso solide le dolci strutture di Elisabetta Corneo e ora la pasticceria creativa è diventato il suo mestiere, oltre che la sua passione. «Ogni costruzione nasce al computer, con un programma di progettazione» spiega l'architetto. «Disegno e stampo ogni parte che mi occorre. Creo dei cartamodelli che corrispondono alle facciate, alle navate interne, ecc.». Alla realizzazione su carta, seguono la stesura della pasta fresca, il taglio, la cottura dei singoli pezzi e l'assemblaggio. Con pazienza e manualità è arrivata a costruzioni di estrema complessità.


Per creare le fronde degli alberi si utilizza lo spremiaglio.

Dopo la cottura in forno, le varie componenti sono assemblate e unite con il cioccolato.

Grandi progetti
La sua prima opera maggiore è il Duomo di Milano, sono seguiti: la Chiesa di Santa Maria del Fiore con il Campanile di Giotto, con la quale si è presentata al Salone Culinario Mondiale di Basilea, 52 ricostruzioni del palazzo Tiffani a New York e… Gotham City. «Ci sono volute 290 ore di lavoro per comporre questa cittadina immaginaria. La sognavo di notte talmente mi ha coinvolto». Il suo desiderio è che l'arte-frolla contagi sempre più il mondo della pasticceria, anche casalinga. «Sto dando dei corsi di creazione con la pastafrolla e anche chi è alle prime armi, riesce a realizzare in poche ore torte bellissime». E, tra una corso di cucina e le richieste per occorrenze speciali, si prepara per la prossima sfida: sbalordire la giuria dei campionati mondiali del 2017.

Guarda le splendide creazioni di Elisabetta:

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