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FORMAGGIO
ALPE GORDA

Un alpe sotto le stelle

Sulla sponda destra della valle di Blenio vi è un alpe dove si osservano le stelle e si produce un formaggio d’eccezione, frutto delle conoscenze di un pastore esperto e di un giovane casaro.

TESTO
FOTO
MELANIE TÜRKILMAZ
11 settembre 2018

Gorda, in valle di Blenio: un luogo privilegiato dove osservarele stelle. A sin. il casaro dell'alpe, Emanuele Colombo.

Una brasiliana che vende formaggio?”, si chiedevano in molti quando, anni fa, mi vedevano arrivare nei loro paesi con il baule dell’auto pieno di formaggio. Io non mi sono mai lasciata intimidire e tutt’ora porto avanti l’azienda agricola, con la speranza di lasciare tutto ai miei figli Joel e José» racconta l’energica Elma Devittori mentre ci accompagna a conoscere gli autori del formaggio d’alpe Gorda DOP.

Elma è cresciuta in una fattoria nel Nord del Brasile, dove la sua famiglia alleva tutt’ora manzi da carne e 32 anni fa si è trasferita in valle di Blenio per amore di Luigi, allevatore di bovini e produttore di formaggio. Quattro anni fa, in seguito alla morte prematura del marito, ha dovuto prendere le redini dell’azienda agricola. D’estate, come faceva suo marito, unisce le sue 27 mucche a quelle di Sergio D’Andrea ed Emilio Orelli e le porta all’alpe di Gorda.

L’alpe si trova sul versante destro della valle di Blenio, a 1.800 metri d’altitudine. Lo si raggiunge in auto, su una strada asfaltata – e pensare che in passato, quando un ricco emigrante volle fare un regalo alla comunità locale chiese agli abitanti se preferissero una strada o una chiesa, loro optarono per quest’ultima. Gorda è un terrazzo verde affacciato sull’Adula e accoglie una quindicina di cascine, una chiesetta, una capanna con una trentina di posti letto, un caseificio e un cielo dove le stelle appaiono più brillanti che mai, per via dello scarso inquinamento luminoso e di particolari condizioni climatiche. Ciò lo rende un luogo privilegiato per l’osservazione degli astri, tanto da essere una meta prediletta dall’associazione Astrocalina e di essere stata scelta per l’ubicazione di un osservatorio. Quando sono presenti gli appassionati di astronomia, Gorda è animato 24 ore su 24. Coloro che scrutano i pianeti si coricano a notte fonda e i pastori danno loro il cambio, svegliandosi all’alba per mungere le mucche.

Gli effetti del grande caldo

«Romano è il primo ad alzarsi e ci prepara il caffè. Guai a presentarsi in cucina prima di lui la mattina» osserva diverti- to il casaro Emanuele Colombo (31) indicando il collega.

A gestire la novantina di vacche presenti in alta stagione ci sono due pastori, un casaro e un aiutante; rispettare gli spazi altrui è fondamentale per fare sì che la convivenza in montagna sia duratura. Ora, con l’estate agli sgoccioli, il gruppo di lavoro si è ridotto, così come il numero di vacche. «È un’annata iniziata in anticipo grazie al caldo. Purtroppo con il clima così secco l’erba invecchia in fretta e si fatica a trovar l’acqua per le bestie, quindi scaricheremo l’alpe prima del solito» spiega il capo pastore Romano Livraghi. Questi pascoli li conosce a menadito; è di Gravedona, sul Lago di Como, e da 8 anni trascorre le sue estati a Gorda. Anche Emanuele ha cominciato come pastore, poi gli è stato chiesto se poteva fare il casaro: «L’idea mi piaceva. Mi sono fatto insegnare da un amico con una lunga esperienza. Lo faccio ormai da 6 anni». Nella sua gestualità e sicurezza si nota la passione che guida la tecnica. Taglia la cagliata nella caldaia di rame con il sorriso, aspetta senza impazienza il momento di estrarla e pressarla, canticchia. «Se non si fa un po’ i matti, si diventa matti sul serio».

Il ritmo del latte

Malgrado la strada renda i paesi del fondovalle più vicini, nessuno all’alpe sente veramente l’esigenza di andarci. Le giornate scorrono tra le molte attività ritmate dalla mungitura, ma non c’è fretta. I pasti si consumano in compagnia, la sera c’è sempre una minestra e non manca, naturalmente, un pezzetto di formaggio. Qualche volta si va a giocare a carte in capanna, altre volte i proprietari delle cascine passano a salutare e bere un caffè. E alle 10 di sera, con il sottofondo delle ciocche delle vacche, ci si corica e si lascia il posto alle stelle.

«Se non si fa un po’ i matti, si diventa matti sul serio»

Emanuele Colombo

Gorda, in valle di Blenio: un luogo privilegiato dove osservarele stelle. A sin. il casaro dell'alpe, Emanuele Colombo.

 

Elma Devittori e Sergio d'Andrea all'alpe Gorda dove, con il latte delle loro vacche, si produce formaggio d'alpe DOP.


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