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MANGIARE&BERE
IN DIGITALE

Al ristorante grazie all'app

Spopolano le guide digitali enogastronomiche. E non si parla solo del classico Tripadvisor. Ecco tre esempi nostrani. Da Mangiami ad Aperitivieceneticino, passando per Firstoff.

FOTO
illustrazione di reto crameri
07 ottobre 2019

Il tavolo al ristorante? Lo prenoto con un clic.

Il ristorante in cui mangiare? Me lo cerco con un touch. È un mondo di app tutte da mangiare. E non c’è solo il classico Tripadvisor. Le proposte, anzi, sono sempre più “local”. Ne è la prova la neonata mangiami.ch, piattaforma creata dal giovane imprenditore luganese Michael Flury. «Se uno vuole mangiare, ad esempio, un buon vitello tonnato, basta che lo digiti nella nostra applicazione e noi gli mostriamo tutti i ristoranti nelle vicinanze che offrono questo piatto, con tanto di foto e prezzo».

Obiettivo oggettività

Flury, classe 1986, ha obiettivi ambiziosi. Finora ha coinvolto oltre 150 ristoranti. Sulla sua applicazione per smartphone sono state pubblicate oltre 1.600 immagini di piatti e 500 foto relative all’ambiente dei locali. «Siamo partiti concentrandoci sul Luganese, ma entro fine anno copriremo tutta la Svizzera italiana. Non solo. Siamo diventati partner di “Ticino a tavola” e le informazioni saranno tradotte anche in francese, in tedesco e in inglese». La foto del piatto, il prezzo e l’eventuale descrizione degli ingredienti. Niente recensioni però. Una scelta mirata. «Perché nessuno ci può garantire che chi lascia una recensione è stato veramente in quel preciso ristorante. Vogliamo evitare i fake ed essere oggettivi».

Un ponte tra domanda e offerta

Ma come guadagna, Flury, da tutto questo? «La piattaforma è gratuita per l’utente, mentre il ristoratore, dopo un periodo di prova, paga un contributo che può essere mensile o annuale. È lo stesso esercente a valutare cosa fare. Il nostro obiettivo è quello di creare una comunità di utenti che man mano che vanno a mangiare nei ristoranti, possano aggiungere foto e descrizioni di nuovi piatti».

Di tutt’altra pasta (giusto per restare in tema) è fatta, invece, Firstoff, applicazione creata dai 28enni luganesi Martino Ceroni, neuropsicologo, e Luca Banci, architetto. «Siamo partiti da un dato di fatto – ricorda Ceroni –. Troppe volte si pensa che in Ticino non ci sia nulla da fare. E quindi abbiamo voluto radunare tutti gli eventi enogastronomici, e non solo, in un’unica app. Il ristoratore ha praticamente tutto nelle sue mani. Può dunque decidere di lanciare la settimana del bollito misto, o la serata della selvaggina. E l’utente è libero di scegliere quale tipo di notifiche ricevere». Di base, Firstoff (dall’inglese, “prima di tutto”) è gratuito. Per tutti. «Ma c’è anche la versione premium, a pagamento. Sia per l’utente, che può così beneficiare di grossi sconti, sia per l’esercente, che godrà di una visibilità decisamente maggiore». Finora un migliaio di utenti usa l’app creata dai due 28enni. Oltre 200 i locali registrati. Le recensioni? «Ci siamo limitati alla possibilità di attribuire delle stelline. I gerenti hanno poco tempo per stare a leggere e verificare le recensioni. Quello che intensificheremo sarà la possibilità di mettere dei like alle offerte. Più uno ottiene like, più ha successo».

Tra sconti e omaggi

In un settore sempre più in fermento, va citato sicuramente anche aperitivieceneticino.ch. Si tratta di un franchising, attivo in Ticino da oltre tre anni. «Circa 130 esercizi pubblici ticinesi si sono affidati a noi – sottolinea la responsabile Natalia Luraschi –. Per l’utente, che deve essere registrato, è tutto gratuito. Quando va in un locale a noi convenzionato, accumula punti, e può così ottenere sconti, oppure cene o bibite in omaggio, a dipendenza del caso. È un modo per incentivare i clienti a prenotare tramite la nostra applicazione. A breve, introdurremo le recensioni: ma non saranno pubbliche, andranno direttamente ai ristoratori. Lo scopo di una recensione deve essere quel- lo di migliorare un locale, non di denigrarlo davanti a tutti. Non dimentichiamoci poi del recente scandalo delle false recensioni su Tripadvisor. Non vogliamo che questo capiti con la nostra app».


«Io resto scettico»

Il parere di Massimo Suter, presidente di GastroTicino.

Massimo Sutter presidente di GastroTicino

Applicazioni enogastronomiche a grappoli. Qual è il suo parere?

Resto scettico. Parlare di cibo e di ristorazione ci fa sempre bene. Occhio però. Il ristoratore di per sé è egocentrico. Salta spesso su certi carri senza ragionare. Poi si rende conto di avere speso soldi per niente. Trovo che ce ne siano troppe di queste app. Su quali è meglio essere presenti? Difficile dirlo.

Come giustifica il “boom” di queste piattaforme?

La cucina affascina. Basti pensare all’interesse che c’è per i programmi enogastronomici in tivù. Tutti sono stati clienti o “cuochi” almeno una volta nella vita. E a tutti piace mangiare bene.

Essere presenti su queste “app” invoglia il ristoratore a impegnarsi di più?

Non per forza. Non è una fotografia, o una recensione, che può garantirti la qualità. La garanzia ce l’hai tramite il passaparola.

A proposito di recensioni. Che peso hanno?

Il cliente si sente il potere tra le mani. A volte c’è chi gioca in maniera scorretta. Capita che qualcuno entri su un’applicazione solo per demonizzare il locale. Una critica negativa, tuttavia, può anche essere rigirata in chiave positiva. Il ristoratore può rispondere dicendo che farà il possibile per migliorare una determinata lacuna.

Non le piacerebbe avere un’applicazione ufficiale di GastroTicino?

No. Siamo contrari a classificare la ristorazione. Così come siamo contrari a eccessivi sconti e omaggi, che svalutano il lavoro dell’esercente. A livello di formazione sono temi che affrontiamo, in particolare quando si parla di costi aziendali e piani strategici. Poi ognuno è libero di fare come vuole. In certe circostanze il fatto di essere presenti su un’app può avere un senso. In altre no. Deve essere una scelta libera del singolo ristoratore.