X

Argomenti popolari

MANGIARE &BERE
GRILL DA TAVOLA

Piatti conviviali

La cena perfetta da organizzare in tanti è attorno a una pentola fumante. Così ognuno può scegliere cosa e quanto mangiare. Tre proposte di cibi condivisi.

01 febbraio 2019

Tutti insieme appassionatamente attorno a un tavolo, per mangiare, chiacchierare e… cucinare. Sì, perché con il caquelon della fondue di formaggio, l’hot pot o il cappello del tataro, la cucina si trasferisce in tavola. E ogni commensale è anche cuoco. Niente più indicazioni su quanto à point si vuole la carne: qui, ognuno è l’artefice di quelle che mette nel piatto. Così cucinare diventa un gioco conviviale e divertente: i cibi – carne, pesce, verdure, formaggio, tofu – vengono gustati caldi e il padrone di casa non passa la serata a fare la spola tra la cucina e il tavolo. E, “ciliegina sulla torta”, al post-cena, non ci si trova in cucina con tutt’una batteria di padelle da lavare. Insomma, poche e semplici mosse e la cena è fatta. Anche l’allegria è garantita: perché il cibo condiviso fa miracoli. Non c’è priorità di servizio, grandi e piccini, veloci e lenti, tutti si servono secondo il loro ritmo. Tutti ad attingere dalla stessa pentola: trionfo del mangiare insieme. È semplicemente la pentola in comune la summa del cibo condiviso. E come si sa, semplicità è spesso sinonimo di bontà.


Hot pot, l'Asia a casa

Come funziona

Verdure, tofu, carne e pesce sono cotti in una pentola di brodo fumante. Ma non è una fondue bourguinonne, perché la pentola hot pot, diffusa nella cucina cinese, ha una caratteristica: è divisa in due per poter separare brodo di carne e brodo vegetale, o brodo più e meno piccante. Così si accontentano tutti i commensali. Prima di mangiare, si intinge il boccone nell’olio di sesamo o nella salsa di soia, quindi si cuoce nel brodo.

Particolarità

L’hot pot sta alla felicità dei cinesi come il BBQ agli americani.

Gli attrezzi

Bacchette e un piccolo colino da immergere nel brodo.

L’ingrediente che non può mancare

Il rafano e lo zenzero. Come dicono i cinesi: in inverno si mangia il rafano, in estate lo zenzero.

Da evitare

Non cuocere le cose metà in un brodo e poi nell’altro: potrebbero esserci degli allergici, dei vegetariani… e in ogni caso “contaminare” i due brodi non è elegante.

La musica di sottofondo

“Hot pot song”, di Ramon Colon e Bodo von Zingler.

La ricetta

Hot Pot asiatico, di FOOBY: https://fooby.ch/it/rezepte/16863/

Pentola mongola

Pentola elettrica mongola U1812CH, Rotel, fr. 70.–, visto su www.microspot.ch

Fondue al formaggio, il classico

 

Come funziona

La variante classica e famosa della fondue di formaggio è la “moitié-moitié”, ovvero Gruyère DOP e Vacherin fribourgeois DOP in parti uguali. Il rituale di preparazione della fondue di formaggio prevede di insaporire il caquelon sfregandolo con aglio, quindi far colare lentamente il formaggio grattugiato con un po’ di fecola di patate sciolta nel vino bianco tiepido.

L’ingrediente che non può mancare

Il rituale del “coup du milieu”: un bicchierino di kirsch a metà fondue.

Da provare

Oltre al pane, infilzate anche dei dadini di pera: buono il contrasto freddo-caldo, dolce-salato. Mai provato il “pane per fondue”? È bianco e pronto per essere comodamente spezzato a bocconcini, senza l’aiuto del coltello.

Da evitare

Non bevete acqua insieme alla fondue, per evitare spiacevoli indigestioni; non grattate il fondo del caquelon, così si può formare “la religiosa”, da gustare a fine pasto aggiungendo un uovo scottato sul momento. E non perdete il pane, perché c’è una “penale”: l’uomo offre una bottiglia di vino, la donna bacia il suo commensale preferito….

La musica di sottofondo

“Ranz des vaches” degli alpigiani della Gruyère.

La ricetta

Fondue della Svizzera francese, di FOOBY: https://fooby.ch/it/ricette/9136/fondue-della-svizzera-francese

Caquelon elettrico

Set elettrico per fonduta di formaggio, Nouvel, fr. 79.–, su www.microspot.ch

Cappello tataro: la cena "nomade"

Come funziona

Il cappello tataro è un fornello a forma di cono con ganci, tipico dei popoli nomadi dell’Europa orientale. Durante le loro soste, viene posizionato sopra la brace per offrire la possibilità di arrostire la carne e preparare il brodo con un’unica fonte di calore. Infatti, il sugo della carne e del pesce fissati sulle punte d’acciaio cola in una speciale tesa riempita di brodo. Ogni commensale infila le pietanze che intende grigliare su uno dei ganci e lascia cuocere a piacere. La zuppa, ovvero il brodo nella “falda del cappello”, arricchita dai succhi rilasciati di quanto grigliato, sarà la prelibatezza finale.

Particolarità

È una sorta di cono con un piedestallo a falda rialzata, in metallo, dotato di tanti piccoli “spike” sulla superficie del cono: se lo guardate bene, capite che è uno strumento conviviale… Scherzi a parte: ideale per grigliate con poco fumo e senza schizzi di grasso. Approfittate anche del calore sotto il cappello tataro, dove, grazie alle quattro padelline, è possibile cuocere anche fette di formaggio raclette e uova al tegamino.

Da evitare

Non tagliate i bocconcini di carne più spessi di 2-4 millimetri, rischiereste di mangiarli metà crudi.

La musica di sottofondo

Per un feeling da bivacco attorno al fuoco: “House of rising sun” di The Animals; “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan; “Lemon tree” di Fool’s garden; “Country roads” di John Denver.

La ricetta

Cappello tartaro, di FOOBY: https://fooby.ch/it/ricette/16947/cappello-tartaro

Cappello tartaro

Cappello tataro elettrico, TTM, fr. 159.– anziché fr. 229.–, valido fino al 24.2.2019 da Fust.