X

Argomenti popolari

MANGIARE&BERE
TRADIZIONI

La grazia è per il tacchino

Il giorno del ringraziamento – “Thanksgiving day” – è un’istituzione per gli americani. Guai a toccargli il loro “turkey”. Lo sa bene
Chiara Assi, food blogger, che ha lavorato negli USA come giornalista enogastronomica.

TESTO
FOTO
alain intraina
25 novembre 2019

Gli accompagnamenti al tacchino: patate dolci, salsa di mirtilli rossi, puré di patate, fagiolini, torta di zucca...

Quando la grazia presidenziale entra in cucina, di mezzo non può esserci che l’indiscusso protagonista del Thanksgiving: il tacchino. Salvato dal presidente degli Stati Uniti e battezzato con un nome votato online, quel tacchino si ritroverà poi a zampettare in testa alla Parata di Macy’s a New York davanti a una folla giubilante. Per quanto sembri assurdo, per gli americani tutto questo è parte integrante di un appuntamento con la tradizione imprescindibile. Insomma toccategli tutto ma non questo pennuto, per lo meno non a novembre. Da una trentina di anni esiste persino la Turkey Talk-Line, una sorta di telesoccorso per tacchini da chiamare in caso di dubbi e domande sulla cottura del volatile. «Averlo saputo, mi sarebbe stato utile quando sono andata negli Stati Uniti!» mi dice ridendo Chiara Assi, la food blogger che a giugno aveva condiviso con noi la sua ricetta del pulled pork (@chiara.assi). «La prima volta che l’ho cucinato, stavo per fare un casino perché non mi ero accorta che dentro la pancia del tacchino c’era il sacchetto con le interiora dell’animale... In America si usa così. L’altra cosa che ho imparato è che bisogna delegare: ci sono troppe salse, contorni e torte perché una possa sopravvivere alla giornata. Quella volta sono rimasta in cucina 10 ore!». Sebbene la ricorrenza abbia perso gran parte dei valori cristiani delle origini, questo spirito di condivisione permane tanto nella preparazione del pranzo quanto nella voglia di riunirsi attorno a un tavolo e ringraziare per ciò che si ha. «Gli americani sentono il Thanksgiving più del Natale – mi dice Chiara –; è di sicuro un momento che si cerca di trascorrere in compagnia della famiglia o degli amici».

Negli Stati Uniti la festa cade tradizionalmente il quarto giovedì di novembre (il secondo lunedì di ottobre in Canada) e vede il tacchino scendere in campo accompagnato «da almeno: un ripieno, la salsa gravy, il puré di patate e le patate dolci, la salsa di mirtilli rossi, verdure verdi tipo fagiolini o cavolini di Bruxelles, la torta di zucca e la torta alle noci pecan. Dico almeno, perché gli americani esagerano sempre: raddoppiano o triplicano tutto», sottolinea Chiara.

Tornata in Ticino nel 2009, la food blogger ha pensato bene di portare con sé questa gustosa tradizione che, inutile dirlo, ha incontrato il favore di amici e parenti. «Ormai non posso non farlo – mi confessa divertita –; anche quando penso ah questa volta non lo cucino, arriva puntualmente qualcuno che mi dice: “Allora quest’anno quand’è il tacchino?”». 


Tacchino al forno

Ingredienti

1 tacchino di circa 4 chili (da ordinare in macelleria)

250 g di burro

sale e pepe qb

1 limone, tagliato a metà

1 cipolla, tagliata a metà

1 mazzetto di erbe aromatiche miste (rosmarino, salvia, origano,…), tritate

Procedimento

Fare ammorbidire il burro, salarlo e peparlo e incorporare il trito di erbe. Massaggiare il tacchino con il burro alle erbe e inserire il limone e la cipolla nella cavità.

Scaldare il forno a 200 °C.

Sistemare il tacchino in una teglia con i bordi alti e farlo cuocere per 30 minuti a 200 °C, quindi coprirlo con la carta alù e abbassare a 180 °C. Cuocerlo per altri 180 minuti. Levare la carta alù e lasciare cuocere ancora per 20 minuti. Lasciare riposare fuori dal forno per almeno

15 minuti prima di tagliarlo.

Con il fondo di cottura del tacchino è possibile preparare il “gravy”. Mettere il fondo di cottura in un pentolino, allungare con qualche cucchiaio di brodo di pollo, unire un paio di cucchiai di farina e ridurre a fuoco medio per una decina di minuti, facendo attenzione che non si formino grumi. Salare e pepare e servire con il tacchino.