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STREETFOOD

Puntata 7: La sinfonia dei fratelli valtellinesi

C’è profumo di Bitto e grano saraceno nell’aria… la settima puntata di streetfood avvicina la Valtellina al Ticino: “Pizzoccheromobile” di Maria Adele.

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MAD
25 settembre 2018

I profumi provenienti dalla "Pizzoccherimobile" si diffondono per le strade e le piazze ticinesi e svizzere.

L'IDENTIKIT

Chi è? Pizzoccheromobile
Cosa fa? Pizzoccheri della valtellina
Dove lavora? Ovunque ci siano eventi di street food, in Ticino e in Svizzera.

Se Napoleone nel 1803 avesse fatto una scelta diversa con l’annessione del Ticino alla confederazione svizzera, la Valtellina sarebbe parte del nostro cantone e i sapori di quelle aspre montagne sarebbero anche i nostri. Ma il francese ritenne altrimenti, e così né Ossola né Valtellina vennero a dare man forte al Ticino, che oggi avrebbe un peso ben diverso all’interno della Svizzera.

L’ho presa alla larga perché amo la storia del mio paese, ma ancora di più amo i sapori selvaggi e rustici della Valtellina. Maria Adele, valtellinese di nascita, con il suo Pizzoccheromobile, veicola da anni il profumo del Bitto e del Casera, insieme alla ruvidezza gustosa del grano saraceno.

I pizzoccheri fatti bene sono una sinfonia, un coro di sapori che nulla hanno da invidiare a un coro vocale, dove le armonie delle canzoni si intrecciano, si rincorrono e poi volano verso i tersi cieli alpini tra Svizzera e Italia.

I profumi provenienti dalla "Pizzoccherimobile" si diffondono per le strade e le piazze ticinesi e svizzere.

Il grano saraceno alla base della pasta, mischiato con un po’ di farina bianca, i formaggi dell’alpe, come il Casera o il Bitto appunto, le coste verdi e filacciose, le patate, cascate di burro e generoso aglio vanno a comporre questo piatto gustosissimo e non proprio leggerino. Ma pagare pegno con un po’ di ciccia in più, a causa dei pizzoccheri, è un prezzo che vale la pena pagare. I cibi grassi e nutrienti dei nostri avi, servivano a sopportare le fatiche della montagna, a resistere al freddo, a permettere di lavorare per ore tra le pietraie, nei boschi di abeti o nei campi rubati alla montagna.

Oggi questi piatti, che non sono proprio dietetici, sono un po’ invisi perché portatori di trippe antiestetiche. Eppure i pizzoccheri, con la loro naturale genuinità, meritano di rimanere saldi nelle nostre tradizioni culinarie, come ricordo dei tempi duri e del piacere che c’era nel mangiare tutti insieme allo stesso tavolo.

I pizzoccheri in fondo sono come una musica, che scivola tra le genziane e le artemisie, una musica che non ci stufiamo mai di ascoltare e che fa da colonna sonora al nostro Ticino.