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STREETFOOD

Puntata 10: Hamburger raro

Il team del foodtruck “OttoStar” preparara gli hamburger con carne di Grigia Retica, pane al mais Rosso del Ticino, formaggella della valle di Blenio e verdure di stagione con il marchio ProSpecieRara.

28 aprile 2019

OttoStar ha nell'assortimento anche gli hamburger con marchio ProSpecieRara. Dalla carne alla farina di mais, tutto locale.

L'IDENTIKIT

Chi è? Ottostar
Cosa fa? Hamburger e panini con prodotti del terroir ticinese
Dove lavora? Alle fiere o col catering ovunque li si chiami. In maggio: il 1° a Locarno, il 4 a Caslano e il 25 a Chiasso

Ottostar non è solo un food truck, ma un miscuglio di due famiglie: Paolo e Nicola sono fratelli, Sonia, la ragazza di Paolo, fa parte della combriccola col fratello Frankie. Insomma, una specie di comune culinaria che ruota intorno ai prodotti locali. I nostri ragazzi sono infatti attentissimi a non farsi sfuggire niente, al punto che se insistete possono anche dirvi il nome del manzo da cui viene il vostro super panino.

Affascinante è la loro ultima iniziativa: la creazione di un panino assolutamente ticinese, l’”hamburger raro”. Un prodotto che fa rizzare le antenne ai buongustai e scendere le lacrime ai difensori della biodiversità. A raccontarlo quasi non ci si crede: l’hamburger nasce da una collaborazione con ProSpecieRara. I nostri sono andati a scegliersi la manzetta da un allevatore di Ponte Capriasca, hanno optato per il pane artigianale con farina di mais Rosso del Ticino, macinata nel mulino di Maroggia e sfornato da un panettiere chiassese, ci hanno aggiunto cipolla rossa fritta nella farina di mais di Sessa e formaggella della val di Blenio… ma vi rendete conto? Quasi quasi mi commuovo pure io!

Il costo del panino non è proprio per tutte le tasche, però dei 27 franchi che spendete per questa delizia tutta ticinese, 3 vanno direttamente all’associazione ProSpecieRara, che si occupa di tutelare, appunto, le specie rare e arcaiche sia animali che vegetali del nostro territorio. Un prezioso aiuto per mantenere tradizioni culinarie antiche, ma anche per diffondere la biodiversità, fondamentale per l’ambiente e oggi messa in pericolo da monocolture e allevamenti intensivi di poche specie ad alta redditività.

Insomma, per i nostri ragazzi non è importante solo la parola nostrano, ma anche la preziosità degli ingredienti.