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Il successo del Prosecco è stato costruito così...

Uve Glera e un vasto territorio: astute mosse di marketing ne fanno un campione in termini di vendita.

18 giugno 2016

La zona del Prosecco a Sud delle prealpi, vicino al Friuli e al Veneto. (Foto: Alamy, Beatrice Thommen-Stöckli)


Il servizio

Dagli anni '90 il Prosecco ha visto incrementare il proprio successo di anno in anno. Per proteggere la sua «gallina dalle uva d'oro» il Consorzio ha deciso di rivedere tutta la gerarchia e di creare un territorio ben limitato. Prima del 2009, quando si parlava di Prosecco, s'intendeva un vino spumeggiante ottenuto da uve Glera (anche dette Prosecco). Alcune imitazioni, provenienti da zone esterne al Veneto, iniziavano ad apparire e bisognava intervenire. In che modo? Gli italiani, creativi e con un'intelligenza emotiva, si sono ricordati che nel vicino Friuli, più precisamente vicino a Trieste, si situa il villaggio Prosecco. Ecco quindi che ampliando la zona di produzione, fino a inglobare il comune di Prosecco, c'erano le basi legali internazionali per salvaguardare il proprio capitale e garantirsi anche l'uva che oggi il mercato richiede. Il Prosecco oggi è una regione ben definita, suddivisa in tre zone: nelle pianure si produce il Prosecco DOC e sulle colline che circondano Conegliano e Valdobbiadene - la zona storica - si produce il Prosecco DOCG. Tra tutti spicca il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG Superiore Cartizze: un Crus che si situa in cima alla piramide della denominazione. Una seconda DOCG meno conosciuta, ma non per questo meno quotata, è quella dei Colli Asolani.
 

La proposta

La Garnacha è un vitigno a bacca rossa, ormai molto diffuso in tutto
il mondo, le cui origini si possono far risalire alla Penisola Iberica o alla Francia. È di antichissima tradizione nelle grandi zone viticole mediterranee, che in Spagna si ritrova in particolare nelle aree di Aragona, La Rioja, Catalogna e dei Pirenei. La Garnacha ha riscosso un ottimo successo a livello mondiale grazie alla produttività, alla resistenza alle malattie, e al carattere robusto, equilibrato e adatto all'invecchiamento. Il Sierra Mayor, dal color rosso rubino, sprigiona
un intenso bouquet di bacche nere. Fruttato, piacevole e beverino sin nel finale, si sposa con carni alla griglia e arrosti.