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Qui le viti incontrano la storia

Lo Chasselas è un vitigno storico della viticoltura romanda. È molto sensibile al terroir e lo esprime nel vino.

01 febbraio 2016

Il castello di Aigle (VD) circondato dai vigneti. (Foto: Alamy)


Il servizio

Tra i primi vitigni coltivati dall'Uomo c'è ne è uno svizzero per eccellenza, lo Chasselas. Il suo grappolo è grande e spargolo; gli acini hanno una buccia sottile che in piena maturazione diventa di un caldo colore giallo dorato. Per queste pecularietà, nel 1500, è usato in Francia come uva da tavola mentre la coltivazione quale uva da vino inizia sulle sponde del lago Lemano. All'inizio del 900 è ampiamente diffuso nei cantoni Vaud, Ginevra e Neuchâtel; in Vallese il suo arrivo avviene dopo la sconfitta della phylloxera sostituendo i vitigni indigeni. Il vino ottenuto prenderà il nome di Fendant. L'adattabilità ai terroir locali ne definisce le caratteristiche, tanto che il vino porta spesso il nome del comune di produzione. A Ginevra ha caratteristiche fruttate e fresche, mentre diventa più strutturato e con caratteri minerali nel terroir di Epesses e Dezaley. Elegante e armonico a Aigle e Yvorne, si distingue dal caldo e espressivo Fendant vallesano. Lo Chasselas non ha esplosioni di aromi, anzi potremmo definirlo discreto. Per questo è un vino poliedrico, adatto sia come aperitivo, sia per accompagnare filetti di pesce persico, come pure altri pesci di lago. In queste fredde serate è il vino ottimale per raclette o fondue di formaggio.

 

La proposta

Féchy è considerato il luogo di produzione più prestigioso dei vini di La Côte nel Canton Vaud. Qui lo Chasselas, che rappresenta il 90% della coltivazione, condiziona la vita sociale e culturale di quest'area che si estende da Morges fino a Nyon. Godendo dei benefici termici e climatici apportati dal lago Lemano e dalla protezione delle alture giurassiane, il Féchy Les Merveilles esprime tutta la tipicità dello Chasselas. Di colore giallo paglierino, rivela al naso sentori di fiori bianchi e agrumi. Fruttato, complesso e con un finale lungo, è il compagno indiscusso per gli aperitivi e per i piatti a base di pesce di lago grigliato e formaggi a pasta molle.






Vocabolario enologico

La feccia è il residuo che si deposita sul fondo delle vasche di vinificazione dopo la fermentazione del vino. È composto principalmente da lieviti esausti, tartrati, frammenti di buccia e vinaccioli. Le fecce a contatto con il vino possono dare origine a cattivi odori e per questo, dopo la fermentazione e durante la maturazione del vino, si effettuano travasi e filtrazioni per eliminarle.  Per arricchire ľaroma, in alcuni vini si inolculano batteri selezionati e si lasciano durante tutto il processo di maturazione