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VINO
MODI DI DIRE

Le più belle citazioni

Se ne parla tanto quanto se ne beve. Il vino compare nei proverbi popolari che trionfano nelle osterie così come tra le poetiche parole dei grandi scrittori, filosofi e scienziati sin dall’antichità. 

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HEINER H. SCHMITT
21 gennaio 2019

«Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente» Eschilo (525-456 a.C.).

Il vino: cultura e legame col territorio, come suggeriscono anche i detti popolari. Basti pensare all’undici novembre, San Martino. Questa data coincideva con i contratti di affitto dei poderi e c’era il detto «far San Martino» ovvero traslocare o sgomberare.
Mentre altri detti, legati al mondo del vino sono il classico «A San Martino tutto il mosto è vino» e ancora «A San Martino cadono le foglie e si spina il vino». I proverbi, tuttavia, sono spesso legati anche al tempo meteorologico: «La nebbia di marzo non fa male, ma quella d’aprile toglie il pane e il vino» e anche «L’acqua per San Giuan (Giovanni), porta via il vino e non dà pan».
I detti popolari sono spesso legati ai lavori o al consumo: chi non ha mai sentito dire «Nella botte piccina, ci sta il buon vino»; «Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca»; «Se d’aprile a potar vai, contadino, molt’acqua berrai e poco vino». Questo per ricordare che entro marzo, prima che la vite pianga, la potatura deve essere terminata. Ci sono proverbi nati nelle osterie come: «Femmine, vino e cavallo, mercanzia di fallo», «Il vino è la poppa (o il latte) dei vecchi» e ancora «Bevi del buon vino e lascia andare l’acqua al mulino».

Il vino dei letterari

Il vino, però, non ha ispirato unicamente contadini o popolani, ma anche grandi personaggi della storia e del nostro tempo ne hanno cantanto le lodi. Tra gli aforismi e modi di dire, già Omero scrisse «Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere». Gli fece eco Eschilo (525 a.C. – 456 a.C.) che disse «Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente», oggi sostituiremmo il bronzo con lo specchio.
Nel 1500, il toscano Galileo Galilei descrisse il vino come un composto di umore e luce. Molière, il seicentesco commediografo e grande amante di libri, vide nel vino un prodotto da apprezzare leggendo o bevendo in convivialità con un amico: «Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico». Circa un secolo dopo, un altro scrittore ad Est del Reno, Gothe, disse che «La vita è troppo breve per bere vini mediocri».
E le donne, qual è il loro rapporto? Pochi i modi di dire che sono passati alla storia. Tra loro, troviamo la scrittrice inglese Mary Renault con «Il vino è la parte intellettuale del pranzo». E la scrittrice di lingua francese e prima donna eletta all’Académie Française, Marguerite Yourcenar, che affermò: «Il vino della lussuria attinge il proprio vigore dai succhi dell’anima come da quelli del corpo». Sono tantissimi quelli che, da Noè ai nostri giorni, hanno cantato il vino con aforismi sicuramente più significativi. Vorrei terminare con quanto scrisse il comico francese Coluche, morto prematuramente nel 1986: «Gesù trasformava l’acqua in vino. Non mi stupisce che dodici discepoli lo seguissero dappertutto».