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Tavola festiva alla ticinese

L’abbinamento cibo-vino dipende più dalla preparazione e dalla salse che dal tipo di carne o dal contorno. Di seguito qualche consiglio “regionale” per i menu natalizi.

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Stockfood, mad
09 dicembre 2019

L'arrosto sposa un Merlot ticinese importante.

Un altro anno sta finendo e ci stiamo preparando a festeggiare il nuovo che sta per arrivare, sperando sempre che sia migliore. Prima però, lasciamoci coinvolgere dai bagordi natalizi. Con il tempo i menu delle festività natalizie sono cambiati, un po’ perché si mangia troppo già tutto l’anno, ma soprattutto per permettere ai padroni di casa di potersi sedere a tavola. Vediamo quindi cosa abbinare a un cenone natalizio del XXI secolo e cerchiamo, per cambiare, una soluzione regionale.

Proposte alla ticinese

Iniziamo dall’aperitivo. Il Ticino offre diverse possibilità. Sempre più apprezzati sono i bianchi di Merlot anche nelle versioni spumantizzate, un’ottima alternativa al Prosecco: le bollicine che si sprigionano nei bicchieri creano subito un’atmosfera di festa. Passiamo poi ai ricchi antipasti. Per accompagnare pâté, salumi e insalata di pesce si può optare per degli Chardonnay che nel nostro Cantone, con i cambiamenti climatici, stanno dando bei risultati. Per coloro che invece cercano qualcosa di più aromatico, ci sono dei Sauvignon interessanti. In un menu tradizionale con gli arrosti, i nostri Merlot più importanti ci stanno alla perfezione.

In questi ultimi anni, però, sembra che il piatto nazionale di Natale sia diventata la fondue chinoise, che alleggerisce il lavoro e permette di godere delle festività in modo più rilassato. Vista la componente succulenta della carne e quella grassa del- le salse, tale preparazione richiamano un vino che contrasti con l’acidità o che abbia tannini non troppo aggressivi, ma presenti. A tale proposito, si può scegliere tra i Merlot Ticino Riserva, più strutturati dei classici e, spesso, con un leggero passaggio in grandi botti di legno. Una complessità di aromi ed evoluzione che sostengono maionese&co. 


Mirko Rainer Sommelier

Per ogni francese che si rispetti, lo Châteauneuf-du-Pape è il più grande e prestigioso vino del Sud. Con un territorio di quasi 3.200 ettari vitati nella Valle del Rodano meridionale, tra le città di Orange e Avignone, questa AOC è il risultato di secoli di storia caratterizzati dall’avvicendarsi dei papi, che proprio ad Avignone avevano trovato dimora a partire dal Medioevo. Un vino di culto che trova nello Châteauneuf- du-Pape del Domaine de La Côte de l’Ange un superbo esempio. Di color rosso scuro e profondo, seduce al naso con le sue note di bacche rosse, prugne, sentori erbacei e di cuoio. Corposo e potente, ha una complessità aromatica che stupisce il degustatore sin nel finale pieno. Un gran vino per pregiati tagli di carne rossa.

Châteauneuf-du-Pape AOC Domaine de la Côte de l’Ange Fine Food 2016

Prezzo: fr. 29.95/75 cl

Provenienza: Côtes du Rhône, Francia

Vitigno: Grenache, Mourvèdre, Syrah

Da bere: da 4 a 8 anni dalla vendemmia

In vendita: nei grandi centri Coop e su www.mondovino.ch