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DOCUMENTARIO

Un film sui vitigni rari della Svizzera

Plant Robert, Bondoletta, Himbertscha, Rèze… Questi antichi vitigni stanno particolarmente a cuore ai viticoltori appassionati. Ce li presenta Florian Burion in un documentario, girato nei quattro angoli della Svizzera, che andrà in onda martedì 17 settembre alle 21.05, su RSI LA 2.

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bassam jreidi / Octuor films
16 settembre 2019
Nel Lavaux il regista vodese Florian Burion è partito sulle tracce del Plant Robert.

Nel Lavaux il regista vodese Florian Burion è partito sulle tracce del Plant Robert.

Sulle colline di Aran nel Lavaux, Florian Burion sta degustando un vino rosso di Henri e Vincent Chollet. Questo nettare sprigiona aromi di pepe e frutti a bacca scura. Si tratta di Plant Robert, un antico vitigno salvato dall’estinzione in questa regione alla fine degli anni ‘60. Presso la tenuta Mermetus questa specialità viene salvaguardata da circa quarant’anni: «Il Plant Robert è in grado di adattarsi a vari terroir e ha un potenziale d’invecchiamento molto interessante. È eccellente in abbinamento a salumi, selvaggina e alcuni formaggi, come un Emmentaler molto stagionato», precisa Vincent Chollet. Il regista è contentissimo di rivedere la famiglia Chollet a distanza di un anno da quando ha girato qui le immagini del suo documentario Cépages rares, un patrimoine suisse. «Siamo venuti in tre durante la vendemmia – io, l’assistente regista trilingue e un ingegnere del suono – per non creare confusione», racconta.

Dal Ticino al Canton Lucerna

Il filmato porta anzitutto lo spettatore in Ticino, dove il viticoltore Stefano Haldemann, appassionato di vitigni caduti nell’oblio, discute con Gertrud Burger di ProSpecieRara. Entrambi collaborano in nome della biodiversità. «Preservare le varietà antiche è anche un modo di mantenere viva la nostra storia», osserva Stefano Haldemann.

In pieno periodo di vendemmia, stando al suo fianco, si scopre una parte della storia del vitigno rosso Bondoletta, derivato dal Bondola e dal Completer, grazie al biologo José Vouillamoz. «Aveva appena finito di scrivere un libro su questo soggetto e le sue delucidazioni competenti sono state molto preziose», ci rivela il regista, diplomato presso la Scuola cantonale d’arte di Losanna. Le immagini ci conducono poi nei Grigioni, dove sta rinascendo il Completer: «Racchiude tutte le sfaccettature che può presentare un vino bianco», spiega il viticoltore Martin Donatsch.

Un po’ più tardi, nel Cantone di Lucerna, Florian Burion filma il vigneto del villaggio di Hitzkirch, dove cresce l’Hitzkircher, derivato dal Completer. Il cineasta ha girato la Svizzera più volte in lungo e in largo insieme alla sua troupe per i due mesi delle riprese: «A volte è stata un’esperienza decisamente movimentata, dato che dovevamo filmare a Zurigo e nei Grigioni nello stesso giorno…».

A Viège, nell’Alto Vallese, cede la parola a Josef-Marie Chanton, che ha salvato dall’estinzione il vitigno a bacca bianca Himbertscha. «Al palato lascia una nota agrumata che fa venir voglia di berne un altro sorso», afferma José Vouillamoz durante una degustazione del millesimato 1986. Agli occhi di un viticoltore, non basta infatti salvaguardare una varietà d’uva: «Non serve a nulla coltivare un vitigno soltanto perché è antico. Se invece si riesce ad ottenere un ottimo vino, è fantastico», dichiara Serge Heymoz de Sierre facendo riferimento al bianco Rèze, originario del Vallese.

Il documentario suggerisce in conclusione che, visto l’impatto dei cambiamenti climatici sulle vigne, i vitigni hanno oggi più che mai qualcosa da dire.