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Infortuni sul tetto

Turisti in casa, il buono per un brunch e la querela contro l'insulto.

27 marzo 2018
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Sono proprietaria di un edificio privato che verrà visitato regolarmente da gruppi di turisti accompagnati da una guida professionale. Se qualcuno dovesse farsi male durante la visita, chi risponde dell'infortunio? La mia assicurazione o quella dell'infortunato? Posso proteggermi giuridicamente contro questi inconvenienti?

Alessandro Mazzoleni, Avvocato

Se l'infortunio è conseguente a un difetto dell'edificio, la responsabilità decade sul proprietario dell'edificio (cfr. art. 58 del Codice delle Obbligazioni). Se non vi è un difetto dell'edificio, il proprietario di principio non risponde. Per evitare discussioni, il proprietario può tutelarsi stipulando un'apposita assicurazione. Oltre a ciò, il proprietario pure potrebbe sincerarsi se la guida turistica ha stipulato un'assicurazione a protezione dei suoi clienti.

L'anno scorso, prima delle festività natalizie abbiamo acquistato un buono per due persone presso un ristorante che proponeva di domenica anche il brunch. Ora la gerenza di questo ristorante è cambiata. Vale il buono nei confronti della nuova gerenza?

Nella misura in cui è cambiata la gerenza di principio il buono non ha più alcuna valenza. Bisognerebbe quindi prendere contatto con la vecchia gerenza e perlomeno valutare di farsi rimborsare. Un approfondimento vale la pena, anche perché non è detto che la nuova gerenza, con la ripresa del ristorante abbia pure ripreso l'impegno di onorare i buoni emessi nel passato. Un simile approfondimento è anche possibile direttamente presso la nuova gerenza.

Ho scoperto che una persona ha detto una bugia su di me, accusandomi di averla insultata. Posso sporgere una querela? Entro quanto tempo è possibile farlo?

Chiunque, consapevole di dire una cosa non vera, comunica a terzi che una persona si è condotta in modo disonorevole o che comunque ha adottato un comportamento che potrebbe nuocere alla sua reputazione, si rende colpevole di calunnia ai sensi dell'art. 174 del Codice penale svizzero (CP). Se l'insulto rientra nei presupposti del reato penale, l'autorità preposta avvia una procedura unicamente su querela di parte al Ministero pubblico, per il tramite della Polizia. La querela dev'essere presentata nei tre mesi da quando si conosce d'identità dell'autore del reato (cfr. art. 31 CP).