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CONSULENZA
LEGALE

Contributo mensile

Il maggiorenne che vive dalla mamma, il rumore dei rifiuti nei container e l’obbligo di dichiarare la convivenza.

28 aprile 2019

Avvocato

Alessandro Mazzoleni

Sono un giovane maggiorenne, economicamente indipendente e vivo con mia madre, la quale percepisce delle prestazioni complementari. Da febbraio, però, mia madre pretende da me che le versi un contributo mensile per le spese. E ciò fino ad ottobre, quando traslocherà. Sono obbligato per legge a pagare questo contributo?

Un figlio maggiorenne che percepisce un reddito da lavoro e che vive in economia domestica con un genitore non può di principio pretendere che i genitori si occupino ancora del suo mantenimento, ma deve provvederne egli stesso. Si tenga presente che già un figlio minorenne che vive con i genitori, se percepisce uno stipendio, può essere obbligato a versare un adeguato contributo per il suo mantenimento, e meglio fino ad un massimo di 1/3 del suo reddito (cfr. art. 323 cpv. 2 Codice civile).

A circa cinque metri da casa mia vi è un container nel quale sono depositati 24 ore al giorno rifiuti di ogni genere. Da tempo sono in lotta con il Comune, il quale mi dice che sistemerà la situazione, ma ciò non è mai avvenuto. Che cosa mi consiglia di fare?

Tra le altre cose, i Comuni hanno anche il compito di vegliare affinché i rifiuti siano smaltiti conformemente alle vigenti prescrizioni cantonali e federali. Nel caso concreto, il Comune del lettore si è già detto competente per risolvere il disagio provocato dall’utilizzo non conforme del container. Di conseguenza, è possibile sollecitare nuovamente il Comune con l’avvertimento che nel caso in cui si dimostrasse ancora inadempiente, lo stesso sarà segnalato per cattiva amministrazione alla Sezione degli enti locali, quale autorità di vigilanza sui Comuni (cfr. art. 48 del Reg. di applicazione della legge organica comunale). Se poi dovesse risultare nuovamente inadempiente, il Comune può essere segnalato alla citata autorità.


Si può?

Convivenza e sussidi di cassa malati.

Quando è inoltrata una richiesta di prestazioni (prestazioni complementari, di assistenza, sussidi di cassa malati, ecc.) è obbligatorio comunicare spontaneamente tutte le informazioni del caso. Tra queste vi è anche la convivenza, anche se non di tipo amoroso. La convivenza va indicata anche se persisteva già precedentemente alla richiesta e se il Comune e l’autorità fiscale ne sono già informati. Se ininfluente per il calcolo la stessa non verrà considerata. Se invece determinante e non comunicata, potrà comportare il ricalcolo e la restituzione di prestazioni indebitamente percepite.


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