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CONSULENZA
LEGALE

Il bambù del vicino

Il garage come deposito, le radici della pianta del confinante, l’assicurazione per i lavori domestici.

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ILLUSTRAZIONE DI RETO CRAMERI
01 aprile 2019

AVVOCATO

MICAELA ANTONINI LUVINI

Ulteriori informazioni qui: MICAELA ANTONINI LUVINI

Sono proprietaria di un appartamento in un condominio di otto unità. Ogni appartamento dispone di un posteggio nel garage. Il proprietario di un appartamento sta divorziando ed è partito, lasciandolo a disposizione dell’ex moglie con i bambini. Quest’ultima ha ammucchiato tutti i mobili dell’ex marito sul suo posteggio (ca. 10 metri quadrati), e ciò otto mesi fa. Dopo circa 5 mesi di questo stato di cose, l’amministratore ha intimato loro con lettera una penale di cinque franchi al giorno ma, nonostante ciò, quell’ammasso di robaccia si trova ancora lì. Cosa ci consiglia?

Intanto, non penso proprio che l’amministratore possa intimare una penale di 5 franchi giornalieri, a meno che il regolamento condominiale lo preveda espressamente. Anche l’utilizzo del garage come deposito non è di per sé illegale, a condizione che non crei pregiudizi, rendendo ad esempio difficoltoso l’accesso agli altri garage, oppure non emani odori sgradevoli o inquini il sottosuolo. Francamente, dalla sua descrizione non mi sembra siano state violate norme legali.

Il nostro terreno recintato confina in un angolo con due vicini. Il problema è che le radici delle piante di bambù, passando da uno dei confinanti, arrivano nel nostro giardino e si stanno avvicinando alla casa. Abbiamo paura che ci possano causare danni ai muri. Abbiamo scritto una raccomandata al vicino che ha la siepe di bambù, ma non ci ha risposto. Che cosa fare?

Potete provvedere a tagliare le radici e i rami che crescono sulla vostra proprietà nella misura in cui questi possano creare dei danni o li abbiano già creati. Il fatto che abbiate avvisato il vicino con lettera raccomandata è corretto. Se costui non risponde, potete quindi agire nel senso indicato.


Si può?

Faccio lavori domestici. Il datore di lavoro deve assicurarmi se mi ammalo?

Sì, il contratto normale di lavoro per il personale domestico lo prevede espressamente, a meno che vi sia una deroga nel contratto di lavoro. Se non lo fa, egli è responsabile del pagamento del salario in caso di malattia per un massimo di 720 giorni. In questa evenienza dovrà corrispondere l’80% del salario pattuito. Se vuole derogare da questo regime, dovrà prevederlo in modo chiaro ed univoco per iscritto. Se non esiste questa deroga e se non vi è un’assicurazione per la malattia, le conseguenze possono essere pesantissime.


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