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CONSULENZA
LEGALE

Il testamento

Gli eredi legittimi e no, il diritto di abitazione, il figlio nullatenente escluso dalla successione.

18 ottobre 2019

Gaia Zgraggen

Avvocato e notaio

Possiedo un appartamento di proprietà. Sono anziano, divorziato e vivo da solo. Ho due figli adulti, sposati, che vivono all’estero. Vorrei redigere un testamento e mi chiedevo se posso lasciare l’appartamento a una persona che non sia uno dei miei figli?
Secondo il diritto svizzero i figli hanno diritto alla porzione legittima, che nel suo caso (presupponendo che i suoi genitori siano già deceduti) corrisponde a tre quarti della successione. Il restante quarto corrisponde alla “porzione disponibile”, che può essere lasciata a chi si vuole. Nel suo caso, pertanto, può di principio lasciare l’abitazione a una terza persona nella misura in cui ciò non vada ad intaccare la porzione legittima dei figli. In altri termini, può lasciare l’abitazione a una terza persona a patto che i figli ricevano in qualsiasi altro modo il corrispondente della loro porzione legittima (tre quarti della successione).

Sono vedovo e ho solo una figlia alla quale vorrei lasciare già ora la mia casa, riservandomi però un diritto di abitazione. Vorrei capire, una volta costituito il diritto di abitazione, quali costi sarebbero a carico mio e quali a carico di mia figlia. Le chiedo, inoltre, se è necessario andare da un notaio o se possiamo fare uno contratto in forma scritta tra di noi.
Il diritto di abitazione è previsto all’articolo 776 del Codice Civile. Detto diritto consiste nella facoltà che ha il proprietario di concedere a un terzo di abitare un edificio o una parte di esso. Con riferimento ai costi, l’articolo 778 del Codice Civile prevede che le spese di manutenzione ordinarie sono a carico del beneficiario del diritto di abitazione, mentre le spese straordinarie sono a carico del proprietario. La costituzione del diritto di abitazione avviene unicamente per atto pubblico e con iscrizione a Registro fondiario, e, pertanto, per la sua costituzione è necessario rivolgersi a uno studio notarile. 


Si può?

Si può escludere un figlio dalla propria successione, se è pieno di debiti e nullatenente?

L’articolo 480 del Codice Civile prevede che, nel caso in cui il discendente presenti dei certificati di carenza beni, è possibile per il “de cuius” privarlo della metà della porzione legittima, a condizione che detta parte sia lasciata ai suoi discendenti. Questo tipo di diseredazione cade, ad istanza del diseredato, se al momento dell’apertura della successione non esistono più certificati di carenza di beni o se il loro importo non supera il quarto della quota ereditaria. La diseredazione deve essere prevista in un testamento o in un patto successorio.


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