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CONSULENZA
LEGALE

Le rane del vicino

Quando il gracidare delle rane disturba, l’anticipo ereditario a uno dei fratelli, vacanze decurtate dal datore di lavoro.

05 agosto 2019

AVVOCATO

MICAELA ANTONINI LUVINI

Ulteriori informazioni qui: MICAELA ANTONINI LUVINI

Anni fa ho dato in donazione a mio figlio la casa e il terreno, su cui ho mantenuto però un diritto di abitazione. Circa tre mesi fa il nostro vicino ha messo in giardino due pozze con delle rane che, a dipendenza del tempo e di rumori, disturbano 24 ore su 24 (si tratta di anfibi che gracidano costantemente). Non vogliamo litigare con il vicino, ma non sappiamo come fare per evitare questo disturbo. Che cosa mi consiglia?

Dovrebbe far notare al vicino che non siete più disposti a sopportare il gracidare delle rane tutto il giorno e che questa molestia vi sta causando seri problemi di salute. Se quello che lei dice corrisponde al vero e in caso di inattività del vicino, potrebbe pensare ad inizia- re una causa per immissioni eccessive. Chiaramente, questa scelta significa litigare e anticipare anche un certo capitale sia per l’avvocato che dovrà assistervi, sia per le spese di giustizia (in caso di vittoria avrete però un diritto al rimborso). Come sottolineato, quindi, se i rumori sono costanti e forti 24 ore su 24 e il vicino rimane passivo, non vedo altra soluzione.

Nel lontano 1980 mio padre e mia madre hanno fatto un anticipo ereditario in favore di mio fratello. Si trattava e si tratta di un terreno di circa 1.100 metri quadrati. Io, come figlia legittima, ho diritto alla metà di questo terreno il giorno in cui i miei genitori dovessero morire?

Non ha diritto a metà terreno, ma a parte del valore del terreno, ritenuto che tale valore dovrà essere calcolato nella massa successoria. E poi gli eredi riceveranno, secondo le proporzioni stabilite dal testatore, la loro quota. Più semplicemente, se la massa successoria, al momento del decesso dei suoi genitori, dovesse aggirarsi sui centomila franchi, A tale valore va aggiunto il valore del terreno e poi, se siete gli unici due eredi, ciascuno riceverà la metà.


Sono stato costretto a un lungo periodo di malattia (quasi 4 mesi) e al ritorno in ufficio il datore di lavoro mi ha detto che avrebbe decurtato parte delle miei vacanze. Può farlo?

Per assenze che superano due o tre mesi - senza che la malattia sia stata causata per colpa del lavoratore -, il datore di lavoro può decurtare per ogni mese, dopo il primo mese, un dodicesimo delle vacanze. In sostanza, il primo mese non è ammessa nessuna riduzione. Invece, nel caso di malattia durante il periodo di gravidanza, la riduzione può avvenire solo dopo due mesi completi di malattia.


Per i vostri quesiti:

cooperazione@coop.ch