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CONSULENZA
LEGALE

Miglioria non richiesta

Le opere di pubblica utilità, la rinuncia all’eredità, l’inquilino e i costi delle pareti da ridipingere.

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ILLUSTRAZIONE: RETO CRAMERI
21 gennaio 2019

Gaia Zgraggen

Avvocato e notaio

Nel comune in cui risiedo, recentemente sono stati eseguiti dei lavori di miglioria-riqualifica con l’introduzione del limite dei 30 km/h nonché la posa di sampietrini sulla strada adiacente alla mia abitazione, che causano però un rumore insopportabile, quando transitano auto che non rispettano il limite “imposto”. Le chiedo se sono obbligata a pagare contributi per un’opera che non ho richiesto e mi crea anche disagi?

I contributi di miglioria sono dei compensi obbligatori pagati all’ente pubblico in occasione dell’esecuzione di un’opera o di un’attività di utilità pubblica che genera vantaggi particolari ai privati. Di principio, quindi, sono assoggettati al pagamento di questi contributi coloro che traggono un vantaggio particolare durevole e di carattere economico dalle suddette opere. Se lei rientra in questa cerchia di persone, è pertanto tenuta a pagare i contributi di miglioria, sebbene non abbia richiesto personalmente la costruzione dell’opera.

Se rinuncio all’eredità di un mio genitore, l’eredità passa automaticamente ai miei figli? E quindi devono fare anche loro una rinuncia? Oppure la mia rinuncia non fa passare l’eredità ai miei figli?

Conformemente all’art. 572 del Codice Civile Svizzero, se il de cuius (il defunto) non ha lasciato testamento o altra disposizione per causa di morte, in caso di rinuncia da parte di un erede la suc- cessione passa ai discendenti del rinunciante. Se invece l’erede è tale in ragione di un testamento o di un contratto successorio, l’eventuale rinuncia da parte dell’erede fa sì che la successione passi agli eredi legittimi del defunto, eccetto che una diversa intenzione non risulti dalla disposizione. Dagli elementi che ha fornito, il suo caso rientra nella prima ipotesi. Pertanto, qualora lei rinunciasse all’eredità, i suoi figli dovranno a loro volta rinunciare.


Si può?

Si può chiedere all’inquilino al termine del contratto di locazione di ridipingere le pareti o di pagare il ritinteggio?

All’inquilino non si può chiedere di ridipingere le pareti, né gli si possono addossare i costi di un simile intervento, qualora l’usura delle pareti corrisponda all’uso normale dell’ente locato. Tuttavia, l’inquilino dovrà provvedere a stuccare buchi dovuti all’affissione di chiodi o altro. Al contrario, quando le pareti si presentano molto più usurate rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da un uso ritenuto normale dell’ente locato, il costo del ripristino delle stesse potrà essere addossato all’inquilino.


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