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Freddo in casa

I radiatori da sostituire, i riscaldamenti a raggi infrarossi e quelli all’aperto dei bar.

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Reto Crameri
11 febbraio 2019

Fisica e presidente S.A.F.E.

Giuseppina Togni

La nostra casa è stata costruita negli anni Cinquanta e quindi poco isolata. Il riscaldamento è elettrico e lo abbiamo già sostituito una volta. La gestione di due radiatori è guasta e vorremmo sostituirli. Ho sentito che sono proibiti. È vero?

I riscaldamenti elettrici sono un grande problema. Consumano tanta elettricità, che è molto più costosa di ogni altro vettore energetico, e la fattura alla fine della stagione è sempre una stangata. Se ne ha la possibilità, li sostituisca, perché altrimenti trascina il problema senza risolverlo. Diversi comuni e aziende elettriche, ma anche il cantone, mettono a disposizioni contributi finanziari per rimpiazzare l’impianto. Per legge, gli impianti che dispongono di una distribuzione idraulica del calore (quindi muniti di tubi in cui circola acqua calda) non possono più venir sostituiti con riscaldamenti elettrici. Per i sistemi diretti (i radiatori al muro con spina elettrica) per il momento è ancora permessa la sostituzione.

Su una rivista ho notato la reclame di una ditta operante in Ticino, che pubblicizza nuovi riscaldamenti moderni a raggi infrarossi. I sistemi sono a forte potere calorifero e quindi risparmiano energia. Sono consigliabili?

No. Si tratta di riscaldamenti elettrici a radiazione diretta, che tra l’altro per legge non sono più consentiti, a eccezione che si tratti di una sostituzione di un riscaldamento elettrico senza sistema idraulico (vedi prima domanda). È vero il contrario: consumano troppo e non risparmiano niente. La Conferenza dei servizi cantonali dell’energia ha pubblicato un opuscolo sul quale mette esplicitamente in guardia da tali sistemi, propagandati in maniera aggressiva ed equivoca. Nel caso di un nuovo impianto, la pompa di calore permetterebbe di risparmiare più del 60 per cento di energia rispetto al sistema a infrarossi.


Si può?

Quando abbiamo costruito la casa, abbiamo dovuto soddisfare una miriade di prescrizioni sull’energia, dall’isolamento dei muri fino a un impianto solare sul tetto. Noto però che in città molti ristoranti hanno riscaldamenti all’aperto. Mi chiedo: si può, la legge è uguale per tutti?

Capisco il suo sfogo e ha ragione. In effetti, i riscaldamenti all’aperto rappresentano un assurdo spreco di energia e sono in contraddizione con le disposizioni sull’isolamento termico che chi costruisce deve invece soddisfare. Per legge i riscaldamenti all’aperto sarebbero proibiti, ma solo se si tratta di impianti fissi. Quelli a fungo vengono tollerati.


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